Isotta, vince il Premio Bianca D'Aponte con la bellezza del suo Io

Musica

Fabrizio Basso

Credit Giorgio Bulgarelli

Un brano intenso presentato con una interpretazione intensa. L'artista toscana conquista così l'edizione 2021 della sola rassegna per cantautrici

Non fosse che è tutto vero sarebbe una favola bellissima. Ma sono pronto a scommettere che Isotta il suo trionfo all'edizione 2021 del Premio Bianca D'Aponte col brano Io, lo vive davvero come una fiaba. Anni di lavoro, talvolta oscuro, hanno preso forma su uno dei palchi più ambiti, quello del Teatro Cimarosa di Aversa dove si svolge, annualmente, il solo Premio per cantautrici. La serietà di questa rassegna ha due radici profonde: la famiglia D'Aponte che accoglie tutte le partecipanti come fossero delle figlie e il fatto che la giuria, della quale faccio parte, quando ascolta ed esprime le proprie preferenze per definire le dieci finaliste ha solo un numero, non so chi voto e neanche il titolo della canzone, scelgo senza condizionamento alcuno, seguendo solo quello che a me piace, quello che ha valore, quello che con musica e parole porta un progetto. E sono felice della vittoria di Isotta Carapelli perché è una artista che seguo da un po', della quale apprezzo, oltreché le doti musicali e autoriali, il carattere, il suo mordere la vita con consapevolezza e trasparenza.

approfondimento

Isotta libera il suo "Io" melanconicamente forte e coraggioso

Isotta come hai festeggiato?
Sono andata a letto all’alba, dopo la cena siamo stati tutti insieme nella hall dell'hotel a chiacchierare. Salita in stanza sapevo che non avrei dormito e mi sono preparata la valigia per tornare a casa.
So che si respira un clima speciale.
L'atmosfera è stata molto amichevole da subito, ti confesso che spesso parto prevenuta quando si tratta di concorsi ma stavolta ho sbagliato. L'accoglienza è incredibile, percepisci che ti ospitano con piacere e ti vogliono fare stare il meglio possibile.
C'è rivalità tra le dieci finaliste?
Assolutamente no. Con le ragazze ci siamo conosciute il mercoledì sera e poi il giovedì ci siamo ritrovate al workshop con Giuseppe Anastasi: era come essere in famiglia. Sa fare lezioni senza annoiare. Ognuna presentava una canzone non in gara.
Cosa hai portato?
Palla Avvelenata e tutti sono rimasti stupiti dalla botta emotiva del brano, io che sono così tranquilla e timida.
Il venerdì hai presentato un altro brano.
Sì, ho scelto Porno Romanza che parla di revenge porn; non è autobiografica e per l'emozione ho sbagliato le parole del secondo ritornello. Ho pianto al telefono con i miei la sera, ero dispiaciutissima.
Ti sei rifatta in finale con Io.
Ero sempre emozionata ma è andata meglio. Avevo una sensazione positiva ma non mi aspettavo di vincere.
Tra le tue colleghe c'è qualcuna che ti ha impressionato?
Ti direi tutte ma se devo fare tre nomi dico Anna e l’appartamento, la mia preferita, poi Olivia XX e Alessandra Pirrone.
La tua famiglia che ha detto?
Ho chiamato i miei all’1 di notte, nella mia eccitazione e confusione ero certa che lo sapessero, poi mi è venuto il dubbio e infatti non lo sapevano. Mio padre poi mi ha richiamato alle tre e mezzo, è stata una grande festa.
Il premio prevede 1000 e tre concerti prodotti da Doc Live. Inoltre se uscisse il bando di Nuovo Imaie sarebbe un altro step in più.
Uscisse quel bando sarebbe utile per alleggerire i costi del produttore. Mi sono a lungo auto-finanziata o meglio mi ha finanziato mio padre. Ora l'investimento grosso lo fa l'etichetta Etichetta Women, soprattutto per produzione e arrangiamento.
Che mi dici del futuro prossimo e dei concerti?
Navighiamo un po’ a vista, io vorrei uscisse un singolo ai primi di dicembre. Poi aspetto notizie per Sanremo. I tre concerti li farò ma non so dove. Uno mi piacerebbe farlo a Milano e magari un altro a Firenze.
Intanto stai scrivendo?
Tantissimo, non mi fa paura l'album in arrivo l’anno prossimo, ho una ricca varietà di brani e tocco temi anche belli.
Come ti ispiri?
Quando entri nei panni di altri, come per Porno Romanza, è molto più difficile, devi immedesimarti, bisogna cercare testimonianze. Ma anche cose mie le arricchisco confrontandomi con chi ha fatto la stessa esperienza. Ho già la penna in mano dopo la poca ispirazione figlia del lockdown!

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