His Dark Materials: la recensione del finale di stagione della serie tv

Leggi la recensione dell'ottavo e ultimo episodio della prima stagione di His Dark Materials - Queste oscure materie . - Ruth Wilson, le foto più belle della protagonista di His Dark Materials

Queste oscure materie, scopri tutto nello speciale sulla serie

Queste oscure materie, episodio 8, finale di stagione: la recensione

L’ultimo episodio della prima stagione di His Dark Materials in originale si intola Betrayal, e il tradimento in questione è quello di Asriel nei confronti della figlia. Lord Belacqua è intenzionato a portare a termine la sua missione, e poco importa se dovrà sacrificare qualcuno. Basta che questo qualcuno non sia Lyra. McAvoy, grande fan della saga letteraria, è un concentrato di folle ambizione, e non appare molto diverso dalla Marisa Coulter di Ruth Wilson in quanto a delirio e megalomania! Per l’attore scozzese vale quanto detto per la sua collega: non è facile dare un tocco di umanità a personaggi del genere, eppure i due, seppur per brevi momenti, ci sono riusciti. Se Marisa è al di là di ogni possibile redenzione, Asriel non è da meno, e non stupisce che i due abbiano un passato in comune. Ma andiamo con ordine.

L’ultimo capitolo di questa prima parte vede Lyra confrontare suo padre, ma suo padre non è uno che si lascia travolgere dai sentimenti. Quando la nostra protagonista gli consegna l’aletiometro, lui rifiuta: non ne ha bisogno, lui ha la scienza dalla sua. Lei, di nuovo, ci rimane male, ma d’altronde con due genitori del genere non ci si potrebbe immaginare un altro epilogo. Per fortuna al fianco di Lyra c’è Roger, e nella prima parte dell’episodio viene più e più volte rimarcato non solo quanto profondo e sincero è il legame che li unisce, ma anche che, banalmente, si vogliono veramente bene.

Per questo motivo il tradimento di Asriel e la la morte di Roger sono particolarmente difficili da accettare, per Lyra ma anche per lo spettatore. Da una parte c’è un padre che non solo è sempre stato assente, ma che non è mai stato interessato a essere padre, dall’altra c’è una vittima innocente che non ha veramente nessuna chance contro il suo carnefice. L’ossessione dello scienziato, intenzionato a dichiarare guerra a questo punto non solo al Magisterium, ma addirittura a Dio (il nemico più grande a cui si riferisce il suo assistente Thorold, uno dei pochi adulti non Gyziani dotati di umanità e compassione) ha veramente qualcosa di folle, di una follia disumana.

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Ma cosa vuole fare concretamente Asriel? Vuole creare un “ponte” che colleghi il suo mondo e quello che ha visto riflesso nell’aurora. Solo così potrà scoprire cos’è veramente la Polvere, questo misterioso elemento (o concetto?) che, secondo il Magisterium, è all’origine del peccato. Ma per riuscire a creare questo ponte c'è bisogno di una grandissima quantità di energia. Ed è qui che, suo malgrado, entra in gioco il povero Roger, che viene convinto con una scusa a seguire Lord Belacqua fino in cima alla montagna che diventerà di fatto la sua tomba.

Intanto, i dirigibili del Magisterium – fermamente intenzionato a fermare l’eretico Asriel – si avvicinano. Padre McPhail e Marisa Coulter hanno uno scambio d’opinioni piuttosto aspro: lui la pungola dicendole che il fatto di essersi innamorata di quell'uomo è stata una gravissima debolezza da parte sua, specialmente considerando la carriera che aveva di fronte, al che lei ribatte chiedendogli quale sia il suo peccato. Non è la lussuria, non è l’avidità…dunque cos’è? E’ l’invidia. L’invidia per ciò che lei e Asriel avevano e ancora hanno. Un obiettivo. Una convinzione al di là di ogni dubbio. Colto in fallo, l’invidioso McPhail consente alla collega di seguirlo nel laboratorio ormai abbandonato di Lord Belacqua. Lyra, infatti, non si trova più lì.

