Live In Roma, la sfida dell'Ai: interviste ad Andrea Pezzi e Mariarosaria Taddeo

Tecnologia

Un confronto sul presente e il futuro dell’intelligenza artificiale, tra innovazione, impatto sociale ed etica. Sul palco di Villa Torlonia ci sono l’imprenditore Andrea Pezzi e Mariarosaria Taddeo, Professor of Digital Ethics and Defence Technologies Oxford University

Il tema dell’intelligenza artificiale arriva all’evento di Sky TG24 a Roma (SEGUI LA GIORNATA IN DIRETTA). Un tema molto attuale che apre a tanti interrogativi: in primis, se l’Ai può fare tante cose che fa anche l’uomo cosa resterà di umano in questo mondo? A rispondere è l’imprenditore Andrea Pezzi, per il quale il lavoro dell’uomo nel creare le leggi resta fondamentale: “Una cosa che facciamo noi è normare. Io credo che il legislatore debba studiare quello che sta accadendo perché nel momento in cui i dati delle aziende vengono usati per addestrare modelli di Ai, presto avremo cittadini ricchi privati che con un bottone possono spegnere i satelliti. Sarà così se l’Europa non prende un’iniziativa chiara e seria”. 

Un altro tema che riguarda lo sviluppo dell'intelligenza artificiale è la sua applicazione in ambito di guerra. La macchina viene sempre più usata per scegliere gli obiettivi e decidere sulla vita dell’essere umano. “Una macchina non dovrebbe essere messa in posizione di decidere sulla vita umana”, ha risposto la professoressa dell’università di Oxford Mariarosaria Taddeo. “Volendo dare una risposta più articolata si può dire che l’intelligenza artificiale può essere introdotta in un processo decisionale a patto che il controllo resti all’essere umano. E per questo serve una regolamentazione che si basi su dei principi. Una delle grandi lezioni imparate dell’Iran è proprio che usare l’Ai a tutta potenza e senza regole non è per forza sinonimo di vittoria”.

Poi c'è la sfida del mondo del lavoro, un settore in cui l’uomo rischia di essere sostituito: “Io ho un’azienda che si occupa di Ai - ha commentato Andrea Pezzi - e abbiamo fatto la scelta di fare in modo che gli agenti di Ai svolgano il loro compito in modo trasparente perché sono convinto che l'intelligenza artificiale debba creare più capacità nell’essere umano di fare bene. O crediamo che il futuro sia fatto dalle macchine o cerchiamo di integrare l’Ai insieme al lavoro umano: ci deve essere l'obbligo per legge di ricondurre la decisione dell’Ai all’essere umano”.

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