Lortex racconta l'amore che va oltre le difficoltà: si chiama Mia

Musica

Fabrizio Basso

lortex

Il giovane musicista è una nuova promessa della scena cantautorale torinese. Fin dai suoi primi lavori ha riscosso un grande successo di pubblico totalizzando oltre 20 milioni di streaming su Spotify e più di venti milioni di visualizzazioni su Youtube. L'INTERVISTA

Mia è il nuovo brano di Lortex, all'anagrafe Lorenzo Mirabella, classe 1999, ed è nato in un pomeriggio d’ottobre quando l’artista riceve una base dal suo produttore Steve Tarta. Il resto della storia me lo racconta lui al telefono.

Mia è ricordi o qualcosa che stai vivendo?
Si ricollega di più al mondo dei ricordi, nasce un anno fa. Steve mi ha allegato una linea di piano e dopo il primo ascolto con la mente sono tornato alla storia con la mia ex fidanzata riprendendo tutti i ricordi positivi.
Cosa ti ha fatto capire che nell'intuizione di Steva Tarta c’eri tu?
La base di piano. C’eravamo io e la linea. Ogni volta che ho ripreso in mano Mia per modificare qualcosa non ci sono riuscito, sarebbe stato snaturare tutto il progetto.
Quale è la follia d’amore più grande che hai fatto?
Questa canzone già di per sé è una bella pazzia. Canto verrei da te in piena notte...avevamo litigato e sono andato davvero sotto casa sua. I suoi già mi odiavano e dopo quella scena ancora di più. Ma ti assicuro che ne è valsa la pena, è stata quasi una serenata.
Perché nel video hai scelto di fare solo la voce narrante?
In generale non mi piace fare l’attore, non è il mio ambito. Nel video c’è una contrapposizone, rispetto all'essenza del testo originale abbiamo messo in luce le difficoltà e la differenza di ceto sociale, mostrando, attraverso i protagonisti, i due lati della medaglia.
Poco più di due anni fa ti sei esibito all’Alcatraz: cosa ti è rimasto di quella serata?
Resta il ricordo più bello della mia carriera fino a oggi, una bella botta emotiva. Ero in apertura di GionnyScandal e in quelle circostanze non sai mai come reagisce il pubblico perché non viene lì per te ma ti ci trova. Mi ha colpito vedere che cantavano a memoria le mie canzoni e mi volevanno di più sul palco. Il video è ancora su instagram è rivederlo mi emoziona sempre.
Il periodo che viviamo ti ha reso creativo?
Come creatività non è stato il massimo, poco prima del lockdown (tutto sul coronavirus) ho scritto diverse canzoni. Parlo di quello che vivo ma può influenzarmi anche la visione di un film. Vivere è fondamentale, psicolgicamente ha condizionato tutto. Ora ci muoveremo attraverso l’uscita di singoli, un album in questa fase non ha senso.
In Mia hai raccontato come si vince in amore, invece come si vince nella musica?
Essendo se stessi, autentici e originali. Quando fai una canzone e prendi una direzione musicale spesso percorri una strada che già esiste ma devi dimostrare essere unico e più bravi degli altri.
La tua posizione sul tema concerti?
Io farei anche un tour per dieci persone a sera. Ma comprendo che come business diventa assolutamente complicato. Mi metto nei panni dei manager e so che devono guardare ai conti.
Ti vedremo sui social?
No ho un format fisso, sono molto spontaneo dipende da come mi alzo!

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