Delitto su carta, è La Luce si Spegne il nuovo video

Musica

La luce si spegne è un brano che parla del dramma dei bambini soldato. Il titolo è una perfetta metafora coniata dai Delitto su Carta, che qui raccontano in esclusiva chi sono, la storia del brano e mostrano il video

Delitto su carta. Un nome, una band, una denuncia. La denuncia di quante volte le idee e i nuovi progetti vengano uccisi sulla carta prima ancora di nascere, a causa di troppa burocrazia. Siamo un trio attivo dal 2014: Davide Fontanel (voce e chitarra), Alessandro Mirone (basso) e Paola Sivelli (batteria). Abbiamo sempre condiviso l’idea di trattare argomenti che facciano riflettere, oltre ad emozionare, scegliendo la musica come miglior veicolo per trasportare i nostri messaggi.

Il nostro ultimo album GURU dalle tenebre alla luce parla dell’uomo e dei suoi diritti, affrontando temi come l’eutanasia (“La neve di Marzo” il nostro primo singolo), le ingiustizie sulle donne, la pena di morte, il razzismo, l’immigrazione e molte altre tematiche. Una delle canzoni più importanti di questo lavoro è La luce si spegne. Un brano che parla del dramma dei bambini soldato.

Il titolo contiene una metafora. La luce rappresenta l’innocenza che contraddistingue da sempre i bambini e la speranza nelle nuove generazioni, il libro ancora bianco dove versare tutto l’inchiostro possibile per scrivere una meravigliosa vita. Ci siamo chiesti: quand'è che la luce si spegne?

Immaginate un bambino dai sei ai dodici anni. I suoi riferimenti sono i genitori, i nonni, gli zii, insomma tutta la famiglia. Questo nucleo di persone è importantissimo per l’insegnamento dei valori che saranno le fondamenta del suo comportamento da adulto e può già metterli in pratica relazionandosi con i propri coetanei. Capisce cos'è giusto e cos'è sbagliato in base agli insegnamenti che gli sono stati dati fino ad ora. La sua mente è una spugna, apprende velocemente qualsiasi cosa gli venga spiegata e riesce ad elaborarla. Impara anche a dare ascolto ai sentimenti come l’amore, la felicità e la rabbia. Insomma un bambino che, tra alti e bassi, sta passando un’infanzia pressoché normale.

Quando scoppia una guerra civile i connazionali combattono tra loro e l’obbiettivo finale è quello di annientare fisicamente e ideologicamente la fazione avversaria. Spesso accade che una delle due parti non abbia assolutamente rispetto per la vita e la sete di potere è talmente grande da predisporli a tutto pur di annientare l’altra. I commilitoni della fazione più violenta vanno in ogni villaggio e rapiscono i più giovani. Anche il bambino di cui abbiamo parlato prima. Lo portano via dai suoi cari, che probabilmente sono stati uccisi. Cerca di fuggire ma lo picchiano. Lo picchiano così tanto che sviene e quando si risveglia è assieme ad altri come lui, tutti impauriti, soli e completamente disorientati. Sono costretti a subire un vero e proprio lavaggio del cervello e quelle bianche pagine del libro vengono tinte con inchiostro rosso. Al posto di donare loro un giocattolo, armano le loro innocenti mani con uno strumento di morte. Obbligandoli a uccidere addirittura altri bambini.

Anche se sopravvivranno alla guerra, nessuno potrà più restituire loro la cosa più preziosa della vita: l’innocenza dell’infanzia.

E ore immaginate che tutto ciò accada a vostro figlio, o a vostro nipote, o a qualsiasi bambino che conoscete: riuscireste a essere ancora indifferenti?

Spettacolo: Per te