Isotta libera il suo "Io" melanconicamente forte e coraggioso

Musica

Fabrizio Basso

©_ANGELO_TRANI

Il singolo dell'artista toscana esprime la voglia di realizzare chi si è nel profondo, spiega la forza insita in ognuno di noi a scoprirsi, a diventare ciò che si è, quella forza ribelle che ci fa sentire inadeguati e insoddisfatti quando usciamo dalla nostra dimensione abituale. L'INTERVISTA

Fuga dalle convenzioni sociali alla (ri)scoperta di quell'io che troppe volte il mondo che ci circonda tende a soffocare. Attraverso una sua speciale poetica dell'arte, che oggi si chiama romantic dark e domani chissà, la cantautrice toscana Isotta canta il suo Io, lo frantuma, lo ricompone, lo coccola sempre con naturalezza ed eleganza. Non è facile scrive di sé e ancora meno lo è quando si condivide in una canzone quello che è dentro di sè. Isotta Carapelli è stata brava a non perdere la rotta, a non cadere nella retorica o nell'agiografia. Non a caso è tra le dieci finaliste del Premio Bianca D'Aponte 2021.

Isotta come è nato il brano e perché hai scelto Io come singolo estivo?
Avevo altri inediti pronti e continuo a scrivere per l’album che verrà, un altro singolo è previsto dopo l’estate. Io nasce da una mia idea di strofa, la prima, che volevo mettere in musica. Dopo il ritornello ho avuto ben chiara l’energia e da lì venuto il resto. Esprimo il desiderio di andare oltre gli stereotipi. Il mio primo singolo e quello che racconta più di me senza esagerazioni.
Oggi cosa ti dice il chiacchiericcio nella testa?
Sto cercando di spegnerlo perché sono ansiosa e cerco di tenerlo buono senza però riuscirci. Sono felice di questa opportunità, è già un sogno. Sono preoccupata per quello che verrà e continuo ad ascoltare le persone perché è da lì che nascono le idee, a volte basta una frase per far germogliare una canzone.
La maschera mi sa che più che con uno schiaffo è caduta con la musica.
Sono timida, sono un orso bruno che sembra civilizzato. Ma con la musica mi esprimo. Nei live parlo poco, mi sento frenata. E poi credo che se un’opera ha bisogno di descrizione non ha raggiunto l'obiettivo.
Cominci a capire dove è il tuo posto? E quale è il qua dove non stai bene?
Cambio spesso umore. Recentemente a una festa mi è salita l'ansia e non stavo bene, volevo tornare a casa a scrivere, che è terapeutico, è meditazione. E' una meditazione per me naturale. Tutti i problemi escono quando scrivo.
Dove è il confine tra Isotta e il suo Io? E’ sempre un confine netto?
Non c’è confine però mi trasformo quando sono Isotta della musica. L’altra è carica di sovrastrutture, doveri che la società impone e più cresco più mi pesano. La musica mi dà gioia.
In cosa credevi da bambina da farti arrabbiare tanto?
Credevo di essere più forte e a volte mi sono arrabbiata per avere fallito determinate cose ma poi, col tempo, capisci il perché di certe scelte: la situazione era quella che povevo fare? Il distacco che ti invade dopo che sei stato arrabbiato e porta quel senso di vuoto…è lì che trovi equanimità.
Credi nelle favole? O ti restano sempre di traverso?
Voglio crederci a volte, è anche una comodità per rendere la pillola più dolce. Ho consumato Gli Aristogatti in vhs. Poi Cappuccetto Rosso e il racconto della corsa che ha fatto mia nonna per venire a vedermi quando sono nata: me lo sono fatto ripetere infinite volte.
La scena finale del video è il vuoto che ti prende o tu entri in lui per esorcizzarlo definitivamente? Hai fatto i conti col passato?
Devo affrontare la realtà, entrare nel vuoto e vedere che cosa c’è dentro. Può anche essere non una bella scoperta ma occorre fare tante cose per scoprire le nostre debolezze.
Il tuo progetto musicale a che punto è?
Confido in un album a inizio 2022. Ora devo decidere quale sarà il prossimo singolo ma le idee sono già chiare, avrà un ritmo più dinamico. Io è blu cobalto, la immagino una canzone notturna, l’altra sarà giallo ocra, più luminoso. Mi piace abbinare le canzoni ai colori.
Women Female Label Artist è la tua etichetta, poi c’è Maieutica a Verona: perché c’è il bisogno di etichette rosa?
Forse per valorizziare una categoria un po’ penalizzata ma non bisogna estremizzare. Contano i meriti.
Cosa significa stile romantic dark?
Dark per le atmosfere oscure, romantico perché sono un romanzo le canzoni. Ci metto un po’ di disagio, scrivo in giornate uggiose.
Che estate attraverserai?
Non vacanze lunghe perché devo scrivere. Vado in studio, lavoro con tre persone per la parte degli arrangiamenti. Ammetto che sono in un momento di intesa scrittura.
Ti vedi a scrivere per altri?
Fare l'autrice mi attira ma per ora non ce la faccio. Almeno con i miei testi. Dovrei scrivere direttamente per altri.

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