Naturalmente Pianoforte, una squadra vincente grazie a un mix di bellezza e imperfezione
Musica
La rassegna si svolge nel Casentino dall'11 al 19 luglio; il 24 giugno ci sarà una anteprima con protagonista Renzo Rubino (in partenza per altro con la magia di Porto Rubino). Il tema dell'edizione 2026 è Nessun genere di Confine
Naturalmente Pianoforte non è soltanto una antologia artistica che traduce i capitoli, le note a margine e le postille critiche in note. La rassegna casentinese è amicizia, passione, sacrificio, poesia, natura, stelle, albe e tramonti. Naturalmente Pianoforte, se vogliamo leggerla in numeri anziché in pagine, è 100 pianoforti, oltre 130 pianisti, 240 ore di musica. 10 Comuni, 50 luoghi, 350 volontari. Nove giorni in cui una vallata intera, nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, si trasforma in un’unica, immensa esperienza sensoriale a cielo aperto. L’appuntamento del 2026 è dall’11 al 19 luglio e abbraccerà piazze medievali, castelli, foreste, fiumi e borghi silenziosi che diventeranno il respiro della musica. Il Festival, organizzato dall’associazione Pratoveteri APS insieme al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e al Comune di Pratovecchio Stia, coinvolge tutti e dieci i Comuni del Casentino in una rete di luoghi, persone e suoni che è già, di per sé, un’opera d’arte collettiva. Il tema scelto per questa edizione, Nessun genere di confine, è una dichiarazione di metodo. E, la sinestesia, quella fusione continua tra suono, gesto, parola e paesaggio, è la struttura stessa del festival. Qui il jazz incontra la classica, il pianoforte dialoga con l’arte contemporanea, il fumetto si fa diario collettivo disegnato in tempo reale, la fotografia abbatte confini visibili e invisibili, il cibo racconta identità e radici. La maggior parte degli eventi è a ingresso gratuito, perché Naturalmente Pianoforte nasce da questo territorio e a questo territorio restituisce tutto, senza barriere, senza distanza tra il palco e chi ci vive.
Siamo all’ottava edizione. Per rivivere le origini bisogna andare indietro di quattordici anni e quello che è successo me lo racconta il presidente Simone Maglioni: “La prima edizione è stata nel 2012 con tre concerti in piazza, il primo in assoluto a esibirsi fu Massimo Giuntoli. Il progetto nasce da un gruppo di amici, nessuno dei quali era pianista, dall’idea di creare qualcosa per Pratovecchio e da una grande forza di volontariato; fino alla fine degli anni Ottanta c’era una grande festa della birra, con gente che arrivava da tutta Italia, ma già stava germogliando la voglia di mettersi in moto in maniera differente”. Gente laboriosa quella del Casentinese, territorio che divide Livorno da Firenze. O viceversa, dipende da quale punto della storia si punti lo sguardo. Ragionando, gli amici al bar (concetto molto ginopaoliano ma quelli erano solo in quattro e alla fine ne è rimasto uno a volere cambiare il mondo), hanno intuito che era al tramonto la stagione delle feste anni Settanta e che era il momento di “mettere a sistema un qualcosa in nome del casentino. Col compianto Roberto Cardone della Banda Osiris ci ragionavamo ma non ci veniva in mente nulla. Andando a casa ci è venuta l’illuminazione di fare qualcosa sul pianoforte anche perché nel 2011c’era solo un evento a Cremona. La sfida era portare lo strumento più pesante che c’è in mezzo alle strade, prima in piazza e poi qualcuno sparso nel paese. All’epoca Pratovecchio e Stia erano comuni divisi e animati da una rivalità totale. La seconda edizione, per porre le basi di un avvicinamento, l’inaugurazione fu a Stia su intuizione dei ragazzi di qui. Poi ci siamo allargati e oggi tutti e dieci i comuni del Casentino e oggi siamo un festival di comunità. Qui c’è ancora un tessuto sociale che racconta quello che eravamo, per anni la politica ha parlato di turismo nei nostri territori ma non ha fatto nulla di concreto”. Il 2021 e il 2022 hanno testimoniato l’esplosione del turismo e per gli organizzatori sono state edizioni importanti. Nel 2018 Vinicio Capossela è stato un trionfo. L’importante è fare rete: non ci sono interessi, ci si rimettono tempo e soldi: “Siamo partiti col pianoforte Jazz, poi in tutte le sue declinazioni, poi sono arrivati l’arte, le parole e i progetti per i bambini. Siamo persone fallaci che insieme formiamo una squadra vincente, siamo bellezza e imperfezioni. Se ci pensi siamo partiti con niente, da un una festa da ballo anni Settanta. Avevamo duemila euro più 500 euro concessi dal comune, con gli incassi dei tre concerti abbiamo fatto pari”. Per fare un esempio della forza di Naturalmente Pianoforte, a Stia avevano una manifestazione centrata sul ferro battute ma visto il successo del piano hanno contribuito 30mila euro. Poi il Parco ci ha creduto, quindi si sono aggiunti a sostegno sponsor privati: e l’incipit fu “vediamo il primo anno che succede pronunciato con incoscienza”. L’incoscienza si fa coscienza e viene premiata, un piccolo ma rappresentativo esempio: in paese vengono allestite cinque postazioni a coda dove dalle ore 18 a mezzanotte ogni mezz’ora si alternano i pianisti. Nel 2014 hanno fatto fatica a garantire la turnazione, per questa edizione sono arrivate 140 candidature: “Noi gli offriamo soltanto il dormire e il mangiare ma negli anni alcuni vengono economicamente premiati perché si legano a noi, è in primis un riconoscimento a livello umano”. Certo la logistica non aiuta ma è altrettanto vero che “essere una valle chiusa ci impedisce di diventare troppo grandi ed è la nostra forza”. Da settembre si inizia a lavorare alla prossima edizione e a inseguire quel sogno che si chiama Nick Cave.