Warrior, la recensione del settimo e dell'ottavo episodio della serie TV

La serie tv tratta dagli scritti di Bruce Lee, in onda il lunedì sera su Sky Atlantic, procede spedita verso la sua conclusione con due episodi ricchi di intrighi e combattimenti, mentre fra le tong di San Francisco è ormai guerra aperta. Ecco le recensioni del settimo e dell’ottavo episodio di Warrior.

Warrior, lo speciale sulla serie tv

Warrior, recensione del settimo episodio

Il settimo episodio di Warrior funge da acceleratore verso l’inevitabile esplosione di violenza cui assisteremo nella puntata successiva: visto quanto accade, infatti, la guerra fra tong rivali è inevitabile. La progressione verso il cliffhanger finale consiste in un’alternanza di momenti relativamente tranquilli ed esplosioni di violenza, fra i quali spicca ovviamente il confronto fra il protagonista Ah Sahm (Andrew Koji) e il pericoloso Bolo (Rich Ting).

Si comincia con un significativo dialogo fra Mai Ling (Dianne Doan) e Long Zii (Henry Yuk), con quest’ultimo che si dice consapevole della sua morte imminente. Dopodiché, assistiamo da un lato all’acquisto da parte di Ah Toy (Olivia Cheng) di una ragazza vergine proveniente dalla Cina, di cui ancora si sa poco, ma che probabilmente, dato il modo in cui la maitresse la difende nel seguito dell’episodio, avrà un qualche ruolo nella narrazione, e alle insistenze del padre di Penelope (Joanna Vanderham), che chiede alla figlia di concedersi al marito, il sindaco Samuel Blake (Christian McKay), nella speranza di vincere un importante appalto che eviterebbe la bancarotta della sua società.

Nel frattempo, Big Bill (Kieran Bew) scopre, tramite un cacciatore di taglie che gli propone di fare a metà tradendo l’amico, che Richard Lee (Tom Weston-Jones) è fuggito dalla Georgia perché ritenuto colpevole dell’omicidio di due uomini. Ma la miccia del racconto si accende sul serio quando Ah Sahm scopre da Jun che la loro gang sta pianificando un agguato a Long Zii, l’anziano leader della banda rivale.

Consapevole del legame di quest’ultimo con la sorella Mai Ling, Ah Sahm si reca nel bordello di Ah Toy per scoprire l’ubicazione del loro nascondiglio e si fionda per evitare il peggio. Trova in effetti Bolo, pericoloso guerriero di “casa Hop Wei”, che cerca di uccidere la sorella. I due cominciano così a combattere, in una serie di sequenze a dir poco spettacolari. A freddare il killer però sarà proprio Mai Ling, che poco dopo ucciderà anche lo stesso Long Zii.

Big Bill si confronta con Richard Lee a proposito della taglia sulla sua testa. Questi gli racconta che in effetti in Georgia era fidanzato di nascosto con una donna di colore, in seguito uccisa dai suoi cugini, su cui poi lui ha cercato vendetta. L’incontro sembrerebbe proprio una trappola di Bill ai danni di Richard, perché sopraggiungono i cacciatori di taglie, ma in realtà è una controtrappola dell’ufficiale di polizia, che ha deciso di schierarsi con il suo compare.

La gang di Long Zii apprende della morte del proprio leader, mentre Jun padre viene a sapere di quella di Bolo. Il dado è tratto, lo scontro è inevitabile: la puntata si chiude con i membri delle due gang che si lanciano gli uni contro gli altri. Quello che a tratti era sembrato un episodio “di riempimento”, con tanti fatti slegati fra loro, trascina invece in maniera impietosa i suoi protagonisti nel pieno vortice degli eventi.


Warrior, recensione dell’ottavo episodio

L’ottavo episodio di Warrior si apre proprio lì dove ci aveva lasciati il precedente, con Hop Wei da una parte e Long Zii dall’altra sul punto di darsela di santa ragione, portando caos e sangue nel cuore di Chinatown. E in effetti, lo scontro è crudo e brutale anche più di quanto si potrebbe immaginare, con gli Hop Wei che sembrano avere la meglio.

Sul finire della carneficina arriva Big Bill O’Hara, il quale sospetta che questa volta si tratti di qualcosa di più che una semplice baruffa tra criminali, mentre il suo socio Richard Lee è convinto che ci saranno presto altri scontri. La guerra, in effetti, è iniziata. Il sindaco Blake discute con Buckley (Langley Kirkwood) di possibili soluzioni al “problema cinese”, mentre la moglie Penelope sente di nascosto la conversazione.

Mai Ling diventa di fatto il capo della gang di Long Zii e chiede un incontro per discutere di una possibile tregua. Jun è contrario e vorrebbe anzi colpire il nemico finché il campo di battaglia è ancora caldo, ma il padre dissente e accetta di incontrare gli avversari. Dopo una lunga discussione, viene deciso che le divergenze fra le due bande verranno risolte tramite un combattimento fra i rispettivi migliori guerrieri.

Nel frattempo Ah Sahm si incontra con Penelope, che però mette fine alla loro relazione, per la quale non vede un futuro. Di ritorno a casa, viene assalito da dei guerrieri mascherati, che riesce però a sconfiggere. Si scopre che non si trattava altro che di un test, peraltro passato a pieni voti: Ah Sahm sarà il rappresentante degli Hop Wei nel combattimento contro Li Yong (Joe Taslim), il campione avversario.

Big Bill, sempre più impelagato con i debiti di gioco, prima chiede di essere rimosso dal servizio a Chinatown, senza successo, poi rivela alla moglie l’aggravarsi dei suoi problemi. A Richard Lee viene invece intimato di tenere il naso fuori dagli affari del quartiere cinese. I due vengono poi assegnati a un caso spinoso: la morte di due uomini, uccisi nel corso dell’episodio da Ah Toy. Ah Sahm, che si sta allenando per la sfida, si incontra con la sorella: questa gli suggerisce di infortunarsi per potersene chiamare fuori, ma lui rifiuta.

Dopo un inizio esplosivo, questo ottavo episodio di Warrior riesce nell’impresa di non calare di ritmo, insistendo però meno sull’azione e puntando più sull’intreccio e sul dispiegamento delle varie fazioni in gioco. Il combattimento fra Ah Sahm e Li Yong risulterà ovviamente un momento focale di tutta la prima stagione dello show tratto dagli scritti di Bruce Lee, che negli ultimi due episodi sembra destinato a rivelare in maniera prepotente tutto il proprio potenziale.