Il nuovo progetto della band di New York ha toni cupi che sono il racconto di un'epoca ma anche il segnale chiaro di una maturazione artistica. Saranno in concerto a Bologna, unica data in Italia, il prossimo 17 ottobre
A sei anni dal loro ultimo lavoro in studio è finalmente uscito Reality Awaits, il settimo atteso album di inediti di The Strokes. L’album è stato registrato in Costa Rica con il produttore Rick Rubin e poi terminato in giro per il mondo, e segna l’atteso ritorno della band con nuova musica, settandue mesi dopo l’album del 2020 The New Abnormal. Il tour mondiale che ne accompagna l'uscità avrà una sola data in Italia, fissata per il prossimo 17 ottobre all'Unipol Arena di Bologna. The Strokes sono Julian Casablancas, Nick Valensi, Albert Hammond Jr., Nikolai Fraiture e Fabrizio Moretti. The Strokes sono una delle band più influenti di questo inizio di millennio al punto che dal 2001, data del loro debutto con l'album Is This It (anche se ufficialmente, come gruppo, nascono nel 1998), la loro discografia è stata in grado di ridefinire il suono di un’intera generazione.
REALITY AWAITS E' UN ALBUM POLITICO
The Strokes sono cambiati, sono cresciuti, rispetto a tanti gruppi della loro generazione questi ragazzi di New York hanno scelto di essere contemporanei. E il loro album Reality Awaits, che è stato atteso dai fan per sei anni (il precedente The New Abnormal uscì nel periodo del lockdown), lo conferma. Prendiamo Psycho shit, inquietante già dal titolo hitchcockiano, parla di quella violenza che tende ad annullare non solo fisicamente le persone ma a prostrarle umanamente e ascoltandola a occhi chiusi scorrono nella mente immagini che richiamano il genocidio di Gaza e il folle attacco all'Ucraina. Going shopping, che è anche stato il singolo che ha anticipato il progetto, ha un forte impatto ambientale quando parla di costruzioni che poggiano su carcasse di alberi morti, quasi un ritorno suicida alle palafitte. E' indubbiamente un album inquieto, le stesse parti strumentali sono una stridente sottolineatura di una società malata, ma non sarebbe corretto dire che The Strokes hanno perso la vena creativa. Semplicemente hanno abbracciato quel cambiamento che figlio di una età più matura.