La Messa ci accompagna in 100 Giri intorno al Sole: il VIDEO

Musica
Credit Davide D'Ambra

Il brano racconta di una storia d’amore ambientata in un altro mondo, in un altro tempo. Il video è introdotto da un testo esclusivo di Serena Mastrulli e Marco Zamuner 

100 Giri Intorno al Sole è un brano nato qualche mese fa. Ci capita spesso di allontanarci dalla città e passare alcuni giorni chiusi a lavorare per concentrarci meglio sullo sviluppo dei pezzi che abbiamo in cantiere e cercare nuova ispirazione. In quel periodo stavamo chiudendo il master di un pezzo che sarebbe uscito da lì a poco, ci siamo portati dietro una chitarra e in un momento di pausa abbiamo scritto il brano. Racconta di una storia d’amore ambientata in un altro mondo, in un altro tempo. Se ti incontrassi tra 100 anni, in un altro universo, ti riconoscerei. Anche se fossi un’altra persona. Sarebbe bello, inizierebbe a piovere cenere tutto intorno”. È stata questa l’immagine di partenza su cui poi si è sviluppata la scrittura del testo. Abbiamo trovato forte ispirazione in alcune serie TV che abbiamo amato, infatti ci affascina molto tutto ciò che riguarda le dimensioni spazio-tempo, i viaggi nel tempo, gli intrecci tra passato, presente e futuro. All’interno di questo scenario inconsueto, volevamo però che il brano avesse una storia semplice, dalle immagini familiari, adolescenziali. Volevamo parlare di ragazzi che si incontrano sotto casa e non sanno bene dove andare.

Non facciamo musica per noi stessi, ci piace pensare di dare vita a pezzi che finiranno nelle cuffiette di ragazzi che tornano da scuola. Sappiamo quanto sia stata importante per noi la musica che abbiamo ascoltato durante il periodo della prima adolescenza, quanto questa ci abbia segnato e infatti uno degli obiettivi che ci siamo prefissati è proprio quello di restituire oggi tutte quelle sensazioni, attraverso la nostra musica, a dei nuovi adolescenti. Non possiamo fare a meno di parlare poi di percezioni concrete, quando diciamo “ho i bassi nello stomaco” parliamo del nostro mondo, il mondo della musica suonata, la dimensione giovanile del live, dei club. La parte interessante è stata, in un secondo momento, quella che ha riguardato l’arrangiamento del pezzo. Abbiamo portato avanti un lavoro di ricerca abbastanza elaborato, “facendo e disfacendo” tutto più volte, con l’intento di riuscire ad abbinare un suono ben preciso alle immagini che avevamo in testa. Volevamo un “pezzo blu”, come diciamo noi, una storia d’amore, sì, ma una storia d’amore di quelle di Netflix.

Ci diverte sperimentare, cercare sempre nuovi stimoli per dare vita, ogni volta, a qualcosa di nuovo. Ci piaceva l’idea di un ritornello pop e l’autotune. Far incontrare il reggaeton e la synthwave, epoche e universi diversi, in una canzone. Abbiamo adottato lo stesso concept anche per ciò che ha riguardato i contenuti di promozione, la copertina, le foto, il videoclip. Ci teniamo molto a curare il più possibile anche l’aspetto visivo del progetto, così da riuscire a comunicare con i nostri ascoltatori sfruttando al meglio anche la potenza dell’immagine. Per la realizzazione del video abbiamo scelto di collaborare con il regista Marco Mannini, con cui abbiamo sentito una forte intesa fin da subito. Cercavamo da lui qualcosa di grezzo, di “caotico". Per noi era infatti fondamentale che la dimensione onirica espressa in musica prendesse forma anche nel videoclip. E così è stato.

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