Aida Cooper omaggia Mia Martini e duetta con Loredana Bertè: l'intervista

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Si intitola Kintsugi Amica Mia  l'album di Aida Cooper  che raccoglie nove brani reinterpretati e un inedito scritto da uno degli autori storici di Mimì, Maurizio Piccoli. L'intervista ad Aida, il commento di Loredana

(@BassoFabrizio)

Per la prima volta Loredana approva Mimì. O meglio un progetto su Mimì. Sono passati 24 anni dalla scomparsa di Mia Martini e in tanti hanno saccheggiato, chi bene chi male, il suo repertorio. Oggi esce Kintsugi Amica Mia di Aida Cooper, nove brani reinterpretati e un inedito scritto da uno degli autori storici di Mimì, Maurizio Piccoli. A porre l’imprimatur sull’opera è Loredana Bertè, che così ha commentato l’album: “E’ la prima volta in 24 anni che approvo un progetto dedicato a mia sorella, esclusa la fiction per la quale abbiamo istruito Serena Rossi per un anno interno con filmati inediti affinché apprendesse come muoveva testa, si accarezzava i capelli e come cantava. Aida ha lavorato con entrambe e nessuno più di lei merita di omaggiarla. Lo fa col cuore. Idealmente saranno insieme ancora sul palco. Ho affidato la produzione artistica a Ivano Zanotti. Sono felice di avere partecipato al progetto con Guarirò Guarirò. Ci ho messo anima e cuore”. E ora la parola ad Aida Cooper.

Come ci si approccia a un repertorio così importante e ingombrante?
Con un senso forte di responsabilità. Non è facile cantarla. Per Mimì ho stima come cantante e come donna. C’è un affetto profondo che provo per lei.
Che significa Kintsugi, il titolo?
E' una arte giapponese che consiste nel rimettere insieme i pezzi di una ceramica rotta utilizzando oro o argento fusi. Significa rimettere insieme qualcosa che si rompe. Le crepe sono nella vita di entrambe, abbiamo lasciato tanti cocci.
Sanremo accolse sempre Mimì ma non con Spaccami il cuore.
Lo so, fu respinta al Festival: nessuno la può superare e io ho voluto questo brano nel disco seppur con arrangiamenti nuovi. Ci abbiamo messo anche un pezzo rap ma l’autore della canzone, nel caso specifico Paolo Conte, non ha voluto l’interferenza fatta da un rappista (lo chiama proprio così, ndr).
C'è una stagione di Mia martini che ami particolarmente?
La mia Mimì preferita è quella del cambiamento di voce, quella amata perché sembrava non ci arrivasse e invece raggiungeva la nota. Il suo graffiato arrivava di più al cuore.
Eredi?
Vedo molti giovani che si avvicinano a lei. Meglio tardi che mai.
Un brano che avresti messo volentieri nel disco?
Valsinha perchè mi ricorda un periodo della mia infanzia.
Un ricordo?
Sono tanti. Ora penso a quando giocavamo a burraco e litigavamo. Poi ho le sue foto a casa e le vedo tutti i giorni dunque è con me, è speciale. Quando vivevamo insieme mi chiedevano se portavo sfiga anche io.
Idee live?
Uno spettacolo tutto dedicato a lei. Confidiamo nella produzione.
L'inedito Un figlio mio?
ho chiamato Maurizio Piccolo, un suo autore, uno tra i suoi preferiti. Gli ho chiesto un brano che le sarebbe piaciuto. Lei desiderava un figlio e dunque questo è il brano adatto.
Hai un dispiacere?
Il mio rammarico è essere state cacciate da una casa occupata. Un mio fidanzato di Roma volle venire a stare a Milano e andai ad abitare con lui: il mio rammarico è avere rifiutato una amicizia per un amore che non valeva nulla.
La storia del disco?
E' nato perché fui invitata a fare una serata blues al Museo della Scienza e della Tecnica. Il ragazzo che organizzò era un amante delle sorelle Berté e mi chiese di inserire qualche brano loro nella scaletta della serata. Massimo Massagrande è il suo nome. E’ una rivincita questo album.
Invece chi è Aida Cooper?
Una cantante che fa anche la vocalist.