Giorgia Malerba: "Non ho il sogno americano, ma è un Paese che voglio visitare"

Musica
Fabrizio Basso

Fabrizio Basso

Credit Alessandro Peruggi

I singoli 5 Minuti e Lunatica sono l'avamposto del nuovo progetto di questa giovane artista che ha fatto dell'eterogeneità la sua cifra stlistica. L'INTERVISTA

Giorgia Malerba, classe 1999, inizia a farsi conoscere nel 2020, durante il lockdown, sulle principali piattaforme social, in particolare Instagram e TikTok avviando un percorso che la porta a diventare uno dei volti più noti del web con centinaia di migliaia di followers (926mila su Instagram e 3,2 milioni su TikTok). Amante della musica fin da giovanissima, nello stesso anno pubblica tre brani di successo (Loca con te, Good e Il Mio Riflesso) conquistando un pubblico di oltre tre milioni di follower e diventando un punto di riferimento per le giovani donne nel mondo digitale. Nel 2024 esce il singolo estivo Cubalibre ma Giorgia inizia subito a lavorare a una nuova fase del suo percorso musicale, più intima e matura, che rifletta maggiormente la sua identità. A gennaio ha pubblicato 5 Minuti, il primo capitolo di questa evoluzione, proseguita con Lunatica, brano che esplora le nuove sfumature della sua crescita artistica.

Giorgia partiamo dal suono della sveglia: quando ti guardi allo specchio vedi la giovane donna, la tiktoker, la cantante, l’influencer…se ti guardi poi ti sbocchi, per citare la tua Loca con te?
Prima vedo la giovane donna ma ti dico che mai mi sono identificata in un solo settore della mia vita, mi piace fare tante cose. Mi guardo, dico sei tu e inizio a fare tutto…dopo il primo sguardo mi sblocco e dimentico la citazione della canzone dei miei 18 anni. Facendo cose diverse mi dico di partire e poi capiamo la direzione.

Nel 2026 cosa è la vita loca?
Oggi è una cosa che non mi rappresenta, non la sento più mio rispetto ai miei 18 anni, sono cambiata e non la pratico; oggi è il niente.

Oggi fa molto caldo, sotto l’ombra di una palma è meglio qualcuno che resta o qualcosa che ti illumina l’anima?

Meglio qualcuno che resta, cerco sempre chi può restare, se non sento qualcosa in comune io mi blocco. Cerco una stabilità positiva nelle persone, che vada oltre il frequentarsi, se è condivisa va bene pure un’orea.

Quando qualcuno ti dice che sei lunatica come reagisci? Etimologicamente essere lunatici è essere folli: lo sei? Nel senso buono ovviamente.

Mi ci sento, non a caso mi ci sono definita, a volte mi faccio grandi auto analisi e dopo comportamenti lunatici faccio il mea culpa. Ma altre volte la mia ragione va agli altri.

“Conosci ogni mio difetto ogni momеnto mio, ogni sbaglio”: è questo Il Tuo Riflesso? E’ accettarsi e accettare?

Entrambi: nel testo parlavo a mio fratello, essere fragile davanti a lui è un traguardo essendo io diffidente. Sono cento per cento me stessa. Lì è positivo avere dimostrato all’altra persona i mie sbagli, è molto positivo.

“Ma va di moda fare gli occhi tristi, un tatuaggio di malinconia” è il ritratto di una generazione spaesata?
Spesso è spaesata e non a focus ma è come la società ci vuole. Vivo giornate molto piene e  nei giorni vuoti mi sento in una concezione in cui non faccio niente, mi sento in colpa.

Quando hai vicino una persona cara ti viene naturale chiederle “cosa hai fatto fino alle sette”? E se lo chiedessero a te?
Mi viene naturale eccome! Chiedo sempre, ovviamente se la persona mi interessa, e pretendo che sia fatto a me. Io chiedo e pretendo interesse.

Amami anche se ti parlo a raffica canti sempre in Lunatica: che valore ha per te il silenzio responsabile?
Mi mette ansia, cerco di riempirlo anche sbagliando. Se c’è un silenzio divento ansiosa, mi focalizzo e pretendo risposta. Però so che è importante e vorrei imparare ad accettare il silenzio non negativo.

Se tu avessi cinque minuti liberi al giorno cosa faresti?
Mangerei qualcosa di dolce, lo farei anche ora che sono con te perché ho fame.

Per altro 5 Minuti è l’incipit del nuovo progetto musicale: che altri spunti puoi darmi?

Sto scrivendo cose più personali, prima avevo 18 anni ed ero meno matura, oggi voglio esprime cose nuove attraverso i testi, sono diffidente e chiusa e in quei momenti mi libero.

 

5 Minuti è una canzone che parla anche dei bivi della vita: ti senti in credito o in debito con la vita?
Forse in debito, ho avuto occasioni e sono stata brava a sfruttare le occasioni per fare cose che mi piacciono anche a livello social. Ho avuto una botta di fortuna, senza ricercarla, ma resto in debito.

I Ragazzi del ’99 sono quelli che hanno salvato l’Italia nella Prima guerra mondiale. Tu sei una giovane donna del ’99: in cosa ti senti patriottica?
Al cento per cento, vivo qui è sono una tipica italiana ma quando vado all’estero sperimento le altre culture. Dopo un periodo lontano rimpiango l’Italia. Ho sempre pensato di fare esperienza all’estero ma ogni volta mi sono ritrovata a pensare che lì non avrei voluti vivere.

La tua stanza è ordinata o disordinata?
Un disastro, c’è tutto in giro, non mi piace ma difficile utilizzare le cose e rimetterle a posto.

Se inviti un amico o una amica a cena cucini oppure vince il delivery?
Se è una persona ok, se è gruppo non ci provo. Cucino asiatico e ho un piatto must.

Credi che, per la tua generazione, il sogno americano sia tramontato?
Non del tutto ma un po’ sì, credo che ci siano ancora tanti che ci credono ma il numero è in calo. L’Italia ci piace. Quello che è qui non lo trovo all’estero, io mai ho avuto il sogno americano solo la voglia di visitarlo quel mondo.

Cosa puoi raccontarmi della tua estate artistica?
Sto lavorando a un grande progetto musicale, come progetto e scrittura, ci sarà qualche data e poi come vacanza nulla di definitivo, stavolta andrò last minute. Finita l’estate il sogno è andare in Giappone a fine ottobre.

 

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