Anno giudiziario: Servetti, ancora gravi scoperture organico

Trentino Alto Adige
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A Trento il 66,67%, a Rovereto il 55,56% e a Bolzano il 67,44%"

(ANSA) - TRENTO, 30 GEN - Il Covid ha inciso pesantemente anche sull'attività degli uffici giudiziari relativa al 2020. "E la situazione ci impone di guardare ai prossimi mesi con grande prudenza e ben poche illusioni", scrive la presidente della Corte d'Appello di Trento, Gloria Servetti, nella relazione pronunciata in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario. "Vari uffici hanno continuato a risentire degli effetti di un'età media dei magistrati sempre più elevata e a tale elemento si sono accompagnate, nell'ultimo anno, le difficoltà lavorative collegate al periodo emergenziale che stiamo ancora vivendo, così che nel corso del 2020 non poche sono state le domande di anticipata cessazione del servizio nei tribunali di Trento e Bolzano".
    Pur essendosi registrata una generale diminuzione di nuovi procedimenti iscritti, almeno per la prima parte del 2020, "le percentuali di scopertura - ha detto Servetti - sono ancora ingenti e motivo di grande preoccupazione per i dirigenti degli uffici giudiziari. Dati che ancora originano inquietudine e pongono non pochi interrogativi sul futuro. L'indice di copertura nel distretto è pari al 37,72%, con una differenziazione tra gli uffici trentini (31,65%) e quelli del circondario di Bolzano (media del 43,97%)". Gravissime risultano, in particolare, le scoperture negli uffici Nep: "A Trento si è raggiungo il 66,67%, a Rovereto il 55,56% e a Bolzano il 67,44%", spiega ancora Servetti.
    Un richiamo, poi, a ridimensionare almeno in parte "la tendenza autocelebrativa che per anni ha accompagnato la lettura dei dati statistici del distretto". Secondo la presidente, infatti, "i carichi in questa Corte, ma anche in quasi tutti gli uffici giudiziari del distretto, sono tra i più contenuti d'Italia e, in alcuni casi, i più modesti in assoluto". Eppure, prosegue la presidente, "anche in questo distretto non manca il riscontro di ritardi nel deposito dei provvedimenti, non frequenti né diffusi ma, quando esistenti, di cospicua entità e persino di possibile rilievo disciplinare". (ANSA).
   

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