Levante racconta il nuovo album Magmamemoria: l’intervista

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Levante sulla cover di Magmamemoria

Magmamemoria  è il nuovo album di Levante  in uscita venerdì 4 ottobre:  un viaggio nel tempo in tredici brani. La cantautrice siciliana passa da un notiziario sui fatti di cronaca nel primo singolo Andrà tutto bene alla sua amata Sicilia in Lo stretto necessario fino all’ultimo singolo Bravi tutti voi dove celebra la fiera della vanità, non però tralasciando vere canzoni d’amore e colonne sonore dei libri da lei pubblicati. L'intervista

(@BassoFabrizio)

Non si può non restare affascinati, quasi storditi da tutto quel rosso che  abbraccia la cover di Magmamemoria, il nuovo album di Levante che uscirà venerdì 4 ottobre. E', il rosso, simbolo di "un percorso caldo come lava, che brucia sin dallo stomaco e fuoriesce dagli occhi, testimoni del tempo". E', questo, un album spesso per i significati che accoglie. Da ascoltare più volte e ogni volta il rosso avrà una luce diversa. Ho ascoltato l'album in anteprima e ho incontrato Levante.

Claudia quale è il primo elemento distintivo col passato?
Ho sempre fatto musica in maniera istintiva, Magmamemoria è nato come gli altri, la differenza è la maturità.
E' un disco maturo, un disco che arricchisce chi lo ascolta.
Inevitabilmente sono inveccchiata, ho aumentato le esperienze e accumulato i ricordi. Quindi perché non parlarne. Poi sono aumentate le mie esigenze produttive e di suono e sono sfociate in una realizzazione molto moderna.
In che direzione ti sei mossa col tuo team di lavoro?
Siamo andati a cercare le cose che mi piacevano degli anni Novanta poi ci ho inserito per quasi due/terzi l’orchestra. Ci sono presente, passato, futuro. Infine si mischiano i Novanta con suoni moderni e la sempreverde classica.
Antonio è una bella canzone d'amore.
Quella di Antonio è una storia d’amore che meritava di essere raccontata, quando ho messo a punto la canzone sono stata felice. Bello raccontare una felicità che non c’è più almeno in quella forma. Bravissimo Antonio Filippelli, il mio produttore. Consiglio l'ascolto in auto con la coda lunga di sei minuti.
Ho notato una attenzione particolare alle parole. Una ricercatezza rara.
Le parole sono importanti dicevano già prima di me. Faccio ricerca e comunque non ho paura di ripetermi. Non temo di essere banale ma comunque scelgo con cura. A volte mi dilungo di più e scrivo romanzi. Ho una passione e spero che si senta.
La senzazione è che l'album abbia una circolarità: si apre con Magmamemoria e chiude con Arcano 13, due brani che si uniscono.
Si parte da una eterna vita, una memoria che brucia sempre senza spegnersi. L’ultimo brano rappresenta la morte ma l'arcano 13 nei tarocchi è vissuto come una rinascita.
Parole sofferte.
Torno qui a parlare di mio padre, solo in Caos non lo ho fatto. A disco terminato ero in casa, una giornata bellissima, mi sentivo in paradiso e ho realizzato che nulla avevo scritto per mio padre. Quattro accordi semplici e un po’ di frasi, musicalmente lo avevo dimenticato, lui è la mia memoria e il grande assente.
Che mi dici della cover rossissima?
Sono sempre mie le cover. Avevo in mente il rosso del magmamore, i capelli lunghissimi, simbolo di memoria e del tempo che passa, e poi la mia classica seduta. La posa è casuale e i capelli sono veri. E’ lo sguardo di una persona che viene in pace e non vuole ammagliare. Pare un vulcano, nulla è studiato.
Hai fatto pace con la tua isola?
C’è tanta Sicilia nei pezzi, sono tornata a fare pace con la mia terra. Torno spesso a casa e ho tanti amici siculi: ho dovuto perderla per ritrovare il bello di lei. L’amicizia con Di Martino e Colapesce nasce nel 2016, per citare due nomi e una data.
In Lo Stretto Necessario c'è Carmen Consoli, per restare in Sicilia.
Io non me la sono sentita di proporlo a Carmen, per me è una divinità, una regina madre. Ma lo ascolta, si innamora del brano, lo registra e me lo manda. Io stavo uscendo quando mi hanno segnalato che era arrivato il suo contributo.
E tu?
Sono rientrata in casa, mi sono seduta e ho pianto per quella bambina che la ascoltava in camera e per chi cantava con lei. Per gioia non ho mai pianto così tanto, trenta minuti. Mi ha richiamata e io non spiccicavo parole, quando mi ha detto faccio il tifo per te è stata l'apoteosi. Per me è diventata ancora più regina madre, si è dimostrata una grande donna.
Le canzoni possono fare male a volte, soprattutto se personali. Come ragioni?
A volte non ho fatto uscire brani perché rischiavo molto, per me è più importante non ferire le persone che fare ascoltare la musica. Non è necessario lanciare spade. Ho fatto sacrifici anche rispetto al mio ego.
Davvero Andrà tutto bene?
Al cinema ho visto La mia pelle che raccontava la vicenda di Cucchi e sono esplosa. La sua storia, quel film raccontato in quel modo, poi la questione politica, l’immigrazione…ho messo tutto dentro. Con uno sguardo giocondo dico andrà tutto bene ma non so dirti se è speranza, sarcasmo o humor nero.
Magmamemoria è la tua rivoluzione?
Non so se è il disco della mia rivoluzione. E’ un disco di consapevolezza e cambiamento anche se resto fedele alla mia grammatica estetica. La mia rivoluzione è mantenere alta l’asticella del bello. Non mi lascio trascinare dalle correnti, non sono una banderuola. So di essere spiazzante, di essere tante cose. Io ho iniziato a fare musica per me stessa: perché devo tranquillizzare gli altri? Rassicurarli? Io mi esprimo con tutte le mie persone, pluralmente.
Che resta di Alfonso?
Quella è la metafora di una vita che non ritenevo il massimo, non c’era un diretto interessato.
Stavolta?
Tranquillo non c’è un destinatario preciso. Tu suoni e poi si sviluppa qualcosa…il rancore non ha un destinatario. Anche perché a volte racconti storie vissute in terza persona.
Ma 'sta rivoluzione c'è o non c'è?
La mia rivoluzione è essere onesta con me stessa. Onestà è sinonimo di emozioni. Non mi metto a fare la conta dei dischi che vendo perché non sono un numero. Spero che arrivino le emozioni, la musica deve emozionare e se ci riesce deve fare riflettere.