Wild Horse Nine, il trailer del film di Martin McDonagh con John Malkovich
CinemaÈ disponibile il nuovo trailer ufficiale di Wild Horse Nine, il film di Martin McDonagh presentato in concorso all'83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, dove John Malkovich ha vinto la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile. Nel Cile del 1973, alla vigilia del golpe contro Salvador Allende, due veterani della CIA interpretati da Malkovich e Sam Rockwell volano sull'Isola di Pasqua con troppi segreti e parecchi peccati. Nel trailer il loro capo, Steve Buscemi, è chiaro: uno dei due non deve lasciare l'isola. Nel cast anche Tom Waits e Parker Posey. Il film targato Searchlight Pictures arriva nelle sale italiane il 5 novembre 2026
Cinquantatré anni fa, il 23 settembre 1973, moriva a Santiago Pablo Neruda. Dodici giorni prima i militari di Augusto Pinochet avevano bombardato La Moneda, e nel palazzo presidenziale aveva trovato la morte Salvador Allende, suo amico e compagno di strada.
Poco tempo prima il poeta aveva dedicato all'Isola di Pasqua La rosa separada, un ciclo di versi in cui si confonde tra i visitatori venuti da lontano, intrusi un po' goffi al cospetto delle grandi teste di pietra. Si arriva a Rapa Nui carichi di domande (sembra suggerire il vecchio Pablo) e se ne riparte con le stesse domande, mentre i Moai continuano imperturbabili a voltare le spalle all'Oceano.
Ecco, i due uomini in trasferta sull'isola in Wild Horse Nine non sono poeti. Sono agenti della CIA. E le domande che si portano dietro somigliano parecchio a un fascicolo riservato.
Wild Horse Nine, il nuovo trailer ufficiale del film di Martin McDonagh
Searchlight Pictures ha diffuso un nuovo trailer ufficiale di Wild Horse Nine, quinto lungometraggio di Martin McDonagh, l'autore di In Bruges - La coscienza dell'assassino, 7 psicopatici, Tre manifesti a Ebbing, Missouri e Gli spiriti dell'isola.
Il nuovo filmato arriva dopo un primo trailer lanciato a marzo e soprattutto dopo l'anteprima mondiale in concorso all'83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, dove, secondo Deadline, la proiezione ufficiale è stata accolta da un applauso durato quasi quindici minuti.
Il trailer si apre a bordo di un aereo, e McDonagh mette subito le carte in tavola. Chris osserva Lee che mangia e gli domanda se smetta mai. «A volte smetto», risponde Rockwell. «Sì, certo, se stai dormendo o se stai sparando a qualcuno», ribatte Malkovich, a voce abbastanza alta da costringere il collega a richiamarlo all'ordine: «Chris, siamo su un aereo».
Poco più di due minuti che sono un piccolo campionario del film. C'è la gara di vanterie tra vecchi professionisti della morte, con tanto di Cecoslovacchia tirata in ballo come Paese impronunciabile, sicché la coscienza diventa una questione di dizione. Ci sono le «testone di pietra» dell'isola, paragonate a qualcuno di molto loquace, con la differenza che almeno loro stanno zitte. E c'è Chris che domanda a due ragazze cilene cosa pensino del loro nuovo presidente, mentre i due agenti si contraddicono in diretta: uno ammette di essere della CIA, l'altro lo smentisce; uno pronostica che il Paese finirà malissimo, l'altro giura che se la passerà benissimo. Siamo nel 1973. La Storia sa già chi dei due ha ragione.
Poi arriva Steve Buscemi. Il suo MJ, burocrate della CIA dai modi cordiali, chiede notizie a Lee: «Dov'è Lingualunga? Ho sentito che è stato di nuovo problematico». Rockwell gli rimanda indietro la parola come una pallina da ping pong («Problematico?»), e il capo chiude lo scambio senza giri di parole: «Ricorda, non deve lasciare quella c***o di isola». Lee domanda se sia una minaccia, e la conversazione degenera in un duello di insulti degno di un saloon.
