Einar: "Sogno di diventare il nuovo Gianni Morandi (e intanto vi aspetto allo SlimeFest)"

Einar
Einar (foto dal profilo Facebook ufficiale)

Il cantante di origini cubane che è passato per X Factor, Amici e Sanremo e ha da poco pubblicato il disco d’esordio Parole nuove sarà fra i protagonisti dello SlimeFest di Nickelodeon, in programma il 15 giugno a Mirabilandia. Leggi l’intervista.

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Ha affrontato i palchi di X Factor (quantomeno fino ai bootcamp dell’undicesima edizione), di Amici e del Festival di Sanremo. Eppure, la possibilità di finire “inzaccherato” di slime allo SlimeFest organizzato per il 15 giugno a Mirabilandia da Nickelodeon (canale 605), un po’ lo preoccupa. Lui è Einar, ha da poco pubblicato il disco d’esordio Parole nuove e ci ha parlato di sé e della giornata di festa a cui sabato 15 sono invitati tutti gli appassionati della musica del momento (con lui sul palco ci saranno, fra gli altri, la host Federica Carta, Shade, Briga e Alessandro Casillo). Ecco l’intervista.


Il primo album “vero e proprio”: un punto di arrivo o un punto di partenza?

Credo che tutto quello che mi avviene in questo momento possa essere soltanto un punto di partenza, perché sono giovane, ho 26 anni. Si cresce sempre, non si finisce mai di imparare e in questo mondo, che non è facile, ogni cosa bella che ti capita è un punto di partenza. Quelli che sono arrivati sono i big, tipo la Berté. Magari un giorno Einar sarà tipo Gianni Morandi adesso… sarebbe il mio sogno. Ma la strada è ancora lunghissima!


Morandi… un’ispirazione anche musicale?
Diciamo che più che altro è un’ispirazione per il modo di essere. Musicalmente sono sempre me stesso.


Anche se a livello di sonorità non si sente, pensi che le tue origini cubane abbiano influenzato il tuo approccio alla musica?
Ha influito di sicuro la passione per la musica, perché a Cuba da mattina fino alla sera quando vai a dormire c’è della musica accesa. Poi la musica è come una medicina: quando sei giù c’è il brano che ti tira giù, quando sei troppo su e stai per esplodere c’è quello che ti tranquillizza… Serve la musica, nella vita.


Nel tuo percorso cosa ti ha emozionato di più?
Sanremo, perché essere stato sul palco dell’Ariston a 26 anni non è che capiti tutti i giorni. Trovarmi con i big della musica italiana per me è stato un onore. All’inizio pensavo che non me la sarei cavata… e invece è andata e mi sono proprio divertito. Poi del mio percorso c’è da dire che io ho fatto un po’ il contrario di quel che è la norma: invece che partire dalla gavetta e finire in televisione, ho fatto l’opposto e solo adesso sto cominciando a fare tanti live.


Com’è passare dalla musica televisiva a quella live, “sudata” e diretta?
Se devo essere sincero mi piace di più, perché con le telecamere non mi sento tanto a mio agio. Però è un’esperienza che serve, anche perché è quello che promuove la musica, e poi impari molte cose che poi ti servono per affrontare il palco “là fuori”, che è molto più duro.


Quale delle due cose richiede più preparazione?
Sono due tipi di stress differenti.


Duetto dei sogni?
Uno l’ho già fatto, in Una vita che ti sogno con Gianni Morandi, che è l’artista che stimo di più. E poi sarebbe davvero bello cantare con John Legend.


Per il palco dello SlimeFest che cos’hai in programma?

Di scappare dallo slime! [ride] E magari di buttarlo addosso a qualcun altro. Per il resto, mi esibirò con Un’altra volta te, il mio singolo estivo.