Liberato, super show per i 45 mila del Maradona di Napoli. Il racconto del concerto
Musica PH Glauco Canalis - Giuseppe Maffia
Il debutto allo Stadio della sua città, la location che sognava da sempre. Senza ospiti, due ore di pura energia. Tra chitarre elettriche e danze che esorcizzano ogni ansia del presente. E lui, condottiero mascherato, che propone una nuova immagine glam
Liberato sognava il Maradona, il pubblico del Maradona sogna Liberato e lui, il cantante più enigmatico della scena musicale nazionale, regala ai fan una notte memorabile che lui per primo non potrà scordare, l'unica di questa stagione per cui il pubblico arriva da ogni dove.
Quarantacinquemila persone gridano il suo nome, ondeggiano al suo richiamo, gli fanno da coro. Dieci anni fa tutto questo era impensabile, semplicemente, non esisteva. “N'amm' fatta 'e strada guagliù”, dice.
Liberato fa il sold out al Maradona di Napoli, dove aveva preso il microfono per uno spazio limitato in occasione dei due scudetti della squadra di calcio della città. Adesso il palco è tutto suo e basta guardarlo per capire che è un debutto enorme.
Due ledwall a tutta altezza permettono a chiunque di guardare da vicino cosa succede ma soprattutto sono i portali per un viaggio futuristico che allarga gli orizzonti su paesaggi galattici e percorsi visivi che fanno spazio all'arte classica rivisitata e vedute cartoon del Golfo col Vesuvio.
Ancora più soprendente il cambio di look del protagonista.
Liberato arriva con la testa coperta da un drappo scintillante, una maglia metallica dorata sovrapposta al copricapo che gli scherma il volto. Gli abiti sono da condottiero: giubba con gli alamari, calzoni ampi negli stivali, tutto vagamente settecentesco. Il secolo della rivoluzione, anche a Napoli.
Il rito e la festa
Niente nero, niente felpa, nessuna paura di eccedere. Sul palco si esagera. Il suono si moltiplica con la band dove compaiono batteria e chitarre elettriche e si riempie con le voci delle coriste che vestono come in Dune di Villeneuve, con abiti color fango e i gioielli facciali.
Stesso stile per le ballerine, che danno corpo allo show in un crescendo fisico e musicale che somiglia a un rito, tra ombre e luci (di Ed Warren).
“Evocazione in corso”, si legge a metà live. La chiave di tutto: la musica come momento di liberazione, rituale propiziatorio e festa. E memoria, certo.
Liberato è tutto questo. Inafferrabile, come lo spirito della città che canta e i sentimenti di una generazione che si riconosce nelle storie di amori attorcigliati, gesti spontanei, partenze e ritorni. La spina dorsale delle sue storie.
Si inizia con Guaglio' e Turnà ma subito la nostalgia lascia il posto a Tu Me Faje Asci pazz', dance ed elettronica da cantare a tutta voce alta. “Chiu ffort'”, spinge lui. Come quando si tifa in curva.
Hit dopo hit, Lucia, l'immancabile Nove Maggio, Viennari, E te veng a piglia', si arriva a un mini blocco acustico, Gaiola Portafortuna e Intostreet (rifatta in Radio Liberato con Mahmood) voce e pianoforte.
Gli ospiti del disco non ci sono al Maradona ma i fan sono più che felici perché per tutti, prima o dopo, arriva il pezzo preferito.
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Tra Tammurriata e Dance Floor
L'ultima parte del live è la più potente, scandita dalle tammorre che irrompono su quasi tutti i brani.
È il momento di rifare la Tammurriata ma in una chiave urban semplicemente unica.
Le donne dei dipinti classici e quelle scolpite nel marmo si vestono con la maglia azzurra sugli schermi ai lati del palco (di Weirdcore, che ha lavorato anche con Radiohead, Tame Impala, Charlie XCX).
C'è sempre una donna al centro della storia: “Essa”, Partenope, madre e ammaliatrice.
Anche quando ha voltato le spalle, le canzoni sono tutte per lei.
Si conclude dove tutto è iniziato, Tu t'e scurdat e me, ma il gran finale è O core nun ten padrone, la dedica alla città e alla squadra azzurra. Il posto è perfetto, del resto. Quando tutto finisce e le luci si alzano, si esce cantando i cori da stadio. È tutto un unico momento di pura gioia. La musica a Napoli non finisce mai.
La scaletta del concerto di Napoli
Intro
Guagliò
Turna'
Tu Me faje Asci Pazz'
Anna
Niente
Te Voglio Bene Assaje
Lucia
Tre
Nove Maggio
Te Vengo a Piglià
Oi Marì
Viennarì
Goodbye
Acoustic Part
Me Staje Appennenn'Amo'
We Come From Napoli
Partenope
Sì Tu
Essa
Nunn' a Voglio Ncuntrà
A' Fotografia
Tu T'e Scurdat e Me
O Core Nun Tene Padrone