Dente si racconta: una vita in 11 canzoni

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Dente sulla cover dell'album (foto di Ilaria Magliocchetti Lombi)

Il nuovo disco di Dente si chiama...Dente e uscirà il giorno del suo compleanno, il 28 febbraio. Contiene gli ultimi tre anni della sua vita raccolti in 11 canzoni. È un disco pieno di prime volte, tra cui la sua faccia in copertina. L'INTERVISTA

Dente ricomincia da un Adieu. E da tre concerti rivelatori (e rivelazione)

(@BassoFabrizio)

Tre anni dopo Giuseppe Peveri torna con un disco che a molto poco a che fare con la sua storia. O meglio le undici canzoni raccontano l'ultimo triennio della sua vita ma musicalmente e come testi sono assolutamente rivoluzionari. A partire dal fatto che Dente ci mette la faccia fin dalla copertina. Una gestazione lunga, controlli minuziosi, verifiche, modifiche e finalmente l'uscita, venerdì 28 febbraio, giorno del suo compleanno. Ecco cosa ci siamo detti.

Ora che l'album esce ti sei tranquillizzato? Hai trovato quiete con te stesso?
Sono molto più sereno e più tranquillo ammetto che l'agitazione lunga è stata lunga. Il 28 febbraio si materializza un sogno lungo quattro anni.
Ma se il tuo precedente lavoro Canzoni per Metà è di tre anni fa...
Hai ragione ma a questo io già ci pensavo mentre lavoravo al disco precedente. Hai ascoltato in anteprima quattro anni di lavoro.
Lo scorso dicembre hai fatto tre concerti di presentazione. Io ero a quello di Milano in Santeria e ho notato che il pubblico ha accolto le novità, non è rimasto destabilizzato.
Secondo me non c’è scollamento perché non voglio destabilizzare tagliando il passato ma rivestirlo di nuovo, voglio mettermi a nudo e indossare vestiti completante nuovi. Ho tanto rispetto per il passato e ho voglia di sperimentare.
Direi che la missione può dirsi compiuta.
Ci sono riuscito non da solo, riconosco anzi che da solo non ci sarei riuscito. Con Federico Laini siamo riusciti a creare questa cosa, una produzione più contemporanea fatta di loop e campionamenti figlia di notti insonni.
Ti esponi molto.
Sono tutte canzoni che ruotano intorno alla mia figura. Le ho scelte tra le tante. Si va dalle canzoni del passato a quelle del futuro ipotetico. Ogni canzone una parte di me.
Infatti il titolo è Dente.
Lo ho scelto per segnare uno stacco da tutti i percorsi precedenti. Sono sempre ricorso a titoli con giochi di parole. Per la prima volta c'è la mia faccia in copertina e il disco esce il mio giorno del mio compleanno.
In alcuni momenti dell'album parli della tua vita di provincia: posso parlare di canzoni di formazione?
I primi due dischi li scritti in provincia ed è stato molto formativo. Ci sta quello che dici, la provincia mi ha sicuramente formato. Quando me ne sono andato a vivere a Milano ho scoperto che mi piace molto la città, sono un cittadino. negli anni sono stato in megalopoli nel mondo e mi sono trovato sempre a mio agio, anche in mezzo a chi non mi conosce sto bene. E' stato liberatorio.
Liberatorio il disco lo è anche per Giuseppe Peveri.
Ho attraversato cose difficili. A volte mi sono sentito inadeguato. Mi dicevo che io non cambio mai e vedevo il mondo che cambiava: non riuscivo a sentirmi al passo, ero sempre un po’ indietro. Io non so dove sono. Ho attraversato momenti in cui non mi sono sentito allineato con gli altri, con i luoghi e col mio tempo. Anche in gioventù. In alcuni momenti non ero col resto del mondo e ne ho sofferto. La differenza è che da giovani fa figo essere diversi quando cresci si fa ingombrante.
Il brano Adieu ricorda l'Adius di Piero Ciampi.
Ci ho pensato ma non c'è alcun nesso con Ciampi. Non c’era un titolo nella canzone e lo ho cercato fuori. In italiano sdrammatizza, è meno rude del nostro addio. Non è definitivo, può essere un addio temporaneo e simpatico. E’ più leggero rispetto alla versione italiana. E’ una canzone positiva che evidenzia una voglia di fare le cose, è un benvenuto al cambiamento, è un non lasciarsi rimpianti alle spalle.
Che mi anticipi del tour?
Le prove sono organiche. Faremo tanto del disco nuovo e un po' del vecchio rivestito. Ci sarà anche qualcosa del passato che resta abbastanza ligio all'originale, che non sarà riarrangiato in toto. C’è un bell’equilibrio.
Quando ho assistito al tuo live in Santeria nonostante mancassi dal palco da tempo, la gente cantava le tue canzoni.
Sentire un club che canta con me è una emozione molto forte. In Santeria mancavo dal palco da un po’ e mi sono quasi commosso. L’energia che dà il pubblico non è paragonabile a niente altro. Perché un mostro sacro non smette di fare concerti? E’ difficile smettere di ricevere quella sensazione. E’ una cosa potentissima e io la ho vissuto in scala piccola, non oso pensare chi lo fa negli stadi.
Quando riparti?
Il 13 di marzo da Brescia e le altre date sono già online e finiamo il 25 aprile. Poi arriveranno quelle estive all’aperto.