The Affair 5, la recensione degli episodi 3 e 4

Leggi la recensione del terzo e del quarto episodio della quinta e ultima stagione di The Affair , in onda su Sky Atlantic ogni martedì alle 21.15.

The Affair, scopri lo speciale sulla serie

The Affair, stagione 5, episodio 3

Secondo appuntamento su Sky Atlantic con la quinta e ultima stagione di The Affair. Il terzo episodio è un episodio perfetto per una specifica fetta di spettatori: quelli che detestano Noah. Dunque circa il 90 per cento delle persone che seguono la serie, ci verrebbe da dire. Ma andiamo con ordine. Si parte con Solloway intervistato da una reporter di Vanity Fair. La domanda da un milione di dollari è sul piatto: la redenzione di Noah Solloway è finalmente completa? Lui ovviamente - nonostante sia stato mollato senza troppe remore da Janelle e nonostante a scuola le cose non siano proprio piacevoli - gode tantissimo per il fatto di essere nuovamente al centro dell'attenzione, ma non sa che tra poco gli equilibri si ribalteranno. Sul set, infatti, Sasha è frustrato perché non riesce a far funzionare una scena. E poi c'è il finale, che proprio non lo convince. Una critica feroce che colpisce e ferisce l'ego del personaggio di West, anche perché alla fine Sasha, in un modo o nell'altro, effettuerà le modifiche desiderate..

Il segmento narrativo ambientato al karaoke è visto sia dal punto di vista di Noah sia dal punto di vista di Helen, cosa che, di nuovo, ci fa vedere in maniera più che esplicita come la memoria e i ricordi siano qualcosa di assolutamente soggettivo.

Veniamo dunque a Helen, che da una parte deve gestire Sasha e Noah, dall'altra Sierra e Eddie, il figlio del compianto Vik. Da una parte uno scontro tra #veriuomini che si battono per catturare la sua attenzione e per conquistare il suo amore, dall'altra una giovane donna con un bimbo piccolo piuttosto impegnativo. Helen, divisa tra tutte queste persone, sembra non avere tempo per sé stessa. O meglio, è così che il personaggio di Tierney si vede. Come se non bastasse, ci si mette anche sua madre, che le chiede di tornare quantomeno a New York per essere più vicina a lei e al padre, affetto da demenza.

Ma Helen ormai si è rifatta una vita lì, in California. Una vita sicuramente non perfetta, ma piena di persone a cui lei tiene e che tengono a lei. Vederla nuovamente felice insieme a Sasha scalda il cuore, ma se c'è una cosa che The Affair ci ha insegnato è che che questa serie è il regno del #maiunagioia, dunque aspettiamoci qualche tragedia o quantomeno qualche fattaccio in qualsiasi momento. Intanto, però, lasciamo che Helen si goda questo momento: se lo merita.

Dall'altra parte del Paese, e svariati anni nel futuro, Joanie Lockhart si ritrova a Montauk per lavoro. Nella casa appartenuta a suo padre (morto da poco, da quanto si può evincere) trova numerose fotografie di Alison, di quella madre che l'ha abbandonata. La casa, però, è senza corrente elettrica, così il personaggio di Anna Paquin cerca rifugio per la notte altrove. Lo trova, e trova anche compagnia nella figura di un accomodante e affascinante barman. La scena in cui i due fanno sesso in maniera piuttosto violenta (a Joanie a quanto pare piace farsi stringere le mani attorno al collo...) ci fa capire quanto la famiglia Lockhart sia stata e continui a essere problematica: è evidente che siamo di fronte a una persona che non ha mai superato un trauma e che ha scelto strategie "alternative" per sfuggire al dolore.

 

The Affair, stagione 5, episodio 4

Tre tombe in una Montauk ormai quasi sommersa: quella di Cole Lockhart, quella di Gabriel Lockhart Sr. e quella di Scott Lockhart. La storia di una famiglia in poche date. Con Cole morto nel 2053 (a 74 anni), finalmente abbiamo un preciso riferimento temporale riguardo i segmenti ambientati nel futuro. Ma con la data della morte di Scotty, seppellito nel 2017, riusciamo anche a collocare precisamente gli eventi del passato, dunque a fare un po' di ordine.

