Dolche, 10 canzoni da ascoltare in maternità e il Criminal Love

Musica

Fabrizio Basso

Dolche_ph Ivon Wolak

Il brano è dedicato a sua moglie Chiara. Ed è l'inizio di un nuovo progetto che sfocerà nell'album Exotic Diorama. Intanto c'è una maternità da portare a compimento e la scadenza è novembre. L'artista sceglie per noi dieci canzoni di dolce...attesa

Lo ammetto. Preparando questa intervista ho avuto disturbi di personalità. Allora l'artista è Dolche, che è il nuovo nome d’arte di Christine Herin che da anni risiede e lavora tra Roma e New York e ha già all’attivo cinque album e si è esibita in centinaia di concerti in tutta Europa sotto lo pseudonimo di Naif Herin. Insomma mi attende una trinità laica. La differenza è che Dolche è il presente e il futuro, la doppia Herin è il passato. Aspettando l'album Exotic Diorama previsto in autunno, esce col singolo Criminal Love che dedica a sua moglie Chiara (è lei che risponde al telefono "perché Dolche sta sempre chiusa in studio", ndr). Scherziamo subito su questo approccio e Dolche, che a novembre diventerà mamma, smentisce: "Non è vero che lavoro solo, cucino, faccio cose,  le mogli si lamentano sempre". In studio vive tra strumenti e pc, trascorre così l'intera giornata: "Ogni tanto mi sfogo con le chitarre". Eccoci al passaggio da Herin a Dolche: "Il progetto Naif mi ha formata e mi ha fatto diventare l’artista che sono ma ora ho sentito l'esigenza di concentrarmi su un lavoro tutto mio. Quello era condiviso con altri musicisti. Questo è un percorso mio comunque accompagnato da altri musicisti nel mondo che hanno deciso di sostenermi. E' un nuovo punto di vista". Va detto che i computer aiutano a mantenere contatti distanti migliaia di chilometri per quanto tolgano la poesia umana e non ci liberino dalla pessima abitudine delle categorizzazioni dei generi: "Sono ormai cinque anni che la musica si è trasferita nel digitale. Vivendo il mondo al di fuori della geografia che ci sta intorno è più facile fare collaborazioni. Arrivo da una etichetta indipendente. Non abbiamo confini. Non esiste più il territorio. Jimi Hendrix e David Bowie, per citare due nomi, hanno sofferto la categorizzazione. Non è un fenomeno solo italiano. Spotify fa classificazioni: è il mood che sta diventando più forte del genere. Personalmente mi piace ricercare, trovare soluzioni alternative. Rientro in quel canale di musica più eclettica e ricercata". Resta il fatto che sia un mondo difficile quello della musica e che muta faccia quasi quotidianamente: "e' un mestiere duro, oltre a saper suonare il proprio strumento e gestire i live bisogna essere presenti sui social, collaborare, farsi una mazzo tanto, bisogna conoscere le lingue. E' sempre poco riconosciuto in Italia il lavoro del musicista. il problema è nel mainstream, lì si soffre di più, non trovi chi investe. Lì è business. Si è più liberi nel panorama indipendente". Questo è un motivo per il quale Dolche, con le anime che si è lasciata dietro, è serena con se stessa: "Sono in gioco da tempo sui social per trasmettere i pensieri buoni in questo periodo storico complicato. Nella mia diversità ho autonomia, lavoro e ho esperienza, mi sento di dover aiutare chi è più giovane e viene da paesi più complicati. L’arte è la cosa più libera che c’è". In autunno arriverà l'album Exotic Diorama: "Il diorama sono mondi ricostruiti. Lì ci ho messo cose esotiche, ogni brano ha un suo carattere, c'è una scelta di bizzarrie, ritmiche, strumenti esotici che non verrebbe naturale accostarli. Ma siamo così contaminati di suggestioni, profumi e retrogusti che tutto si può fare nell'arte". A novembre Dolche e Chiara diventano mamme: "Abbiamo scelto una gravidanza no gender per evitare le proiezioni sul rosa e sull'azzurro. Lasciamo al caso". Ci sono già pronte due ninna nanne scritte un paio d'anni fa. E intanto ci fa la top ten delle dieci canzoni da gravidanza.

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Grazie per questa insolita e bella domanda che cade a puntino. Ho scoperto di essere incinta due giorni dopo che è scattato il lockdown. Mia moglie Chiara, che è un’appassionata di film post-apocalittici, è entrata nel panico all’idea che a breve alcuni servizi e beni non sarebbero più stati disponibili forse per mesi e immaginando un anno di lockdown, ha subito acquistato una serie di cose (prolunga della cintura di sicurezza per donne incinte, pantaloncini premaman, fascia sostenitrice...) tra le quali un paio di cuffie da pancia. Qualunque cosa io ascolti nelle mie cuffie viene inviata anche in queste cuffie speciali che si appoggiano alla pancia per far sentire la musica al bambino. Io le ho subito trovate inutili e ingombranti, ma io non sono una persona romantica. Lei invece ha insistito sul fatto che la musica deve far parte della crescita del figlio di una musicista. Insomma, alla fine ho ceduto e ora quando esco per le mie passeggiate, la musica è sempre con noi. Ecco dieci canzoni che mi piace ascoltare.


