Il brano è una canzone d’amore che attraversa e unisce luoghi e tempi diversi
IL VIDEO E' INTRODOTTO DA UN TESTO ORIGINALE DELL'ARTISTA
Nel 2017 vivevo a Lagos, in Nigeria. Un giorno annotai su un foglio pochi versi, frammenti di un pensiero che avevo bisogno di fissare per non perderlo. Erano frasi molto intime, nate di getto, senza l’idea di trasformarle in una canzone. Le ho chiuse in un cassetto, come spesso si fa con ciò che sembra troppo personale per essere condiviso, convinta che sarebbero rimaste lì per sempre. Sette anni dopo, quel foglio è riapparso. Non per caso: le parole che avevo scritto sono state lette da Massimo Zoara, fondatore dei B-nario, produttore e — in modo sorprendente — amico della persona a cui erano dedicate, che oggi è mio marito. Da quell’incontro inatteso è nata “Kiss Kiss”, il mio primo brano pubblicato in Italia. È stato come se la vita avesse scelto il momento giusto per farle rivivere.
Kiss Kiss è una canzone d’amore, indubbiamente, ma non solo. Trovo sia un collante che attraversa e unisce luoghi e tempi diversi. Porta con sé la mia Nigeria, le radici che mi appartengono, il rumore di Lagos, ma anche il silenzio che accompagna i sentimenti quando non riescono a trovare voce per esprimersi al meglio. Ogni “kiss” è un bacio, ma anche un battito, un ritmo che segna la presenza dell’altro anche nella distanza. Con Zoara abbiamo scelto una produzione essenziale, capace di lasciare spazio al senso del testo.
Il videoclip ufficiale che ho il piacere di presentarvi oggi in anteprima per Sky TG24, è stato girato al Torsellini Vetro di Gavirate (VA) sotto la direzione di Fabio Bastianello. Il cast riesce a rendere visiva la natura internazionale del brano: Franklin Santana, modello e attore venezuelano; il phonetics coach Steve Dapper, che ha seguito l’interpretazione inglese mantenendone naturalezza e fluidità; Indira Giudice, ballerina e creator di TikTok, che ha reso la coreografia un linguaggio pop contemporaneo; Federico Ascanio Vaccani, giovane trapper in crescita; la performer Sabrina Rissone, interprete della sexy woman; Enrico Suarez, il cui carisma da macho man dona al video un contrappunto teatrale e anche sensuale.
Il risultato ha superato le mie aspettative. Lo trovo un mosaico di volti, di gesti e di atmosfere, un amplificatore visivo della natura ibrida di “Kiss Kiss”. Non volevo un semplice video musicale, ma un’estensione del brano, un’esperienza immersiva che restituisse il contrasto tra vicinanza e distanza, tra il gesto mancato e il contatto desiderato. La regia ha lavorato sui dettagli, per creare una sorta di dialogo muto, fatto di silenzi che parlano quanto e più delle parole. Ho voluto che chi guarda non restasse spettatore, ma si sentisse parte di quella dimensione, vivendo in prima persona tutto il racconto. E spero davvero di esserci riuscita.
Debuttare con un brano nato sette anni fa, per me significa credere che certe storie non hanno scadenza. A volte la musica aspetta, viaggia, si nasconde e poi ritorna, pronta a trasformarsi quando incontra le persone giuste. Kiss Kiss è la prova di questa attesa che diventa incontro, di un pensiero privato che oggi si apre al pubblico, trovando forma in suoni e immagini. Non considero questo esordio un caso, ma un segno. Portare in Italia una canzone nata a Lagos significa dire che i percorsi artistici non conoscono confini geografici o temporali. Con Kiss Kiss non presento soltanto un singolo, ma una storia che attraversa anni, luoghi e linguaggi, nella speranza che chi lo ascolterà e lo guarderà possa riconoscere un pezzettino della propria. Perché certe emozioni, pur nascendo in luoghi lontani, parlano un linguaggio che tutti riconosciamo.