Sanremo, l'Afi chiede al ministro Speranza un protocollo sicurezza

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L’Associazione Fonografici Italiani si appella al ministro della Salute e al Comitato Tecnico Scientifico di intervenire quanto prima per definire le linee guida necessarie a garantire la sicurezza sanitaria del Festival. Intanto il Prefetto d’Imperia Alberto Intini ha dichiarato che in base all’attuale Dpcm, in vigore fino a 5 marzo, all’Ariston non potranno esserci spettatori.

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L' AFI, l’Associazione Fonografici Italiani, ha formalmente domandato alle istituzioni un protocollo perché la prossima edizione del Festival di Sanremo - confermata tra i prossimi 2 e 6 marzo - possa svolgersi in sicurezza: “Chiediamo al ministro Speranza e al Comitato Tecnico Scientifico di intervenire quanto prima per definire le linee guida necessarie a garantire la sicurezza sanitaria del Festival di Sanremo”, ha spiegato in una nota il presidente di AFI Sergio Cerruti, “La scelta di confermare la kermesse per il prossimo mese di marzo, senza un chiaro protocollo, è eticamente sbagliata. Non si può rischiare con la salute delle persone.

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"Con una pandemia di questa portata - continua in una nota il presidente - sarebbe stato opportuno posticipare il Festival nei mesi estivi o a settembre, in considerazione del fatto che non sono state ancora individuate le procedure per garantire la salute di tutti gli artisti, degli operatori e del pubblico in sala. Che cosa succederebbe se un cantante si dovesse ammalare? Chi ne risponde? La Rai è un servizio pubblico e non può avere autonomia di scelta su una manifestazione come il Festival, durante una pandemia che, a marzo, non sarà finita, anzi già si teme la terza ondata".

Si pensi poi che lo spettacolo si terrà all'interno dell'Ariston, che è un teatro, non si capisce perché dovrebbe far eccezione rispetto alle regole previste a livello nazionale. Se è vero che il CTS può intervenire esclusivamente previa richiesta del Ministro, chiediamo a quest'ultimo di pronunciarsi quanto prima per definire delle regole certe".

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La richiesta dell’Associazione Fonografici Italiani è da inquadrare in un’azione congiunta delle tre principali associazioni di categoria discografiche italiane - FIMI, PMI e la stessa AFI - mirata a ottenere dal Ministro della Salute Roberto Speranza, dal Commissario Straordinario per l’emergenza COVID-19 Domenico Arcuri e all’Amministratore Delegato RAI Fabrizio Salini risposte in merito alle procedure di sicurezza da applicare per l’organizzazione dell’edizione 2021 del Festival della Canzone Italiana.

Intanto il Prefetto d’Imperia Alberto Intini ha dichiarato che all’Ariston non potranno esserci spettatori. "Una cosa è certa, scontata per loro e per noi: non sarà un evento pubblico e questo è evidente.L'attuale Dpcm, in vigore fino a 5 marzo, al massimo resterebbe fuori soltanto la serata finale del 6, non consente spettacoli aperti al pubblico nei teatri e nei cinema anche all'aperto. Quindi, non c'è alcuna ipotesi di presenza di pubblico nè pagante, nè su inviti".


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