Gelate notturne in Trentino, danni a meli e ciliegi

Trentino Alto Adige
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Azionati gli impianti antibrina, ma accese anche stufe e candele

(ANSA) - TRENTO, 08 APR - Le gelate tardive che hanno contraddistinto le ultime due notti in Trentino hanno danneggiato le colture, soprattutto alberi di ciliegio e melo. I tecnici della Fondazione Mach di Mezzolombardo fanno notare che quest'ultimo, nelle zone di fondovalle, ha raggiunto lo stadio fenologico di piena fioritura, molto sensibile alle basse temperature che determinano, nel caso di danno, la perdita irrimediabile del fiore o del frutto appena formato. Nelle colture di ciliegio ad altezze più elevate si sono registrati -6 /-7 gradi e, specialmente dove non sono state attivate protezioni, si osservano danni quantitativi abbastanza importanti, anche se un conto verrà fatto nei prossimi giorni. I contadini hanno azionato gli impianti antibrina principalmente in fondovalle mentre nelle zone di collina e montagna circa 40 agricoltori hanno acceso stufette a pellet o candele di paraffina. Per quanto riguarda la vite, le valutazioni saranno fatte nei prossimi giorni, anche se i primi riscontri non sembrano così negativi come su altre colture.
    Una gelata così estesa e lunga - secondo i dati della Fem - ricorda gli ultimi eventi gravi del 1997. Gli agricoltori sono stati informati con i bollettini di previsione agrometeo emessi da Meteotrentino e, durante le due notti di gelo, allertati tempestivamente e frequentemente (nella notte tra il 6 e il 7 ogni 3 ore) con oltre 41.000 sms inviati dalle 40 stazioni meteo Fem dotate di sensori antibrina. Dal 2020 gli oltre 1.200 utenti iscritti al servizio ricevono gli allarmi in base alla coltura (melo o ciliegio) che si attivano a soglie diverse di temperatura in base alla fase fenologica critica. L'azionamento degli impianti antibrina, ove presenti, può aver ridotto, ma non azzerato, la percentuale di danno. Infatti la situazione complessiva di temperature molto rigide e bassa umidità relativa, oltre al numero di ore di gelo, ha messo in crisi anche un sistema ampiamente collaudato come quello dell'irrigazione a pioggia. (ANSA).
   

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