Sirio racconta cosa significa dire Son nel mezzo: il video

Musica

Un brano intimo, che coinvolge il musicista in prima persona anche come attore poichè le parole scavano nel profondo. Il video è introdotto da un testo originale dell'artista

Son nel mezzo è la canzone che cerca di descrivere la mia personale forma di equilibrio: una stabilità che può essere raggiunta grattando la superficie della realtà circostante, provando a coglierne i pregi e i difetti, cercando in ogni modo quei segni che possono condurre al proprio destino, accettando che nel bene e nel male i mutamenti del tempo possono sbloccare meccanismi di guarigione dentro di noi. Un brano intimissimo, accompagnato da una clip che mi coinvolge in prima persona anche come attore, coinvolge la mia casa, proprio perchè “Son nel mezzo” mi racconta nel profondo. All’interno del video ci sono persone per me molto importanti: ritengo sia bellissimo che i personaggi non siano semplici attori ma davvero grandi amici.
 

Insomma da un giro di armonica suonato durante un pomeriggio ozioso con gli amici, è nata una canzone che avrebbe poi significato tanto: “Son nel mezzo” è stata la mia prima canzone in italiano, o meglio, la prima scritta interamente in italiano. Ricordo che dopo averla scritta ho provato immediatamente una sensazione molto particolare, non mi era mai capitato di sentire a livello così viscerale un testo scritto e interpretato da me stesso, sentirlo così personale ed emotivamente travolgente, violento. Alcune frasi del brano rieccheggiano ancora nelle mie giornate, ricordandomi che tutto sommato in tre anni non sono cambiato poi così tanto...E forse proprio perché quel famigerato equilibrio, alla fine l'ho trovato…almeno per adesso.
 

E' per me quasi patologico definirmi nei traguardi, nelle rinascite, nei rapporti che ho

creato e in quelli che ho purtroppo mandato in frantumi, nelle persone che hanno lasciato questo mondo...Come se la mia statura morale dipendesse da ciò che mi succede e non da ciò che sono diventato. A volte mi viene da pensare: "Guarda che ho fatto di me" ma dopo aver raggiunto la mia centratura riformulo: "Già...Mi piace ciò che ho fatto" e così la ruota continua a girare senza mai fermare il proprio corso. Probabilmente per tutta la vita “Son nel mezzo” continuerà a rappresentarmi…la matrice del mio fossile non muterà. Nel comporre il brano, per quanto riguarda il sound, ho tratto ispirazione da grandissimi cantautori come Dylan e Young, dal loro inconfondibile stile di armonica folk, legato all'effetto di voce "Hit Doublin" richiamato dal grunge, genere che ho stra ascoltato, per parecchio tempo. Canto con rabbia in tutto il disco, perché ogni cosa, ogni concetto passa attraverso un mio sfogo, un'invocazione o un desiderio di "farsi dar retta” come direbbe Faber. La chitarra elettrica si presta quasi subito al chorus, già dalla seconda strofa, e sarà sul finale colonna portante al giro di accordi che si conclude con un solo distorto

ispirato alla tecnica di Jonny Greenwood (e dei suoi famosi bending). Ciliegina sono i cori di Miriam Mori che aiutano il brano ad aprirsi e ad esplodere proprio nel momento in cui l'intensità vocale del brano è al culmine, proiettando così il tutto in una dimensione più eterea. In fondo, da eterno incompreso, con “Son nel Mezzo” posso dire di essere stato capito.

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