Ecco il nodo del film. Lee stretto tra la lealtà all'amico e gli ordini dei superiori, con il destino di Chris nel mezzo. E un paradiso nel Pacifico che, battuta dopo battuta, comincia a somigliare a una prigione a cielo aperto.
In chiusura, la paranoia di mestiere: qualcuno forse li sta seguendo. Ed è per questo, scopriamo, che la sera prima c'è stato chi è uscito a fare un giro e ha sparato a un'auto. Così, tanto per stare tranquilli.
Il film, una commedia nera che si traveste da spy story e finisce per somigliare a un western crepuscolare, arriverà nelle sale italiane il 5 novembre 2026, con un giorno di anticipo rispetto all'uscita statunitense.
La trama di Wild Horse Nine: due agenti della CIA all'Isola di Pasqua
Siamo nel Cile del 1973, nei mesi che precedono il golpe militare. Chris (John Malkovich) e Lee (Sam Rockwell), veterani della CIA e partner da una vita, partono da Santiago alla volta dell'Isola di Pasqua, spediti laggiù dal loro capo MJ (Steve Buscemi).
Tra le statue più celebri del Pacifico, i due fanno i conti con un passato oscuro e con cospirazioni presenti. Ma è l'amicizia che Chris stringe con due studentesse ribelli, Monica (Mariana Di Girolamo) e Alicia (Ailín Salas), a rischiare di mandare all'aria la trasferta.
Tant'è che il paradiso, a Rapa Nui, dura giusto il tempo di un'inquadratura.
Il cast: John Malkovich, Sam Rockwell, Steve Buscemi, Tom Waits e Parker Posey
Sam Rockwell ha riassunto il film con una franchezza difficile da battere: la storia di due idioti bianchi sopra i cinquant'anni che vanno sull'Isola di Pasqua per un'ultima baldoria e combinano un disastro dopo l'altro.
Tutto vero. E tutto falso. Perché per McDonagh il cuore del racconto è altrove, nell'amore tra due uomini che si irritano, litigano quasi ogni giorno (parola di Malkovich) eppure si affidano l'uno all'altro in questioni di vita o di morte. Il regista definisce Rockwell, già suo attore in 7 psicopatici e premio Oscar per Tre manifesti a Ebbing, Missouri, il partner di tennis perfetto per John.
Attorno a loro, un ensemble da romanzo. Steve Buscemi è MJ, il capo che prova a fare l'amico finché non deve battere il pugno sul tavolo. Parker Posey è Marge, moglie di Lee, presenza quasi soltanto telefonica ma decisiva: Rockwell evoca addirittura George e Martha di Chi ha paura di Virginia Woolf?. Tom Waits, già con McDonagh in 7 psicopatici, è Jim, il fratello da cui Chris si è allontanato. La cilena Mariana Di Girolamo, notata dal regista guardando Ema di Pablo Larraín durante un volo verso l'isola, e l'argentina Ailín Salas completano il quadro.
John Malkovich, Coppa Volpi a Venezia 83
Al Lido, però, la scena se l'è presa lui. John Malkovich ha vinto la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, e non è un dettaglio da poco nella storia del Lido: quattro anni fa lo stesso premio era andato a Colin Farrell per Gli spiriti dell'isola. Sicché McDonagh porta a casa la seconda Coppa Volpi per un suo attore in tre partecipazioni al concorso.
La direttrice del casting Sarah Halley Finn racconta che Chris era il ruolo più difficile da assegnare: serviva un interprete capace di essere offensivo, violento e crudele e al tempo stesso di conquistare il pubblico, farlo ridere e infine spezzargli il cuore. McDonagh, dal canto suo, sostiene che Malkovich renda simpatico un uomo che ha fatto cose piuttosto terribili.
L'attore lo descrive come un tipo buffo e infantile, ma anche letale, pur essendo ormai alla fine della propria vita. Cattolico, per giunta. E dunque alle prese con peccato, colpa e la tentazione di un giudizio finale.
