E' morto Alfredo Cerruti, discografico e fondatore degli Squallor

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Aveva 78 anni: napoletano, fu il "papà" del primo gruppo di rock demenziale italiano. Il ricordo dell'amico Renzo Arbore: "Scoprì i Pooh e Gigliola Cinquetti". 

È morto a 78 anni il musicista, discografico e autore televisivo Alfredo Cerruti, fondatore degli Squallor, il primo gruppo a inaugurare il filone del rock demenziale nella storia della musica italiana. Ne ha dato notizia su Facebook il suo manager e amico di sempre, Dino Vitola.

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Nato a Napoli il 28 giugno 1942, Cerruti aveva iniziato una lunga e fortunata carriera nel mercato discografico già negli anni Settanta, nelle Edizioni Adriatica, nella CBS, nella CGD e poi in Ricordi. La sua notorietà presso il grande pubblico è però legata al gruppo degli Squallor, fondato nel 1971 insieme a Totò Savio, Giancarlo Bigazzi, Daniele Pace ed Elio Gariboldi di cui era l'inconfondibile “voce narrante”: canzoni dai testi deliranti, dissacranti e goliardici, allegramente sguaiati, a lungo trasmesse dalle prime radio indipendenti italiane, che riscossero un grande successo presso il pubblico giovane. E il successo commerciale fu infinitamente minore di quello reale, cresciuto anche grazie alle migliaia di audiocassette piratate su cui almeno un paio di generazioni di ragazzi e adolescenti registravano le canzoni più popolari del gruppo.

 

Autore televisivo di successo, da Indietro Tutta (dove aveva personalmente interpretato il personaggio del Professor Pisapia e aveva dato la voce a uno dei poliziotti Volante 1 e Volante 2 che si infiltravano regolarmente nelle frequenze audio del programma) fino a firmare due edizioni di Domenica In dal 1998 al 2000. Ebbe una relazione con Mina, lunga tre anni, e un figlio – anche lui di nome Alfredo – per dieci anni compagno di Laura Pausini. Proprio Renzo Arbore è stato uno dei primi a ricordarlo: "Starà nei cieli a guidare la sua Volante. Aveva un talento incredibile nello scovare gli altri talenti: persone come Gigliola Cinquetti o i Pooh furono sue scoperte. E' stato un grande direttore artistico e autore di canzoni che dissacranti era dir poco, ma che nella cultura degli anni '70 esprimevano libertà. Per lo sketch del professor Pisapia mi telefonò un giorno Giuliano Pisapia, che poi è stato sindaco di

Milano. Per le scale dell'Università Statale lo sbeffeggiavano: "chiamo io o chiama lei?", e mi pregò di cambiare nome al personaggio".

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