Lo stato americano aveva fatto causa a Meta nel 2021 dopo la scandalo di Cambridge Analytica, sostenendo che la società di Mark Zuckerberg aveva ingannato gli utenti con le sue dichiarazioni sulla privacy. Il mese scorso una giuria ha stabilito che Meta aveva commesso 43 milioni di violazioni delle leggi del New Mexico a tutela dei consumatori, prevedendo una sanzione di 5.000 dollari per ogni violazione
Un giudice del New Mexico ha ordinato al colosso della tecnologia Meta di pagare una multa pari a 25 miliardi di dollari per aver ingannato gli utenti rispetto ad alcune pratiche legate alla tutela della privacy.
La campagna presidenziale di Trump nel 2016
Il caso, spiega l'agenzia Reuters, trae origine dalle accuse secondo cui una società di consulenza politica, coinvolta nella campagna presidenziale di Donald Trump del 2016, avrebbe ottenuto i dati di milioni di utenti Facebook senza il loro consenso. "La condotta illecita di Facebook – protrattasi per anni e diffusa sistematicamente al pubblico – colpisce il cuore stesso delle pratiche commerciali fondamentali dell'azienda" ha scritto il giudice Francis Mathew nell'ordinanza emessa dopo il verdetto. Il giudice stesso ha ritenuto che, in base alla legge statale, fosse giustificata una sanzione superiore ai 219 miliardi di dollari, cifra che ha poi ridotto a 25 miliardi.
La causa nel 2021
Il procuratore generale dello Stato aveva fatto causa a Meta nel 2021, nell'ambito del caso Cambridge Analytica, ritenendo che il colosso avrebbe raccolto i dati personali di ben 87 milioni di utenti Facebook tramite un'applicazione di terze parti. Lo Stato ha accusato Meta di aver mentito agli utenti Facebook nel New Mexico in merito a chi avesse accesso ai loro dati, alle modalità di gestione dei discorsi d'odio e della disinformazione sulla piattaforma, nonché ad altre politiche interne. Secondo l'accusa, l'azienda era consapevole che soggetti terzi disponessero di un ampio accesso ai dati personali degli utenti e avrebbe tollerato discorsi d'odio o altri contenuti dannosi quando ciò andava a vantaggio dei propri profitti.
La multa
Il 25 settembre scorso, una giuria ha stabilito che 26 delle 29 dichiarazioni rilasciate dall'azienda e dai suoi vertici su tali questioni erano ingannevoli. È stato inoltre accertato che la società ha commesso oltre 43 milioni di violazioni delle leggi del New Mexico a tutela dei consumatori, calcolate in base al numero di utenti Facebook o residenti nel New Mexico che sono stati esposti a ciascuna dichiarazione ingannevole. La legge statale prevede una sanzione massima di 5.000 dollari per ogni violazione e stabilisce che l'intero importo venga destinato al sistema scolastico del New Mexico, come dichiarato ai media dal procuratore generale dello Stato, Raúl Torrez, dopo il verdetto.