Facciamo dunque due conti: da quanto visto nel corso della serie, sappiamo che il giorno della morte di Scotty Joanie aveva 18 mesi, dunque Joanie è nata nel 2016. Considerando che Cole è morto da poco, ciò significa che il personaggio di Anna Paquin si muove nel 2053 o al massimo nel 2054, dunque il mistero è presto risolto: la Joanie adulta - che ora si trova a Montauk e che, in un momento di pragmatismo e negazione, ha buttato via le foto della madre e il bauletto con i giochi del piccolo Gabriel - ha 37 anni.

Ma andiamo oltre: in base a queste date riusciamo anche a orientarci nella linea narrativa ambientata nel presente (quello dello spettatore e di Noah e Helen). All'inizio della quinta stagione, Vik, nel suo video-messaggio, dice di essere entrato nella vita dei Solloway "8 anni fa." Ciò significa che il primo incontro tra Helen e l'aitante Dr. Hullah è avvenuto nel 2016, dunque il presente narrativo di The Affair 5 è il 2024. Ciò, sostanzialmente, significa che la serie è sempre stata qualche anno più avanti rispetto agli anni di messa in onda, distanza che è diventata ancora più grossa col salto temporale tra la S02 e la S03 e tra la S03 e la S04.

Dopo tutti questi ragionamenti (speculazioni, alla fin fine), è però tempo di tornare a quanto accaduto in questo quarto episodio. Anzitutto qualcosa di assolutamente inedito: per la prima volta, Whitney, che dovrebbe avere tra i 23 e i 25 anni, finalmente ha avuto il suo primo segmento da protagonista. La maggiore dei figli di Noah e Helen è sempre stato un personaggio tutto sommato importante nell'economia generale della narrazione, nello specifico nelle storyline relative alla famiglia Solloway, ma finora l'avevamo sempre osservata tramite gli occhi dei genitori. E, a dirla tutta, il quadro che ne era venuto fuori non era proprio edificante. 

Col passare degli anni, però, Whitney, pur restando sempre sé stessa, è cresciuta, e ora non è più la ragazzina irritante e melodrammatica della prima stagione. Il suo interesse per l'arte è diventato qualcosa di concreto, ma, nonostante questa passione, Whit non ha fatto il grande salto: vive con il suo fidanzato irlandese Colin, che non può richiedere la green card per lavorare fino a quando non saranno sposati, e sostanzialmente lo mantiene, facendosi in quattro e sopportando l'insopportabile Andrea, la proprietaria di una piccola galleria, nonché uno dei peggiori boss televisivi mai visti. 

Nel massimo della sua insoddisfazione, ecco rientrare in scena Furkat - il peggior fidanzato televisivo mai visto - che dice di essere cambiato e di essere dispiaciuto per essere stato uno stron*o con lei e che la invita alla sua serata di apertura al prestigioso Broad Museum. La scenata in cui Furkat chiede scusa e dichiara il suo amore si commenta da sola, mentre quanto succede dopo è a dir poco problematico. Whitney si ritrova a fare sesso col suo ex e a farsi guardare dal gallerista guardone Dashiell: il gioco vale la candela? Veramente Dashiell, come le dice Furkat, le darà una galleria tutta sua? Tornata a casa e trovatasi di fronte Colin, Whit non parla, ma il suo volto dice tutto, quantomeno a noi spettatori, che sappiamo bene cos'è successo. Ne approfittiamo per fare i complimenti a Julia Goldani Telles, che come attrice in questi anni è cresciuta veramente tanto e che in questo episodio è riuscita a dare il meglio di sé con un personaggio che, diciamola tutta, non ci è mai stato molto simpatico.

Un'altra festa, quella di Halloween organizzata da Sasha e Helen a casa del primo, è foriera di problemi. Noah, che è stato bannato dal set di Descent, ovviamente non è stato invitato, ma riesce comunque a intrufolarsi con l'aiuto di Stacey, che, come la nonna Margaret, non è propriamente la fan numero uno del nuovo fidanzato della madre. L'biettivo di Solloway è ben chiaro: mettere scompiglio tra i due amanti e ripredersi l'ex moglie. Tenta così di nascondere un reggiseno nella camera da letto della star hollywoodiana, ma viene clamorosamente colto sul fatto. Che vergogna! "Sei proprio un coglio*e!!" gli urla Helen, e non si può non darle ragione, specialmente se consideriamo il modo in cui Noah è venuto in possesso del reggiseno, rubandolo alla povera assistente di produzione che ha (aveva, a questo punto) una cotta per lui. Un vero signore!