Manhunt, in sviluppo una serie TV sull’assassinio di Lincoln

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Camilla Sernagiotto

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UNSPECIFIED - CIRCA 1800: Abraham Lincoln 1809-65. 16th President of the United States 1861-65. From painting by Alonzo Chappel (Photo by Universal History Archive/Getty Images)

C'è in cantiere una miniserie che tratterà l’omicidio del 16° presidente degli Stati Uniti d'America, assassinato nell'aprile 1865. A recitare sul set della pellicola che racconterà del caso di morte violenta del celebre politico, avvocato e presidente ucciso con un colpo di pistola dal simpatizzante sudista John Wilkes Booth ci sarà Tobias Menzies. Interpreterà Edwin Stanton, il segretario e amico di Lincoln che dedicò gran parte della sua vita alla ricerca dell'omicida

C’è in cantiere una miniserie intitolata Manhunt che tratterà l’assassinio di Abraham Lincoln, il sedicesimo presidente degli Stati Uniti d'America ucciso con un colpo di pistola nell'aprile 1865.

Lo show verrà prodotto da Apple TV+ assieme a Lionstage e 3 Arts e avrà nel cast nella parte del protagonista Tobias Menzies, che interpreterà Edwin Stanton.
Si tratta del segretario e amico di Lincoln che dedicò gran parte della sua vita alla ricerca ossessionata di John Wilkes Booth, l'attore della Virginia simpatizzante sudista che, mentre il presidente sedeva nel palco presidenziale del Ford's Theatre di Washington per assistere alla commedia musicale Our American Cousin dello scrittore britannico Tom Taylor, entrò nel palco e sparò un colpo di pistola calibro 44 alla testa del presidente, gridando "Sic semper tyrannis!
Questa è la frase in latino - tradotta in italiano come "Così sia sempre per i tiranni!" - che è stata storicamente pronunciata da Bruto nel momento in cui assassinò Cesare. Divenne poi il motto dello Stato della Virginia, a cui apparteneva John Wilkes Booth.

La miniserie in programma racconterà come Edwin Stanton sia stato spinto alla follia a causa di quella ricerca dell'assassino, una caccia all'uomo che lo coinvolse al punto da farlo quasi uscire di testa. La sua missione era quella di fare giustizia ma anche di portare avanti l'eredità del suo Presidente, di cui era segretario ma soprattutto grande amico.

La caccia all'uomo messa a titolo (Manhunt significa proprio caccia all’uomo) si riferisce ai giorni in cui Booth rimase impunito come fuggitivo dopo aver esploso il colpo fatale al Presidente. Nonostante l'assassino si fosse rotto una gamba saltando giù dal palco presidenziale (così pare), riuscì a correre verso il proprio cavallo e a scappare.

Nel frattempo Lincoln fu trasportato in una casa che sorgeva dall'altro lato della strada, oggi chiamata Petersen House. Lì rimase in coma per alcune ore prima di spirare. Venne dichiarato morto ufficialmente alle 7:22 del mattino del 15 aprile 1865.

John Wilkes Booth fu scovato solo dopo diversi giorni mentre era nascosto in un granaio. Fu ucciso e, oltre a lui, anche altri cospiratori vennero catturati e poi impiccati oppure imprigionati.
Le seguenti quattro persone furono giudicate da un tribunale militare e impiccate per complicità nell’omicidio presidenziale: David Herold, George Atzerodt, Lewis Powell (alias Lewis Payne) e Mary Surratt.
Quest'ultima è stata la prima donna a essere giustiziata negli Stati Uniti d'America. L'equità della sua condanna è stata messa in discussione: esistono non pochi dubbi sul suo grado di coinvolgimento nella cospirazione che culminò nell'assassinio di Abramo Lincoln.

La miniserie

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A produrre Manhunt ci sarà Monica Beletsky e nella produzione verranno coinvolti Apple Studios, Lionsgate, 3 Arts Entertainment, POV Entertainment e Walden Media.
La miniserie si basa sul libro Manhunt: The 12-Day Chase for Lincoln’s Killer di James Swanson.

Il progetto è stato descritto come un racconto storico ma anche come un thriller cospirativo. Ripercorrerà step by step quello che è successo dopo la morte di Lincoln.

A dirigere ci sarà Carl Franklin, che vedremo nella duplice veste da regista e produttore esecutivo. Produrrà assieme a Layne Eskridge, James Swanson, Richard Abate, Frank Smith e Naia Cucukov, tutti i produttori esecutivi Franklin.

Il protagonista Tobias Menzies

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Tobias Menzies sarà il protagonista di Manhunt, nel ruolo cruciale di Edwin Stanton.
Menzies è un attore britannico, figlio di un produttore della BBC.
Ha incominciato la sua carriera televisiva e cinematografica in molte serie popolari della televisione del Regno Unito, tra cui ricordiamo La guerra di Foyle, L'ispettore Barnaby e Casualty.

Fa specie che a essere protagonista di questa serie sia proprio colui che è conosciuto al pubblico internazionale soprattutto per il suo ruolo di Bruto nella premiata serie televisiva di HBO e BBC "Roma"… Fa specie perché la frase che l'assassinio di Lincoln urlò mentre esplodeva il colpo fatale al presidente è proprio quella di Marco Giunio Bruto, il celebre traditore di Giulio Cesare.

Menzies ha recitato in The Down Low con Aidan Gillen e ha lavorato spesso anche sul palcoscenico, interpretando il ruolo di protagonista nella produzione di Rupert Goold dell'Amleto al Royal Theatre di Londra.

Nel 2012 ha partecipato alla quarta stagione della serie TV di satira politica The Thick of It interpretando la parte di di Simon Weir.

Dal 2013 al 2019 è stato Edmure Tully, l'erede della Casa Tully di Delta delle Acque, nella serie televisiva della HBO Il Trono di Spade. Nel 2014 ha interpretato la guardia del corpo di Maggie Gyllenhaal, Nathaniel Bloom, nella miniserie TV The Honourable Woman.

È co-protagonista nella serie TV Starz Outlander nei ruoli di Jonathan "Black Jack" Randall e Frank Randall.

Ha anche interpretato il principe Filippo nella terza e nella quarta stagione della serie Netflix The Crown, vincendo il Premio Emmy al miglior attore non protagonista in una serie drammatica nel 2021.

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