4 Ristoranti, nel Milanese vince la Cascina Sant'Ambrogio

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Nella quarta puntata dello show cooking di Alessandro Borghese alla ricerca della migliore cascina fuori porta della metropoli lombarda a trionfare è il locale di Rosate gestito da “La Strega”

Nella quarta puntata della serie estiva di 4 Ristoranti, Alessandro Borghese è alla ricerca del miglior ristorante tra le cascine fuori porta del Milanese. I concorrenti in gara sono: Gabriele Corti della “Cascina Caremma” (Besate), contadino e ristoratore nel suo feudo; Piera Zucca, la “strega” dell'agriturismo “Sant'Ambrogio”, che perde le staffe con le persone, ma mai con gli animali (Rosate); Francesco Rizzo della “Cascina Ovi” (Segrate), sardo d'origine e milanese d'adozione; Massimo Oldani de “La Barcella” (Robecco sul Naviglio), che mixa rustico e gourmet sia nella location che in cucina.


4 Ristoranti, tutto è sotto esame dal menù alla location

Si parte proprio da “La Barcella”. I rivali storcono subito il naso, la cascina non sembra loro abbastanza tradizionale. “Troppo fighetta, si vede che l'ingresso è costruito per farci le foto” punge Gabriele. Non va meglio al momento dell'assaggio: Francesco pensa che il suo tomino in pasta fillo sia “da supermercato”, mentre gli altri due sono impietosi sui salumi “C'è un filo di muffa sul salame” attacca Gabriele e i commenti di risposta in cucina non sono rosei. Servizio impeccabile e conto generoso compensano le carenze di un menù definito impersonale e poco feedele alla tradizione: Massimo si porta a casa 74 punti, senza il voto di Borghese

Da Francesco alla “Cascina Ovi” c'è poco di rustico e i commensali lo fanno subito notare. Del resto, il menù di questo ristorante si basa sul pesce e su quanto di più lontano ci sia dalle campagne lombarde. Piera non gradisce l'esostismo dei piatti e Francesco ne risente: “Ribadire sempre che non è cibo da cascina diventa stucchevole. Non è che nel mio ristorante devo per forza avere le galline e sentire la puzza...” E se il conto è onesto, la location troppo “cittadina” e i sapori imprevisti non riscuotono particolare apprezzamento, con l'aggravante della gaffe di Francesco, troppo aggressivo nei confronti di Piera. 61 i punti totali e alla “Cascina Ovi” serve un miracolo per rimontare.

Tocca poi alla “Cascina Caremma” di Besate, dove il ristorante è un po' difficile da trovare. Bello il connubio fra rustico e moderno, meno il menù cartaceo che sembra un'enciclopedia. Nessuno fiata sulle prime portate, ma i nodi vengono subito al pettine: la spalla di maiale di Francesco è poco cotta, mentre il “risotto alle sei erbe del parco” di Piera troppo salato, al punto da provocare uno psicodramma in cucina. Polemiche anche sui dolci: “Ribes e mirtilli non possono essere autoprodotti, perché non è periodo. E se quelli dentro questa cheesecake sono i suoi congelati, io sono Belén Rodríguez”, attacca frontalmente Massimo. Se la location convince tutti, meno fanno proposta gastronomica e conto, giudicato “falsato”: 72 punti in tutto e speranze intatte di conquistare la vittoria finale.


4 Ristoranti, il trionfo de "La Strega"

L'ultima cena ha luogo alla cascina “Sant'Ambrogio” di Piera: non si può dire che l'ambientazione non sia rustica, ma il contesto sembra troppo confusionario  e i commenti al vetriolo non si fanno attendere: “Un'accozzaglia di oggetti senza alcun ordine” secondo Francesco; “Stare in campagna non vuol dire consentire il disordine”, chiosa Massimo. I commensali si guardano bene dall'ordinare il risotto, la specialità della casa: La “strega” e i suoi cuochi, comunque, non se la cavano affatto male, se si escludono le solite critiche di Gabriele ai formaggi non locali. Conto e servizio sono ok, ma la location incide molto sul voto finale: 63.

È il momento della resa dei conti: la mascella di Gabriele trema visibilmente quando vede i voti al suo menù e con Massimo è subito scambio di stilettate. Si lamenta anche Francesco, a suo dire vittima di pregiudizi per la sua proposta innovativa: “La cucina si evolve, se volete continuare a mangiare pane e salame fate pure”. Mentre Piera è parecchio risentita dai commenti negativi sulla sua location (per fortuna la rinfranca Borghese con un 8). Più frecciate che chiarimenti fra i commensali nel van: alla fine la spunta, forse a sorpresa, l'agriturismo “Sant'Ambrogio”, definito da Alessandro Borghese la “cascina più autentica, che fa dimenticare lo stress della città”. Piera trionfa grazie al voto dello chef, con una rimonta che è un po' magia e un po' stregoneria.

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