Morgan Icardi, album Goldeberg Variations: "Qui c'è mia visione dell'opera al 100 per 100"
Musica
Il progetto nasce dal desiderio di far dialogare la musica del passato con il mondo di oggi, mostrando quanto Johann Sebastian Bach sia ancora attuale in una realtà profondamente cambiata. L'INTERVISTA
Morgan Icardi, 19 anni, è tra i più giovani pianisti e direttori d’orchestra del mondo, diplomato in Direzione d’Orchestra al triennio accademico della Scuola Civica Claudio Abbado di Milano, dove è stato il più giovane studente di sempre. Il suo nuovo album è Goldberg Variations (Musica Viva/Egea Music) e lo vede affrontare, al piano solo e come direttore musicale, la varietà e ricca complessità della musica di Bach, un capolavoro del passato in continua trasformazione nel presente.
Morgan partiamo dalla sfida di rileggere le Goldberg Variations: quando è nata l’idea e come hai strutturato il progetto?
Volevo approcciarmi a un pezzo di un grande repertorio, provavo già affinità per Bach. L’idea di fare una registrazione è stata una decisione successiva. Durante i processi e gli studi ha preso forma, mi sono orientato in una prospettiva in cui vedo con più chiarezza il progetto.
Hai scelto, oltreché di stare al pianoforte, anche di essere direttore musicale: perché hai scelto di affrontare questo viaggio da solo?
Non credo che i solisti si affidino sovente a qualcuno. Essendo giovane nel mio percorso di studio e nei miei viaggi artistici prima c’erano il mio maestro e consigliere. Stavolta la visione artistica è al cento per cento mia.
In cosa oggi Bach è moderno e quali sono le difficoltà che hai incontrato in questo viaggio?
L’arte, e specialmente la musica classica con il suo repertorio secolare, ha grandi capolavori che acquisiscono un valore diverso, che non si trasformano e non scadono nel banale, c’è una sorta di originalità. C’è la visione di chi ha creato l’opera e la consapevolezza dell’autore, ci sono l’umanità espressa, la qualità e l’unicità.
L’opera fu pubblicata nel 1741: si chiama così perché il primo a eseguirla è stato Johann Gottlieb Goldeberg?
La storia parte per la richiesta di un nobile dell’epoca ma la verità non è confermata, ci sono solo dei resoconti. Questo nobile soffriva di insonnia e le variazioni servivano per garantirgli un sonno tranquillo. Io non le ascolterei prima di andare a letto, trasmettono molto energia soprattutto le più veloci.
Diciannove sono le copie della prima edizione giunte fino a noi. Tra queste c’è l’Handexemplar, la copia personale di Bach della partitura: hai avuto l’opportunità di consultarla?
Mai ho avuto accesso a partiture personali, ho fatto uno studio all’inizio, ho studiato le cose più vicine alla realtà storica. Non ci sono indicazioni di dinamica, tempo e fraseggi, c’è la libertà d’interprete del Barocco.
Se non ricordo male è stata composta per clavicembalo: trasporla per il pianoforte cosa comporta?
Non sono il primo ad affrontare questo passaggio. Dal punto di vista tecnico e dei requisiti non cambia nulla. La cosa principale è l’opportunità di utilizzare uno strumento, il piano, con più livelli espressivi. E’ interessante vedere come gli interpreti si approcciano a queste novità, con escursioni fuori dall’interpretazione originale del brano. Il livello di personalità è affidato all’interprete.
Le variazioni sono 30: ce ne è una che ti ha messo maggiormente in difficoltà?
Un accordo più che una variazione, ho riflettuto molto sul primo accordo della variazione 16. E’ stata una riflessione particolare, partendo dal finale della 15, che è in modalità minore, e ti lascia in posizione difficile perché l’accordo successivo ha un carattere diverso. Ho aspettato vari secondi tra una variazione e l’altra per fare un reset. In conclusione ho diminuito il tempo, connettendo le variazioni ma rendendo chiaro il passaggio tra la prima e la seconda metà.
Per un virtuoso come te la struttura di un’opera può diventare una limitazione di libertà?
Bach ha già risposto, la limitazione che impongono le regole possono essere di natura storica, estetica, tecnica ma sono la base di una libertà che supera la libertà totale. In ogni musica c’è una idea di base, comunità, genere e ricerca storica e Bach nelle Variazioni di Goldberg incarna questo dilemma: parte da una strutta rigida e variare il basso è una sfida di Bach affrontata senza problemi da maestro della composizione e della variazione quale è. La libertà ancora più grande è una costruzione sopra fondamenta incrollabili.
Nelle note stampa dici che il tempo è da abitare e non da consumare: in cosa ti senti on time e in cosa la velocità della quotidianità ti limita?
Provo ad abitare il tempo il più possibile. C’è consapevolezza su valore delle cose ma non del tempo. Arte e musica, soprattutto quella di Bach, aiutano a ridare valore al proprio tempo: ricerca, presenza, concentrazione e abitazione del momento sono essenziali.
Hai solo 19 anni e prima della Variazioni hai pubblicato Mozart Across Boundaries: stai già pensando a una nuova sfida?
Nel mio processo parto dalla conoscenza della materia prima e poi arrivo al progetto se no non mi sento adeguato. Prima di questo disco ho dovuto acquisire conoscenza approfondita del progetto. Sto esplorando.
Che accadrà nelle prossime settimane?
Sono ancora studente e per i concerti ci stiamo organizzando.