Chi è Lo Stato Sociale, la band che canta "Una vita in vacanza"

Lo Stato Sociale: la storia della band

Hanno scalato le vette delle classifiche con “Una vita in vacanza”, ma sono rimasti gli stessi di sempre: pronti a conoscere Lo Stato Sociale?

Con la loro finta scanzonatezza che però sa molto di politica, Lo Stato Sociale ha conquistato il secondo posto al Festival di Sanremo 2018. “Una vita in vacanza” è diventata una delle hit più cantate e ballate dell’estate e ha raggiunto la prima posizione nelle classifiche musicali italiane. La loro performance sul palco dell’Ariston ha conquistato tutti anche per la partecipazione di Paddy Jones, famosa per essere entrata nel Guinness dei Primati come la ballerina di salsa acrobatica più anziana al mondo.

La nascita in un garage

Il video di “Una vita in vacanza” è stato girato al centro sociale TPO di Bologna. La band, infatti, è nota per non amare gli scenari e i palchi patinati. Più di volta i membri del gruppo hanno dichiarato di preferire gli ambienti semplici e con poche pretese: ci si sentono più a loro agio, probabilmente perché è da lì che sono venuti e si sono formati.

La storia di questa band è nata come quella di tante altre. Non a tavolino, non come risultato di un’indagine di mercato per far esplodere un gruppo musicale. Lo Stato Sociale ha cominciato a esistere all’interno di un garage: un gruppo di amici che suonava con quello che aveva, con strumenti presi in prestito e macchinari arrangiati. Qualche concerto alle feste, tanta musica sulle piattaforme musicali e, di lì a poco, il responso del pubblico: le loro canzoni funzionavano alla grande.

Da “Welfare Pop” ad “Amore, lavoro e altri miti da sfatare”

Alberto Cazzola, Lodovico Guenzi e Alberto Guidetti sono coloro che hanno dato vita a Lo Stato Sociale nel 2009. Nel 2011 si sono aggiunti Enrico Roberto e Francesco Draicchio e il gruppo è arrivato così alla sua formazione attuale. Il loro primo lavoro è stato “Welfare Pop”, EP uscito nel 2010. Ma è l’EP successivo che è entrato nei cuori dei fan più affezionati, diventando uno dei capolavori dell’indie italiano: “L’amore ai tempi dell’Ikea”. Questo è il preludio al primo album – uscito nel 2012 – dal titolo “Turisti della democrazia”, che gli ha fatto vincere diversi riconoscimenti tra cui il Premio Buscaglione, la Targa Giovanni Mei, il Premio SIAE “Migliore giovane talento dell’anno”.

A distanza di due anni, Lo Stato Sociale ha lanciato il suo secondo album, “L’Italia peggiore” a cui hanno collaborato anche il rapper Piotta e Max Collini. Il primo singolo estratto dal disco, “C’eravamo tanto sbagliati”, è stato uno dei più venduti su iTunes e conta oggi due milioni di visualizzazioni su YouTube.

Nel 2017 è invece la volta di “Amore, lavoro e altri miti da sfatare”, preceduto dal singolo “Mai stati meglio”. A dicembre dello stesso anno, l’annuncio che in tanti si aspettavano: Lo Stato Sociale era stato selezionato per partecipare al Festival di Sanremo con il singolo “La vita in vacanza”.

Cos’è che rende così accattivante Lo Stato Sociale? Che, a differenza di tanti altri gruppi usciti dalla scena underground e passati al mainstream, loro sono rimasti sempre uguali. Le loro sonorità si sono evolute, ma non sono cambiati di una virgola rispetto a quando suonavano nei garage. Si può rimanere gli stessi di sempre dopo tutto questo successo? A quanto pare sì.