Accortasi della mancanza di Roger e di quel folle di suo padre, la nostra giovane eroina – che sa benissimo cosa Asriel intendeva dire con “enorme rilascio di energia” – si mette subito in viaggio. In groppa al fidato Iorek e scortata da un manipolo di orsi corazzati, Lyra recupera terreno in poco tempo. Ma l’arrivo dei soldati del Magisterium la costringe a fermarsi. Mentre gli orsi bombardano (!!) i dirigibili, Lyra e Iorek si rimettono in marcia, ma, arrivati a un ponte stretto e non proprio solidissimo, il prode sovrano di Svalbard è costretto a fermarsi. Veramente tenera la scena in cui Lyra lo saluta dandongli un bacino sul muso, e veramente triste la scena in cui Lyra trova il corpo senza vita, ma ancora caldo, dell’amico Roger. La giovane protagonista corre verso la cima della montagna, ma intanto suo padre e il suo daimon, Stelmaria, hanno già rinchiuso in una “macchina separatrice fai da te” le loro vittime. La morte di Roger effettivamente scatena un rilascio enorme di energia, e questa energia squarcia il tessuto che divide gli universi, andando così a creare un portale da cui fuoriesce la luce del sole del mondo intravisto nell’aurora boreale.

Da segnalare le deliranti parole di Asriel mentre sta per uccidere Roger: “Mi dispiace che questo stia accadendo proprio a te, ma in guerra ci sono sempre delle vittime. E questa è una guerra, una guerra che renderà finalmente libera l’umanità intera.” Praticamente l’incarnazione dell’uomo che si crede superiore a tutto e a tutti poiché impegnato nell’oneroso ma onorevole compito di salvare l’intero genere umano e che dunque è al di là di ogni morale e di ogni etica.

In confronto a lui Marisa quasi ne esce bene, e non aggiungiamo altro! Il personaggio di Ruth Wilson accarezza per un secondo l’idea di tuffarsi in questa nuova avventura e in questa nuova vita insieme al suo ex amante, ma si tratta veramente del sogno di un momento, perché la creazione di una fantomatica “Repubblica dei Cieli” non è tra i suoi obiettivi. E poi la loro bambina si trova lì, in quel mondo, e forse, in fondo, essere sua madre è ciò che più desidera, per il disgusto di Asriel, che senza stare a pensarci ulteriormente attraversa il portale.

Lyra arriva a giochi già fatti. Riesce a evitare di farsi catturare da sua madre, ma per Roger ormai è troppo tardi. “Salcilia non c’è più…” sussurra Pantalaimon, e Dafne Keen ci ricorda ancora una volta il motivo per cui è stata scelta per questo ruolo. Lei non ci sta, non può credere che il suo migliore amico sia morto invano: suo padre non se la caverà così facilmente. Prende così in braccio il suo daimon, si volta verso la luce e...attraversa il portale. Ma anche qualcun altro sta per passare in un nuovo mondo, e quel qualcuno è Will. Che, ormai braccato dalla polizia, alla fine, seguendo un gatto, si ritrova proprio nel punto in cui è posizionato un passaggio inter-dimensionale molto simile a quello utilizzato da Lord Boreal.

Intanto Lord Boreal parla con Fra Pavel, che gli dice di avere una risposta alla domanda che aveva posto per conto suo all’aletiometro. La domanda era “Cos’ha scoperto Grumman?”, e la risposta è piuttosto stramba: “C’è una lama in una torre protetta dagli angeli.” E, a quanto pare, sarà proprio Will a condurlo lì… His Dark Materials è già stata rinnovata per una seconda stagione, che coprirà gli eventi del secondo volume della trilogia, The Subtle Knife, La lama sottile. Restiamo in attesa!

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