SKEYE: "Oggi so quanto valgo e credo ancora di più in quel sogno che si chiama musica"
Musica
La giovane cantautrice originaria della provincia di Latina ha vinto il Premio Lunezia nel 2025. Il suo ultimo singolo è Non Ci Credo +. L'INTERVISTA
Classe 2000, SKEYE è una delle artisti più identitarie e sincere della sua generazione. Originaria di Castelforte (Latina) da alcuni anni vive a Milano. Nel 2025 ha vinto il Premio Lunezia nella sezione Nuove Proposte è il prossimo 23 luglio tornerà ad Aulla in occasione dell'edizione 2025 per cantare il brno con quale ha trionfato, arcobaleni in sospeso. Il suo ultimo singolo si intitola Non Ci Credo + e porta la sua firma mentre la produzione è di Marco Zangirolami. E' il racconto della fine di un rapporto tossico segnato da manipolazione emotiva e promesse vuote a cui, con il passare del tempo, diventa impossibile continuare a credere. Il brano si muove volutamente sul confine tra relazione sentimentale e dipendenza emotiva, lasciando spazio a diverse interpretazioni. Tra ansia, attacchi di panico e disillusione, la canzone descrive il momento in cui la maschera delle illusioni cade e si trova finalmente la forza di scegliere sé stessi.
Maria Sara partiamo dalla storia di SKEYE: chi è e perché ha scelto di battezzarsi con un nome che sembra una crasi tra cielo e occhio.
E’ proprio la cos che hai dettoa, è per mio fratello che mi guarda dal cielo.
Non ci Credo + è un brano con sonorità allegre ma dal tema doloroso, la fine di un amore: quanto è stato difficile mettersi a nudo in maniera così sincera?
Ho generalizzato ma non parlo esclusivamente di amore, può essere amicizia, amore, lavoro. Più che difficile è stata una liberazione, quando lo ho scritta ero uscita da poco da quella situazione e in origine non pensavo a una canzone ma a scrivere i miei pensieri di quel momento, un flusso infinito. Alla fine ho vomitato i pensieri sul foglio e il brano era già quasi ritmicamente a posto.
Elaborando umanamente quel momento della tua vita hai visto anche lievitare la tua auto-stima: la svolta è stata spostare lo smettere di sentirsi sbagliati e fuori posto e capire che a volte i problemi sono esterni?
Oltre questo anche il fatto che quando mi è stato fatto intendere che sarei stata nulla senza quella persona ho mangiato quella ciliegina amara che mi ha portato a dimostrare quanto valgo e quanto venivo svalutata.
Tu sei parte di una generazione che per tanti motivi fatica ad avere una relazione stabile: credi che idealizzare l’altra persona per come la vorresti anziché accettarla anche per i suoi limiti sia il vero problema?
Potrebbe ma quello che più ci condiziona sono i social. Vediamo qualcosa che va oltre ciò che possediamo e possiamo avere, accontentarsi è difficile per il contrasto col mondo esterno che non ti permette di apprezzare quello che hai. Mai io ho avuto relazioni brevi, ora convivo da due anni. Mi dico spesso piedi per terra e non accontentarsi.
Nel testo parli degli abbracci di tua mamma: che rapporto hai con lei e con la tua famiglia?
Meraviglioso, i miei sono i miei primi supporter, senza loro neanche sarei a vivere a Milano. Con mia mamma poi ho un rapporto meraviglioso: nell’adolescenza le ho fatto passare le pene dell’inferno perché frequentavo persone poco tranquille e le chiedo scusa ancora oggi, lo ho capito col tempo e se potessi parlare con la me adolescente mi prenderei a schiaffi da sola.
Polaroid invece è la rivincita dei romantici: ti senti una romantica? L’amore si comunica con carta e penna e non sui social?
Io scrivo, mi è capitato più volte, mi sfogo scrivendo, a volte soprattutto nei periodi dei litigi buco anche il foglio. Romanticismo e serenità sono sinonimo di fedeltà amore e presenza, ti fanno capire che va tutto bene.
Che rapporto c’è tra la tua generazione e una polaroid che è nata nel 1937 ovvero poco meno di cento anni fa?
Era già di moda quando ero adolescente, c’è un ritorno del vintage e la polaroid è bella esteticamente, forse la compro anche solo per allestire una parete di foto a casa. Prima ero figo poi il suo uso si è evoluto e consolidato.
“Ogni volta che mi perdo a sentirti parlare delle tue poesie delle tue manie” canti in Polaroid: vorrei sapere se c’è una mania tua che non riesci a toglierti e, a proposito di poesia, se ne hai di tue nel cassetto e se hai un poeta preferito.
