U2 in concerto a Milano. La recensione

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Abbiamo visto l'Experience + Innocence Tour a Milano. Gli U2 hanno fatto un viaggio nella loro storia artistica e hanno poi sottolineato le loro idee politiche e sociali. Gli applausi confermano che la gente sta dalla loro parte. LA RECENSIONE

(@BassoFabrizio)

L'Experience + Innocence Tour accende Milano. Gli U2 totalizzano quattro sold out al Forum di Assago (si replica il 15 e il 16 e ogni sera ci sono delle sorprese. Gli irlandesi non offrono concerti fotocopia.Si parte con le note di Love is All We Have Left e Zooropa, in cui vengono proiettate sul megaschermo, elemento fondamentale per tutto lo show, immagini di città europee flagellate della Seconda Guerra mondiale. L’Europa unita è il tema dello spettacolo e Bono e soci lo sottolineano subito. La musica irrompe con The Blackout, uno dei brani dell’ultimo album Songs of Experience. I due palchi sono sontuosi, uno gigantesco, l’altro più intimo. Sono collegati da una lunga passerella-megaschermo in cui i quattro entrano letteralmente durante di Stay (Faraway, so Close), sovrastati dalle immagini, dalle luci e dai colori che vengono proiettati da tutte le parti, trasformando l’arena in un arcobaleno popolato di volti felici e sorridenti. Più di 10mila persone sono ipnotizzate da quello sciamano di anime che è Bono e che sarà il vero mattatore della serata. Al suo fianco il chitarrista The Edge, il bassista Adam Clayton e il batterista Larry Mullen Jr.

Dopo i primi brani un filmato animato ci proietta nella seconda parte dello show, quella più intima e raccolta che si svolge sul palco minore. Il poco spazio costringe i musicisti a farsi vicini. È la metafora della storia della band, che dopo lo strepitoso successo dei primi dischi si trova quasi sepolta, oppressa dalla gloria e dalla fama. È la metafora che battezza il tour. È un lungo cammino, anche interiore, attraverso il quale si viene tentati continuamente dalla fama. Bono appare nei panni del diavolo tentatore prima di lanciarsi nell’acclamatissima Elevation, seguita da Vertigo e Even Better Than the Real Thing, rispettivamente dagli album How to Dismantle an Atomic Bomb del 2002 e dall'epocale Achtung Baby del 1990. Un lungo viaggio attraverso l’intera discografia della band, un viaggio, come evidenzia Bono, durante il quale l’esperienza si trasforma in saggezza. Proprio in questa seconda parte giungo i primi anatemi del gruppo alla delicatissima e complessa situazione politica e sociale di odio e discriminazione che incombe sull’Europa e in cui anche l'Italia è tra i Paesi più coinvolti. Bono, sempre nei panni del demone Macphisto, allude in modo esplicito alle recentissime uscite del governo in tema di politica interna. Il paragone con Benito Mussolini fa ben capire quale sia la posizione politica del gruppo irlandese. L’unione, la fratellanza, la generosità e l’accoglienza saranno quindi il leit-motiv di tutta la seconda parte del concerto, che si snoda con equilibrio tra gli inediti del disco, tra cui Get out of your Own Way e Summer of Love e i brani storici che tutti i fan attendevano come Pride (In the Name of Love) e New Year’s Day. Sui maxi schermi appaiono immagini forti a cui i notiziari degli ultimi mesi ci stanno tristemente abituando. Gommoni in mare, migranti che fuggono da città bombardate e distrutte dalla guerra, scene di povertà e miseria. Dall’altra parte della barricata, cortei anti-immigrazione e raduni di naziskin. Una realtà che affligge tutta l’Europa, in bilico tra la difficile gestione del fenomeno migratorio e l'incombente avanzare dei sovranismi. Ma gli U2 trasformano il dolore e la sofferenza in speranza.

L’ultimo brano City of Blinding Lights, introdotto dall’Inno alla Gioia di Beethoven e sulle note del quale viene issata una gigantesca bandiera dell’Unione Europea ci ricordano quali sono i valori sui quali è stata costruita la civiltà del nostro continente. Ma non è finita, arrivano altri quattro brani, tra cui il debutto live di Landlady, dal nuovo album, un inno alle donne di tutto il mondo e alla parità tra i sessi, One, sempre da Achtung Baby, che insieme a Songs of Experience è l’album più presente in scaletta. Mentre sfumano i colori e la musica arrivano i ringraziamenti  per Milano e per l’Italia. Un’esperienza, il concerto degli U2, che va oltre la musica, sfida e sollecita il pensiero. Gli applausi dimostrano che la gente sta con loro.