Vasco Rossi a Trento: "Con la guerra non c'è musica, con la musica c'è la pace"

Musica

Fabrizio Basso

L'attesa è scandita da cori e abbracci. Finalmente il popolo del Blasco si ritrova. Lui è arrivato alle 18.30 e ha detto: "Finalmente finalmente finalmente. Torniamo ad assembrarci, torniamo a stare insieme e finalmente ci si può accoppiare. La mia gente è così bella che ieri sera, nella prova generale, ho solo guardato e stasera faccio lo spettacolo. Finalmente è finita, finita, finita. E io sto benissimo"

La quieta, sonnacchiosa Trento abbraccia il popolo di Vasco. Che placido come l’Adige già dalla vigilia assedia la Trentino Music Arena. Non è ancora l’ora di pranzo che si levano i cori Vasco Vasco Vasco sotto l’immenso, incombente palco che protegge come il Castello del Buonconsiglio. Gente di tutte le età si prepara al concerto cantando Finalmente siamo di nuovo insieme. Sui loro c’è il racconto di generazioni: alcune sono impresse sulla pelle come tatuaggi, e sono il nome di Vasco o frasi di canzoni. Poi ci sono le magliette, molte consunte, stracciate, ma con orgoglio mostrate perché ricordano un tour particolare, un concerto. Il sole è un dardo sulla testa, bollente, ma non spaventa i genitori: tanti bambini sono in dormiente attesa, chi su un plaid, chi sul passeggino. Tra poche ore saranno in 120mila.

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Tutto intorno a questo palco “marveliano”, perché pare l’astronave di un supereroe (un fronte di 90 metri, una profondità di 26 e una altezza di 28), c’è una città che è stata costruita nei giorni scorsi e domattina non ci sarà più. Ricordo, nel 2017, Modena Park: si temeva che the after Modena sarebbe stata un cumulo di vergogna e invece, ancora una volta, il popolo di Vasco ha dimostrato, ha confermato un senso di civiltà unico. Quindi domattina Trento tornerà a essere dei trentini. Ma nelle valli risuonerà un eco di bellezza perché il funk rock ha liberato tutte le emozioni. Non è possibile tracciare una geografia del pubblico. Tutta l’Italia è presente. Alcuni ragazzi pugliesi hanno viaggiato su un pullman scomodo, risicato negli spazi, ma sorridono col cappellino che sarà sulla loro testa forever. Quattro amici sono arrivati in bicicletta dalla provincia di Verona, una coppia della provincia di Milano è al suo primo concerto, hanno 18 anni e sognano una vita spericolata. Ma chi non la ha sognata? Finalmente si riparte e la spinta viene dalla carica dei 120mila.

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