Bad Bunny trionfa a Milano con la fiesta boricua: "Amate e ballate senza paura. Sempre!"

Musica
Valentina Clemente

Valentina Clemente

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Porto Rico chiama, Milano risponde. Parola di Bad Bunny, che arriva in Italia per due date del DeBÍ TiRAR MáS FOToS World Tour. Due ore e mezza di concerto, il trionfo delle radici e della cultura boricua, la casita e Soliá come canzone speciale. Nessun ospite sul palco con lui, ma va benissimo così perché, come direbbe el Conejo Malo: "Acho, PR es otra cosa". Anche e soprattutto a Milano. Il racconto del concerto

Bienvenidos y bienvenidas a Puerto Rico. Ma attenzione: siamo all’Ippodromo SNAI La Maura e questa è la prima data della tappa italiana del tour di Bad Bunny. L’artista più influente al mondo, il primo latino a vincere il Grammy per l'album, il primo a portare il mondo latino all’Halftime Show del Super Bowl, il primo interamente in spagnolo. L’artista delle prime volte, in grado di passare dal reggaeton alla trap e poi a bomba e plena, per portare in cima al mondo la sua Porto Rico, così ricca di storia e cultura.

Sono Benito Antonio Martínez Ocasio e qui c'è Porto Rico

È questo il cuore di uno show di circa due ore e mezza e suddiviso in tre atti in cui non manca nulla: c’è Benito Antonio Martínez Ocasio di oggi, con l’album da record DeBÍ TiRAR MáS FOToS. Ma c’è anche il Bad Bunny delle origini, di quel Un Verano Sin Ti che tanto è stato amato. Ma soprattutto con lui, che arriva sul palco con un abito color crema che richiama proprio quelle tinte che tanto si usano a Porto Rico, ci sono Los Sobrinos, orchestra portoricana di salsa, composta da 13 musicisti tutti sotto i 25 anni, guidati da “Big” Jay Anthony Núñez e dal direttore Julito Gastón. E prima dell’arrivo in scena di Bad Bunny, c’è la band portoricana Chuwi, che Benito Antonio ha fortemente voluto come opening act delle date europee.

"Sin miedo", ovvero senza paura: è questo il cuore dello show di Bad Bunny

El Conejo Malo dà letteralmente il via alle danze con LA MuDANZA, per scaldare corpi e mani: la festa inizia, e siamo tutti invitati. Benito si rivolge spesso al pubblico, e lo fa in spagnolo, chiedendo scusa di non potersi esprimere in italiano. Il messaggio, però, è chiaro: questa sera si balla, si canta, ci si diverte e soprattutto si ama senza paura, proprio sin miedo, che da sempre è il leitmotiv della musica di Bad Bunny. Un artista che in più occasioni parla con i presenti e dice che tutti siamo portoricani in questa serata di mezza estate, e che in un mondo diviso come quello di oggi è fondamentale unirsi sotto la stessa musica. 

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Musica, talento, storia e tradizione

Musica che supera i confini geografici e culturali, come quelli che ha abbattuto proprio lui, riuscendo a fare un album, DeBÍ TiRAR MáS FOToS, in grado di raccontare la cultura boricua e mandando messaggi politici senza esserlo nella scrittura. È il talento di un artista che si è evoluto nel tempo e che ha capito che la sua forza è proprio nella sua storia, e anche nelle battaglie combattute dal suo popolo. Una serata che, contrariamente alle attese, non l’ha visto condividere il palco con nessun artista ospite, ma va benissimo così: Bad Bunny sa fare benissimo il suo show, e soprattutto ci fa capire perché questo è uno dei tour più di successo degli ultimi anni. 

Casita, perreo, fiesta e Coquì. E "Soliá" come canción exclusiva

Non manca la casita, quella casetta tipicamente portoricana dalle mura rosa dove si fa la fiesta, e da dove Benito Antonio canta alcuni brani. C’è il perreo che, contrariamente a quanto si pensa, è una danza molto femminile, dove la donna guida e decide come e cosa ballare sul corpo di un uomo. C’è la sensualità di un popolo, e c’è la libertà di fare ciò che si vuole, senza pregiudizi. E c'è anche Soliá, brano scelto da Bad Bunny come canzone speciale, e che cambia a ogni concerto. In questo inno reggaeton, tratto dall'album del 2020 YHLQMDLG,  l'artista parla di una donna indipendente che esce e si gode la vita al meglio dopo aver lasciato un partner tossico e ingrato. Storie che raccontano il mondo in cui viviamo oggi. E anche questa è la forza di Bad Bunny, ma anche la forza di una nazione che, nonostante le difficoltà, porta avanti i suoi principi e lotta contro la gentrificazione.

Tradizione, onore e amore

C’è la tradizione, c’è l’onore, c’è soprattutto l’amore. Per ciò che si fa, per ciò che si ha, per ciò che si è. Benito Antonio lo ricorda spesso nel suo concerto: finché uno è vivo, deve amare finché può. Amare senza paura, come del resto ballare senza alcun timore. È l’insegnamento più bello che portiamo a casa da un concerto che è una festa, una festa intrisa di cultura di un paese lontano solo apparentemente. Un paese da cui si può imparare tanto, e di cui non si deve avere paura. Quel paese è Porto Rico: ha come simbolo una ranocchietta, il coquí, che parla anche ai presenti. Una ranocchietta che significa appartenenza, orgoglio e resilienza. Tutti i valori che Benito Antonio, in una notte d’estate, ha condiviso con circa settantacinquemila persone, con bandiere di tutto il mondo. Perché la musica, anche quella di Bad Bunny, è forza e potere. E supera ogni confine, ovunque essa sia.

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I brani del concerto

I ATTO -

1. Intro video

2. LA MuDANZA

3. Callaíta

4. PIToRRO DE COCO

5. WELTiTA

6. TURiSTA

7. BAILE INoLVIDABLE

8. NUEVAYoL

 

II ATTO - LA CASITA

9. VeLDÁ

10. Titì me preguntó

11. Neverita

12. Si veo a tu mamá

13. VOY A LLeVARTE PA PR

14. Me porto bonito

15. No me conoce (remix)

16. Bichiyal

17. Yo perreo sola

18. Efecto

19. Safaera

20. Diles

21. Intro MÓNACO

22. MÓNACO

23. Soliá Canzone esclusiva

24. CAFé CON RON

 

III ATTO - IL GRAN FINALE

25. Ojitos lindos

26. La canción

27. DÁKITI

28. Yonaguni

29. El apagón

30. DtMF

31. EoO

 

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