Il Miracolo, episodi 1 e 2: la recensione e la trama

Una Madonnina che piange sangue, un mistero insondabile, e sei personaggi che vedranno rivoluzionate le proprie esistenze nel giro di pochi giorni: leggi la recensione dei primi due episodi de Il Miracolo , la serie evento di Niccolò Ammaniti, in onda su Sky Atlantic ogni martedì alle 21.15

Il Miracolo, la recensione e la trama del primo episodio

Militari in divisa d’assalto, buio, l'irruzione in un covo, un uomo completamente nudo seduto a terra. Un uomo interamente ricoperto di sangue in una stanza, una casa, completamente ricoperta di sangue. Gli uomini che fanno irruzione nel covo del boss della ‘ndrangheta Molocco, responsabile della strage al tribunale di Catanzaro, non riescono a spiegarsi quello che si trovano di fronte. Ma cosa hanno visto?

Il primo episodio de Il Miracolo, la serie evento creata, scritta e diretta da Niccolò Ammaniti per Sky, è un episodio notturno, oscuro, in senso letterale e metaforico.

Il premier italiano Fabrizio Pietromarchi (Guido Caprino) è pronto per l’ennesima cena di gala, a cui parteciperà insieme alla moglie, Sole (Elena Lietti), ma la sua mente è occupata da un unico pensiero: il prossimo referendum, il cui esito decreterà se l’Italia resterà o meno in Europa. Una sorta di Italexit, quindi. Accanto a lui c’è la sua assistente, la fidatissima Marisa.

Peccato che a Fabrizio arrivi una telefonata che non solo sconvolgerà la sua serata, ma addirittura la sua stessa esistenza. Il Generale Giacomo Votta (Sergio Albelli), uno dei pezzi grossi della sicurezza interna, richiede immediatamente la sua presenza. Alla cena di gala andrà Sole, insieme a Marisa. Giusto il tempo di salutare i figli, Alma e Carlo, impegnati in una strana sessione di meditazione/preghiera insieme all’inquietante e religiosissima tata Olga, e poi via.

Il luogo dell’incontro è una struttura sportiva abbandonata. Votta non perde tempo, e svela subito il motivo della chiamata: nella piscina svuotata c’è la statua di una Madonnina che piange sangue. Litri e litri, 9 all’ora per la precisione, di sangue. Sangue apparentemente umano, spiegano gli scienziati incaricati di indagare questo mistero. Sangue maschile, di gruppo 0 e con emocromo nella norma, per la precisione, spiega l’ematologa Sandra Roversi (Alba Rohrwacher).

Fabrizio è un uomo razionale, cerca, pretende, una spiegazione. Ma non c’è trucco e non c’è inganno: non si tratta di uno scherzo, non si tratta di un’illusione ottica o di un gioco di prestigio. Semplicemente, per questa statuetta di plastica le leggi della fisica non valgono.

Pietromarchi non è l’unica persona in crisi. C’è un uomo, capelli bianchi che gli arrivano alle spalle, che prima va alla ricerca di soldi comprando dei gratta e vinci, poi va alla ricerca di sesso con la scusa di dare un passaggio a una sua vecchia conoscenza disperata quanto lui e disposta a tutto pur di racimolare qualche soldo, e poi va alla ricerca di sé stesso piantandosi una forchetta nella mano tremante.

Quest’uomo si chiama Marcello, ed è un prete. Ma Marcello, appunto, è anche un uomo. E, come tutti gli uomini, non è immune al vizio. La sua debolezza, però, non è causata dalla mancanza di fede, ma dalla troppa fede: Marcello è in attesa di un segno, di qualcosa che gli dica che Dio lo vede, che Dio sa che lui c’è. Un segno che gli indichi la via.

Anche Sole è più allo sbando di quanto non sembri. E’ chiaramente annoiata da una vita che pensava di volere, ma che poi… La cena di gala è dunque un’occasione per rompere la monotonia e per mostrare lo splendido abito che ha scelto per l’occasione. Peccato che un’altra invitata abbia scelto lo stesso identico vestito. E ora? Nessun problema: cambio d’abito con la riluttante Marisa, e via.

Impossibile non notare Sole, non fare caso alla sua sete di vita, di trasgressione, di qualcosa che le faccia sentire scorrere il sangue nelle vene. Se ne accorge il cantante lirico ospite della serata, che ci prova con lei in bagno. Sole non si tira indietro, non dice no a un’occasione per evadere, seppure per pochi minuti. Dietro la classica facciata della famiglia perfetta, i coniugi Pietromarchi sono in realtà distanti.

La nottata di Fabrizio sta per concludersi. Giusto il tempo di scambiare le ultime parole con Votta, credente ma non praticante, uomo pragmatico preoccupato più per un eventuale problema di sicurezza nazionale che un problema di fede. La sua è tutta facciata, oppure è veramente così tutto d’un pezzo come appare? La scena in cui tenta per l’ennesima volta di interrogare Molocco non ci dice molto più, per ora. L’unica cosa certa è che il boss è ancora sotto shock. Ma d’altronde, come non esserlo di fronte a una cosa del genere?