Toccarmi i capelli compulsivamente, le punte dei capelli, mi calma se ho ansia e stress sentire i capelli in mano. Poesie ne ho scritte ma mai pubblicate però ispirano le canzoni. Mi viene in mente Giuseppe Ungaretti col suo ermetismo.
Per chi è nata come te nel Duemila chi è un dreamer?
Io sono una sognatrice perché un sogno lo inseguo, quello della musica. Il dreamer è colui che investe ogni attimo della sua vita per realizzare il proprio sogno, dal medico al pizzaiolo: il sognatore è che ci crede davvero.
Parlami della tua esperienza al Premio Lunezia con arcobaleni in sospeso, vincitrice nelle Nuove Proposte nel 2025.
Prima non avevo grandissimissima considerazione di me, mai vinto nulla ma in generale: anche concorsi ne ho fatti tanti mai ho ricevuto un premio. La vittoria al Lunezia è stata uno schiaffo, il messaggio era svegliati vali anche tu. Da quel momento ho iniziato a crederci anche più.
Doveva essere una semplice escape horror: che è successo? Hai incontrato Freddy Kruger? Nei hai parlato su Instagram.
No, ho incontrato il serial killer di Hostel. C’era un passaggio stretto, buio e corto e dove infilarmici per ultima e intanto il serial killer mi veniva incontro e mi sono tagliata, ho visto che il mio sangue gocciolava.
Sai cucinare? Quale è il tuo piatto forte?
Si, benissimo. Se invito gente casa provo cose nuove; recentemente ho fatto una tortilla con macinato di peperoni e salsa guacamole con panna acida e foraggio filante. Poi una mini tarte tatin con burrata e basilico; melenzane panate con concentrato di pomodoro e olive.
Sei istintiva o razionale?
A prima impatto istintiva perché ho l’impulso di reazione ma riesco a pensare.
Quale è il capo di abbigliamento cui non sai dire di no?
I pantaloni larghi tipo misto lino, comodi che pare non li hai.
Vacanze è mare o montagna? E hai un luogo del cuore?
Mare. Mi piace spiaggia dell’Ariana tra Gaeta e Sperlonga. Il luogo del cuore è Londra, già ci sono stata quattro volte.
L'ultimo libro che hai letto e che ti ha emozionato?
Infinito con il Mare della scrittrice greca Lena Manta: parla di una storia d’amore che nasce a Corfù, di una ragazza che incontra un ragazzo che vede solo come un amico e lui non lo accetta e se ne va. Poi nella vita di Clelia, la protagonista, compare un’altra persona…insomma è un romanzo di intrecci e di ripensamenti che mi lascia una sensazione di ansia ma anche di pace, di nostalgia ancora di più: io mi immedesimo e sto male quasi fisicamente perché non entro sempre più in quella storia.
La sera sul divano davanti alla tv: film o serie tv? E un titolo iconico?
Serie tipo One Piece e Brooklyn Nine-Nine, sono per me di confort, mi aiutano a dormire. Inoltre, perché ci sono cresciuta, le serie Disney, quelle sono una droga, da Hanna Montana a Lizzie McGuire.
Se avessi la macchina del tempo chi vorresti essere e dove vorresti tornare?
Vorrei essere Lady Diana per un giorno.
La tua vita è un film a colori o in bianco e nero? Nel senso ti senti in debito o in credito con la vita?
Stiamo alla pari. Forse leggermene in credito perché mi hanno portato via la macchina.
Il tuo rapporto con lo sport?
Altalenante. Verso marzo ho detto mi impegno così per l’estate sono in forma e in realtà, mi sono impegnata ma non ho controllato l’alimentazione. Vivessi da sola mi accontenterei ma la cucina è amore.
Una curiosità: il tuo posto più vecchio su Instagram è Amandoti che i più credono sia di Gianna Nannini ma in realtà è dei CCCP: cosa ti affascina di quella canzone, che tu hai fatto tua reinterpretandola in maniera unica e delicata?
La ho conosciuta nella versione della Nannini. Il testo non mi ha trasmesso quella sfrontatezza che dici tu, ho percepito una richiesta disperata di essere amati ancora anche solo per un’ora: io ho reso dolce la supplica, ci sono passata in una situazione simile e mi ci sono rivista. La ho riarrangiata io.
Che accadrà nelle prossime settimane della tua vita artistica?
A settembre usciranno nuove cose. Il 23 luglio vado ospite ad Aulla al Premio Lunezia come vincitrice del 2025. Le vacanze saranno un peregrinare da Gaeta a Palermo e poi Malta e quindi si rientra sempre via Palermo e Gaeta. C’è anche un matrimonio.
Vi sposate?
Non è ancora il nostro.