Dai Clash all'Isola di Pasqua: come è nato il film
All'origine di Wild Horse Nine, curiosamente, c'è il punk. McDonagh racconta di avere ascoltato da ragazzino Washington Bullets, brano dei Clash contenuto nell'album Sandinista! del 1980 e dedicato agli interventi degli Stati Uniti nel mondo. Quelle domande, spiega, non lo hanno più abbandonato.
L'altra metà del film era un'isola. Il regista era volato a Rapa Nui una dozzina di anni fa per capire se lì potesse ambientarsi una storia, senza sapere quale. La svolta è arrivata quando le due ossessioni si sono incontrate: l'isolamento dell'Isola di Pasqua, territorio cileno, e la storia dei rapporti tra Washington e Santiago.
Joe Strummer, in fondo, può condurre fino ai Moai.
Rapa Nui, i Moai e i cavalli selvaggi: un western nel Pacifico
Wild Horse Nine è stato girato davvero sull'Isola di Pasqua, dove un set cinematografico mancava dai tempi di Rapa Nui di Kevin Reynolds, datato 1994. La troupe vi è rimasta tre mesi, lavorando con l'amministrazione Ma'u Henua per proteggere il patrimonio UNESCO e i suoi Moai.
Lì McDonagh ha scoperto i cavalli selvaggi che vagano liberi per l'isola. Li ha tenuti in ogni versione della sceneggiatura: gli parevano spirituali e tristi, osservatori innocenti come le statue. Ed ecco che il titolo prende peso, e con lui il genere. Il regista paragona Chris e Lee a due vecchi pistoleri alla fine dei loro giorni bui, e infatti il film arriva fino alla Monument Valley, mentre la colonna sonora di Carter Burwell nasce come l'elegia per chitarra acustica di un West che scompare, contaminata da charango, ronroco e gamelan.
Il direttore della fotografia Ben Davis ha guardato al cinema americano dei primi anni Settanta, da Città amara di John Huston a Un uomo da marciapiede di John Schlesinger, e alle fotografie di William Eggleston. A Santiago colori austeri, sull'isola un verde quasi abbacinante.
E in una scena compare Víctor Jara, il cantautore che la dittatura avrebbe ucciso pochi giorni dopo il golpe. Lo stesso settembre che si portò via Neruda. Perché a Rapa Nui, come suggeriva il poeta, si arriva da turisti. Ma la Storia, prima o poi, presenta il conto anche ai viaggiatori.
Quando esce Wild Horse Nine al cinema in Italia
Wild Horse Nine arriva nelle sale italiane giovedì 5 novembre 2026, targato Searchlight Pictures. Il film dura 118 minuti ed è scritto e diretto da Martin McDonagh, che lo produce insieme a Graham Broadbent, Pete Czernin e Anita Overland.
Nel cast John Malkovich, Sam Rockwell, Steve Buscemi, Mariana Di Girolamo, Ailín Salas, Tom Waits e Parker Posey.
Se fosse un cocktail
Wild Horse Nine sarebbe un Moai Sour, servito in una coppetta ghiacciata davanti all'Oceano.
Pisco cileno per la terra di Allende e di Neruda, un filo di bourbon per gli uomini venuti da Washington, succo di lime per l'acidità della colpa, un cucchiaio di sciroppo d'agave perché persino una vecchia spia può conoscere la tenerezza, albume montato a neve come la schiuma dell'Oceano sulla scogliera e tre gocce di bitter disposte a mo' di sguardo di pietra.
Niente dosi, come sempre.
Perché certi drink, come certi amici, si bevono una volta sola. E ti restano addosso per sempre
TAG:
Prossimi Video
wilde horse nine trailer
Wild Horse Nine, il trailer del nuovo film di McDonagh con Malkovich
Karol G a Sky: "A San Siro ho pensato il tour negli stadi"
Oscar 2027, Strippoli commenta la candidatura di L’estranea
Robert Pattinson parla di "The Batman: Parte 2"
MTV VMAs 2026, performer Raye, Sombr e Teddy Swims
Lionel Richie ricoverato in ospedale per problemi cardiaci