Coronavirus, crisi settore matrimonio nel Torinese: persi 300 milioni

Piemonte

Lo rileva l’Ascom del capoluogo piemontese, dove ci sono 340 studi fotografici che lavorano soltanto con le nozze. Il settore del wedding ha stimato un crollo di guadagni non solo per ristorazione, stilisti e negozi, ma anche per i liberi professionisti 

Il settore del wedding stima una perdita di oltre 300 milioni di euro nell'area metropolitana di Torino. Questo è quanto rileva l’Ascom del capoluogo piemontese. Lo stop alle cerimonie nuziali ha colpito non solo la ristorazione, gli stilisti e i negozi, ma anche una parte considerevole dell'indotto come liberi professionisti, truccatori, parrucchieri, fioristi, gioiellieri, fotografi, videomaker, musicisti e animatori. A Torino, per esempio, ci sono 340 studi fotografici che lavorano solo con i matrimoni. Gli operatori del settore affermano: “Bisogna comprendere che per ogni decreto del governo che proroga il lockdown di settimane, le imprese registrano disdette di mesi e il relativo spostamento delle date nella stagione invernale" (LA DIRETTA).

L’appello di Ascom Confcommercio Torino e provincia

Maria Luisa Coppa, presidente Ascom Confcommercio Torino e provincia, ha commentato: “L'economia del nostro paese è caratterizzata da forti legami fra categorie e filiere, il mondo del wedding ne è un tipico esempio. Lo stop alle cerimonie imposto dal lockdown ha inevitalmente travolto il settore dell'enogastronomia, della moda, dei servizi e persino del turismo con effetti non solo sul 2020 ma anche sulla stagione del 2021. La nostra richiesta è che nella Fase 2 (LA SITUAZIONE DEI TRASPORTI PUBBLICI - LE FOTO) si possa conciliare l'esigenza di sicurezza con uno spedito ritorno alla normalità anche per quanto riguarda uno delle tradizioni più forti della nostra socialità, per impedire che le imprese del settore vedano bruciare il fatturato di un intero anno di lavoro".

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