Medimex 2026, Rossana De Pace: "Il Punk ci ha insegnato l'importanza di essere autentici"

Musica
Fabrizio Basso

Fabrizio Basso

La cantautrice pugliese, uscita lo scorso gennaio con l'album Diatomee, ha visitato con noi la mostra Roberta Bayley: The Ramones, CBGB’s and New York City. Attraverso il suo sguardo e i suoi pensieri ragioniamo sull'ultima vera rivoluzione musicale. Il Medimex tornerà nella città dei Due Mari dal 15 al 19 giugno 2027. L'INTERVISTA

L'edizione 2026 del Medimex, che si è conclusa domenica 21 giugno a Taranto, tra i tanti appuntamenti importanti ha ospitato al MArTA, il Museo Archeologico Nazionale, la mostra fotografica inedita Roberta Bayley: The Ramones, CBGB’s and New York City. Questa signora, che ho incontrato in occasione dell'inaugurazione della mostra, ha immortalato con i suoi scatti la nascita e l'affermazione del Punk. Ho visitato la mostra in compagnia di Rossana De Pace, trentenne pugliese che col suo album Diatomee, uscito lo scorso gennaio, ha dimostrato, e dimostra quotidianamente, come il Punk sia una attitudine dello spirito che va oltre le dinamiche temporali.

Rossana siamo a una mostra fotografica che testimonia un momento epocale della storia della musica, la rivoluzione Punk. Quale è la tua prima impressione?
Vado con un pensiero di pancia anche se ho studiato storia della musica internazionale al secondo anno di Conservatorio, intorno ai 20 anni. L’energia che il Punk trasmetteva andava al ritmo delle mie inquietudini: dunque, studiandone il movimento culturale e i contenuti mi ci sono ritrovata molto, soprattutto nei suoi concetti di anti capitalismo, sovversivista e disillusione verso un pensiero unico.

In cosa il Punk è stato rivoluzionario?
Nel cercare una alternativa. Innovativa l’idea che anche chi non aveva studiato musica potesse incontrarsi per fare musica ed esprimersi senza un occhio giudicante. Poi c’era il senso di comunità, ci si riuniva nei garage con una chitarra sfondata.

A suo modo una democrazia anche se la storia lo analizza come rottura.
Quel movimento esercita un potere e la testimonianza più bella è che se in una cosa fatta da pochi ci si riconoscono in tanti è perché risponde a un bisogno. Bisognerebbe, quel pensiero, riprenderlo oggi.

Parliamo di una rivoluzione che ha mezzo secolo. In cosa è moderna?
Creava modelli estitici diversi. Musicalmente era provocatorio, sempre funzionale con la società e poi ci trovo un parallelismo con la nascita del cantautorato: sono nati con l’idea di creare un modello che andasse oltre l’interprete, erano trasandati e affrontavano tematiche che raccontavano la fragilità dell’uomo, mai era successo prima.

In una frase?
I cantautori e il Punk rompevano uno stereotipo rompendo la narrazione.

Oggi questi tuoi ragionamenti li ritrovi?
Frequentando i centri sociali quello sfogo senza filtri mi arriva perché non è costruito e nasce da una esigenza è importante. Penso alle Luci della Centrale Elettrica che ritengo un po’ figli di Giorgio Canali: non so perché mi piacessero ma avevano quella sporcatura che rendeva tutto vero.

In cosa il tuo album Diatomee è Punk?
Intanto non è facilmente ascoltabile tra amici durante un aperitivo; le tematiche puntano il dito su società iper produttiva dunque nasce dall’esigenza di prendere posizione e tirare fuori la propria verità.

Le fotografie di Roberta Bayley che sensazioni ti lasciano?
La naturalezza con cui è successa la rivoluzione, chi la ha attuata non ha recitato una parte ma è stato protagonista di un cambiamento. Inoltre trovo il suo essere rivoluzionario molto autentico: oggi si punta più a essere originali che autentici.

Il tuo futuro musicale cosa prevede?
Dopo tanti anni a Milano torno a vivere nella mia Puglia per riappropriarmi delle mie radici e per costruire un disco che sia una sintesi più chiara di me, gli anni passati li ho chiariti in Diatomee.

Approfondimento

Rossana De Pace, album Diatomee: "Salvi condividendo i sentimenti"

Spettacolo: Per te