I Subsonica presentano Microchip Temporale tra suggestioni, emozioni e confronto

Subsonica (foto di Chiara Mirelli)

Microchip Temporale è  il nuovo album dei Subsonica.  Vent’anni dopo Microchip Emozionale ecco un album realizzato con 14 artisti  che hanno oggi, per la maggior parte, l’età dei Subsonica di allora. L'INTERVISTA

(@BassoFabrizio)

Oggi è il 22 novembre ed è il giorno di Microchip Temporale, il nuovo album dei Subsonica. A vent’anni dalla pubblicazione di Microchip Emozionale che ha segnato in modo indelebile la scena musicale italiana, la band riavvolge il filo della storia. Microchip Temporale è una rielaborazione di quell'album realizzato in complicità con 14 artisti che hanno oggi, per la maggior parte, l’età dei Subsonica di allora: Achille Lauro, Coez, Coma_Cose & MamaKass, Cosmo, Ensi, Fast Animals and Slow Kids, Gemitaiz, Motta, Myss Keta, Nitro, Lo Stato Sociale e Willie Peyote. Cui si aggiunge Elisa che, come hanno sottolineato i Subsonica, è una voce senza tempo. Li ho incontrati e intervistati.

Come nasce Microchip Temporale?
Abbiamo deciso di fare un viaggio a ritroso nel tempo per rivivere il nostro percorso con voci attuali, quelle che più ci rappresentano. Questo ci dà il lusso di guardarci un po’ dal di fuori, guardare a quello che abbiano fatto con uno sguardo più attuale. E' divertente vedere come le loro voci si sono intrecciate con i brani di un disco che ci ha portato tanta fortuna.
Cosa resta dei ragazzi di allora?
Microchip è stato l’album dell’adolescenza di molti protagonisti di oggi. Non ce lo aspettavamo quel successo ma nel tempo, con le chiacchiere, abbiamo capito come la storia di un gruppo che scrive e si dà le regole abbia influenzato tanti.
Come avete scelto gli ospiti?
Abbiamo dovuto fare un po’ di selezione. La sola eccezione è Elisa: con lei una collaborazione è sempre rimasta sospesa nel tempo. Oggi non ci sono troppe voci femminili per garantire un po’ di equilibrio e abbiamo scelto Elisa.
I fan la smetteranno di dire che non siete stai capaci di bissare Microchip Emozionale.
Finalmente abbiamo bissato Microchip Emozionale. Qualche data del tour la avevamo già usata come test. Siamo laici, la musica non è intoccabile. Se qualcosa che fai lo dai a qualcuno diventa parte della sua vita. Come chi vive un nostro concerto sotto un palco fa parte delle nostre vite.
Era facile cadere nell'agiografia con questa operazione.
Non doveva essere un disco tributo, non aveva senso. Non è un disco omaggio ma è molto bello vedere questo lavoro svilupparsi su due vie La nostra fortuna è stata avere accesso ad altre menti creative senza invidia. E’ stato anche un pretesto per inserire l’ironia nel nostro percorso. Ci piaceva prenderci in giro. Ma questa non è una ripetizione del disco. Per la prima volta ci fermiamo a vedere quello che abbiamo fatto e possiamo tracciare una linea del nostro futuro.
Ci sono inserimenti nei testi, un cura musicale meticolosa...
Stavolta non ci siamo occupati dell’aspetto creativo e dunque ci siamo dedicati al vestito, alla forma e abbiamo sperimentato e colto le suggestioni. Il mio DJ all’epoca era contaminato da una ondata di House che deviava verso il mainstream. Vent’anni dopo ci piacciono gli intrecci ritmici spezzati della musica urban. Abbiamo colto quel linguaggio.
Tornerete a Sanremo?
Ne parliamo tra qualche anno. Ospiti in un’altra forma ma in gara no. Ciò detto Tutti i miei Sbagli è stato un pezzo importante della nostra storia.
Entriamo un po' di più nel dettaglio?
Ci sono artisti come Willie Peyote e Achille Lauro che hanno fatto piazza pulita del mercato musicale storico. Sonde è stato tristemente vero, basti pensare a Brexit, Trump e pure certe nostre elezioni. A Willie Peyote e Stato Sociale abbiamo chiesto di intervenire su un testo, tipo Liberi tutti. Oggi un testo come Perfezione non lo scriveremmo. A Cosmo e Coez abbiamo affidato il pezzo: con loro è stupido chiedere solo un intervento vocale. Un artista deve essere un po’ incosciente, bisogna dare spazio a chi sulle nostre musiche costruisce un mondo emotivo. L’artista deve liberarsi.
Lavoro ricco.
Siamo teste abbastanza pensanti ma non a tutte le ore del giorno.
Sorprese?
Spiazzati da Coez, soddisfatti dai Coma Cose. Abbiamo lavorato con tutti gli ospiti incrociando le energie per testimoniare cosa è successo in questi vent’anni. Nel tempo abbiamo seguito l’evoluzione dei linguaggi, dal trip hop all’attuale trap. Nel nostro approccio alla scrittura abbiamo sempre cercato di essere slegati dal tempo. Cercavamo di scavalcarlo. Se non per utilizzi di gesti autorali non abbiamo sentito i vent’anni. O forse solo col rap che è più per immagini.
La cover mostra una persona di spalle che guarda un tramonto, tra il gotico e il crepuscolare.
Quando sei adolescente sei più arrabbiato e ci stava una ragazza urlante con la pistola. Dopo vent’anni guardi il tramonto con melanconia e tra venti anni la persona sarà seduta su una panchina a insultare chi gioca a pallone oppure andrà in giro a guardare i cantieri. La creatività permette di guardarti indietro e ricostruirti. Guardare dal di fuori lascia una speranza.
La vostra?
Che questa cover sia un gesto di visone del futuro. Qui ci sono le scintille. Per noi avere voglia di fare musica è un gesto di speranza. E comunque la disperazione non è parte di una generazione così giovane. Lo sconforto è la fatica a un rinnovamento generazionale molto forte in Europa.