Il Pagante apre il suo Open Bar e ci offre una colorata normalità

Musica

Fabrizio Basso

Il trio milanese che in 10 anni ha raccontato una intera generazione portandosi a casa 9 singoli certificati oro, 7 singoli certificati platino e due dischi d’oro torna con un singolo che ci immerge in un mare di festa (responsabile). L'INTERVISTA

L'estate non inizia senza Il Pagante. Senza quei virtuosismi di elettronica, parole, eleganza che da dici hanni dettano il ritmo a una parte della nostra esistenza. Dopo mesi chiusi in casa, a costruirci aperitivi con i tutorial su youtube, finalmente riapre l'Open Bar e dietro il banco, coloranti e sorridenti, troviamo Roberta Branchini, Federica Napoli e Eddy Veerus. E ora che Open Bar sia!

Siete andati diretti su questo singolo oppure avete altri brani papabili?
E’ il contrario, Open Bar era in cantiere da quasi due anni e lo abbiamo scelto ora perché è un inno al carpe diem, un esorcismo ai temporali che disturbano i party estivi.
La simbologia della cover: il mondo, il bicchiere, la cura…ha mille interpretazioni.
Hai ragione, ha diversi significati, ognuno ci legge il suo. Tanti sono i dettagli. Riprendere a vivere è il messaggio base, quello che trasmette il senso di liberazione e il bello della normalità. Abbiamo finalmente capito che per vivere bene possono bastare poche cose: una serata, un bicchiere con gli amici, un tuffo in mare e vorremmo che queste situazioni mai fossero interrotte da un temporale estivo.
Questa estate ascolterete il telegiornale oppure terrete tutto spento?
Siamo stati un anno e mezzo attaccati ai notiziari per il covid, per spare dei vaccini, i dati di contagio, le vittime in estate ci collegheremo solo per le notizia di calciomercato.
Mercoledì prossimo è la giornata mondiale del gin, voi citate il gin mare in Open Bar. Vi piace come super alcolico?
Crediamo che negli ultimi anni sia il distillato che va più di moda, il gin tonic è il cocktail meno zuccherato e che si beve più facilmente. Noi siamo più affezionati alla vodka anche se ora il gin ha preso il sopravvento. E comunque non è la prima volta che entra nei nostri testi: abbiamo già citato la Gintoneria, celebre locale milanese, e poi comparirà in un’altra canzone nel prossimo album.
Siete meteropatici?
Ci dividiamo. C'è chi sente il cattivo tempo e chi soffre per una giornata troppo bella.
Da dieci anni raccontate la gente: vizi e virtù di questa estate?
Sarà una incognita, speriamo di essere più normali, di riprenderci la normalità.
L’ironia è una delle vostre cifre stilistiche: difficile in questo periodo?
La gente è ironica sempre. Quando è esplosa pandemia sono stati creati più meme che altro sui social. Anche nel dramma mondiale si scherzava, l’ironia è la chiave di lettura per tutti, è una grandissima medicina.
Avete resistito alla tentazione del reggaeton: vi sentite alieni?
Continueremo così, fieri di non essere mai scesi a patti con la commercializzazione, sempre fedeli all’elettronica che ha evoluzioni e offre svariate opprtunità. Evolve ma resta definibile come musica elettronica e noi ne sfruttiamo tutte le sfaccettature.
Avete una parete dedicata ai vostri dischi d’oro e di platino?
Certo. Ognuno ha i propri quadri appesi sulla parete.
C'è un disco in preparazione?
Ci lavoriamo da un anno, poteva già essere uscito ma aspettiamo di poterlo suonare. Staimo temporeggiando aspettando il momento giusto. Abbiamo i nostri tempi e vogliamo che l'album duri nel tempo.
Che estate farete?
Aspettiamo l'ok per riapertura delle discoteche, ci piacerebbe fare qualcosa in estate. Fosse per noi saremmo già sul palco, abbiamo dei pre-contratti pronti, ma servono regole precise. Poi apriremo il nostro Open Bar!

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