Anche la nottata di lavoro di Sandra volge al termine. Dopo aver rubato una provetta contenente il sangue della Madonnina, l’ematologa torna a casa dalla madre malata, ridotta ormai a un vegetale. Sandra, scienziata, incarnazione della razionalità, è così disperata da arrivare a tentare ciò che è ben al di là del sensato e del razionale. Così vuota la provetta dentro il passato di verdure che sarà il pasto della madre. Quando ci si rende conto di essere al capolinea, si diventa stranamente aperti a nuove, inaspettate opzioni.

A casa Pietromarchi tutto tace. Fabrizio non è sconvolto da quanto visto, ma di sicuro è colpito. Esattamente però cos’ha visto? Sgranocchia distrattamente un biscotto, poi fa per andare in camera. Sulla via, incrocia lo sguardo di Olga: è come se la ragazza riuscisse a leggergli dentro. Sarà così?


Il Miracolo, la recensione e la trama del secondo episodio

Il secondo episodio è decisamente più solare del primo, ma stavolta ci riferiamo solo al senso letterale. Siamo in Calabria, a un pranzo di famiglia, per un battesimo. Conosciamo Salvo – il fratello del boss latitante Molocco, che fa una comparsata da lontano per poter almeno vedere la moglie e i figli, tra cui quello neo battezzato – e suo figlio Nicolino, affetto da un ritardo mentale e fisico, ma buono come un pezzo di pane, letteralmente incapace di fare del male a una mosca.

Per questo quando Nicolino torna alla tavolata con in braccio il corpo di Beatrice, l’adorata giovanissima cugina e amica, sono tutti sconvolti. Beatrice ha visto qualcosa tra gli alberi, è andata a vedere…e ora è morta.

La madre di Sandra non mostra segni di improvviso miglioramento, e a confermarlo è la fisioterapista che si occupa di lei. Sandra, però, non si dà per vinta: forse c’è soltanto bisogno di un po’ più di tempo. Per controllare la situazione mette una videocamera collegata al cellulare, e spiega chiaramente alla badante di non spostarla per nessun motivo. Poi è già tempo di tornare dalla Madonnina, che continua a sanguinare imperterrita.

Fabrizio si consulta con Marisa: lei è sicura che ci sia una spiegazione, lui un po’ meno. Ad ogni modo, adesso dovrebbe stare concentrato sul referendum. Ma è difficile distogliere la mente da una cosa del genere. C’è bisogno del parere di un esperto: c’è bisogno di parlare con Padre Marcello.

Che, a dirla tutta, non se la passa tanto bene. La messa che sta officiando viene interrotta dagli scagnozzi del delinquentello locale a cui Marcello deve qualche migliaia di euro. Il prete si rivolge alla facoltosa madre e alle facoltose amiche della madre e racconta loro della missione in Africa bisognosa di soldi. Soldi loro, ovviamente. A mettergli i bastoni tra le ruote, però, è Clelia (Lorenza Indovina), con la quale ha avuto una relazione di soli 3 mesi ai tempi del liceo, prima di decidere di prendere i voti.

Clelia, però, non ha mai smesso di amarlo, anche se il suo amore sembra più che altro un’ossessione. Ha fatto delle ricerche, non c’è nessuna missione. Ma vuole comunque aiutarlo. Lui la porta a casa sua, le salta letteralmente addosso, lei è terrorizzata e gli urla di fermarsi. Marcello la guarda con disprezzo e le urla di andarsene e di lasciarlo stare, arrivando a minacciarla.

Alma trova un uccello morto a scuola. Lo nasconde per farlo vedere a Carlo, ma Carlo rivela tutto a Olga. Che, senza fare troppe storie, lo avvolge in un fazzoletto e lo mette in borsa. Lo seppelliranno più avanti a casa Pietromarchi, in un vaso in terrazzo. E poi una bella preghiera in latino. Il tema della morte è presente ovunque, non a caso è affrontato anche durante un imbarazzante pranzo in famiglia. I bambini si fidano di Olga, la seguono, la imitano. E la cosa non piace per niente a Sole.

Mentre la statuina continua a sgocciolare, Votta è attaccato alla macchina dell’aerosol, nel tentativo di contrastare l’asma che lo affligge. Sandra arriva con i risultati delle analisi: i picchi glicemici cambiano nel corso della giornata, come se quel sangue appartenesse a qualcuno che mangia. Come se fosse viva. Perché non mandare un campione anonimo nella clinica di Phoenix in cui fanno la mappatura completa del DNA? Il Generale però è contrario: assolutamente no, non si può correre un rischio del genere. Anche perché il DNA potrebbe risultare non umano…

Prima di portare Marcello a vedere la Madonnina piangente, Fabrizio lo incontra in un ristorante riservato interamente a loro. Parlano di miracoli, e il prete ricorda che Dio può in qualsiasi momento violare le leggi della natura. Ma per quale motivo? Semplice: perché ce n’è bisogno. A Gesù non piaceva fare i miracoli, ma doveva, per fare in modo che la gente lo ascoltasse. Per fare in modo che la gente credesse.

I miracoli non servono a chi crede, a chi la fede ce l’ha, ma a chi è in crisi, a chi la sta perdendo, dice Marcello. Per questo motivo quando finalmente si trova davanti agli occhi la statuetta piangente sviene. Ecco il segno che aspettava. Ecco il miracolo.