“Com’è Profondo il Mare” di Lucio Dalla

Oltre che di esistenza e di poesia, Dalla canta di come stiamo uccidendo il mare. Noi lo stiamo uccidendo davvero il mare. Con la pesca selvaggia, con gli scarichi delle industrie, con l’ossessione di avere gli scaffali dei supermercati pieni di troppo cibo fino al tetto o di mangiare il sashimi a ogni pasto perché fa fico. Durante il lockdown abbiamo visto in soli due mesi la natura riprendersi tutto. Gli animali selvatici passeggiare per le città, i cieli ripulirsi fino a mostrare il mondo dai satelliti, e i pesci tornare finalmente ad avvicinarsi alle rive. Voglio questo tipo di mondo per mio figlio. Ma il mondo lo ha già dimenticato. Io mi perdo nella musica di Dalla. Un anno ho fatto un intero tour cantando le sue canzoni. Le parole che usa, i guizzi istrionici, la sua voce modulata con un’amarezza scanzonata.

“You’ve Got Time” di Regina Spektor

Amo il suo eclettismo e mi ricorda Orange is the New Black, una serie tv rivoluzionaria che ho amato molto. Finalmente qualcuno ha creato personaggi gay, trans, neri ecc. in modo creativo e rispettoso uscendo finalmente dagli stereotipi che il cinema e la tv da quasi un secolo impongono agli spettatori! Go queer!

“Call me” dei Blondie

Durante questa gravidanza ho scoperto che soffrendo di pressione bassa ho bisogno molto spesso di ascoltare musica che mi dia la carica! Ho incontrato Debbie Harry e Chris Stein al Town Hall a New York dopo aver assistito alla loro presentazione della autobiografia di Debbie. E di nuovo Chris durante una proiezione del film di Basquiat al Metropolitan sempre a New York. È incredibile l’umiltà, l’umorismo e l’intelligenza di artisti di questo calibro che hanno dato un contributo enorme alla storia della musica e hanno ancora un animo punk rocker così vero.

“Hotel Supramonte” di Fabrizio De André

Mi commuovo ogni volta che ascolto questo brano. È una canzone di speranza, scritta per ricordare un momento orribile ma di intensità incredibile. Per ricordarci che alle volte possono succedere cose difficili ma che anche da momenti peggiori possano nascere grandi sentimenti di speranza.

“Mushaboom” di Feist
Mi è sempre piaciuta questa canzone. È un’artista canadese che ascolto spesso. In Italia non è molto conosciuta. Mi piace il suo equilibrio, un gusto un po’ retrò che mescola a suoni sporchi e moderni.

“Burning down the house” dei Talking Heads

Mi piace ballarla con la pancia! Saltello per casa. Adoro i Talking Heads, sono passata mille volte davanti al primo studio in cui hanno lavorato durante le mie passeggiate nel Lower East Side a NYC e ho visto David Byrne in concerto ll’Umbria Jazz due estati fa. Una bomba. A loro ho dedicato il primo brano che mi ha reso conosciuta che è la mia cover version di Psycho Killer. 

“The Shape of Water” di Alexandre Desplat

Dalla colonna sonora dell’omonimo film. Perché quella colonna sonora è un capolavoro, io ascolto volentieri i soundtrack dei film, mi fa sempre piacere. Anche io ne ho composte ed è una parte del mio lavoro che mi piace tantissimo.

“Army of me” di Bjork

Mi piace molto il giro del synth basso, mi dà la carica. Il basso è il mio primo strumento. Provo un amore carnale per lui. Il basso di questa canzone è molto sexy. Quando Emily Lazar (Grammy Award per il disco di Beck) ha mixato il mio disco mi ha detto “Questo lavoro è come un’opera d’arte mi ricorda Bjork”. È stato un complimento fantastico per me.

“Dog Days are Over” di Florence and the Machine

Adoro come cresce questo brano, come si aggiungono man mano gli strumenti e come esplode nel ritornello. Tutti noi abbiamo avuto periodi della nostra vita che ci hanno reso infelici per lungo tempo. Quindi mi piace cantare a squarciagola che i giorni da cani sono finiti!

"Unplugged in NY” dei Nirvana, full album
Sotto imposizione di mia moglie Chiara perché sostiene che se non ci pensa lei a portare il grunge e il rock nella vita di questo bambino non lo farà nessuno, eheheh!

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