L'Hangar Rosso, clip esclusiva su Sky TG24 del thriller cileno sul golpe del 1973 a luglio

Cinema

In esclusiva su Sky TG24 la clip de L’Hangar Rosso, esordio nel cinema di finzione del regista cileno Juan Pablo Sallato, in sala dal 9 luglio con I Wonder Pictures. Dopo l’anteprima mondiale alla 76ª Berlinale, il film racconta il golpe cileno del 1973 attraverso il dilemma del capitano Jorge Silva, ex capo dell’intelligence dell’Aeronautica chiamato a trasformare un’Accademia in centro di detenzione e tortura. Nel cast Nicolás Zárate, Marcial Tagle e Boris Quercia, in un thriller politico severo in bianco e nero

Arriva in esclusiva su Sky TG24 la clip de L’Hangar Rosso (Hangar Rojo), thriller politico diretto dal regista cileno Juan Pablo Sallato e distribuito nelle sale italiane dal 9 luglio con I Wonder Pictures. Dopo l’anteprima mondiale alla 76ª Berlinale e il passaggio in Italia al Biografilm, il film porta sul grande schermo una pagina dolorosa e a lungo rimossa della storia cilena: l’opposizione interna al colpo di Stato del 1973 da parte di ufficiali e sottufficiali dell’Aeronautica, repressi violentemente dai propri commilitoni.

Ispirato a fatti realmente accaduti e tratto dal libro autobiografico Disparen a la Bandada di Fernando Villagrán, L’Hangar Rosso segna l’esordio nel cinema di finzione di Sallato, già affermato documentarista. Un debutto che sceglie la forma del thriller morale, più che quella della ricostruzione storica tradizionale: al centro non c’è soltanto la violenza del potere, ma il momento preciso in cui l’obbedienza smette di essere disciplina e diventa complicità.

La clip esclusiva su Sky TG24

La clip esclusiva pubblicata su Sky TG24 anticipa l’atmosfera tesa e claustrofobica del film, costruito in un rigoroso bianco e nero e attraversato da una domanda radicale: fino a che punto un uomo può obbedire a un ordine, quando quell’ordine si trasforma in un crimine?

È il cuore stesso del film, come racconta il regista Juan Pablo Sallato: “Volevo raccontare un uomo addestrato a obbedire, posto davanti al momento esatto in cui un ordine diventa un crimine”. Una frase che definisce la traiettoria morale de L’Hangar Rosso: non un film sulla Storia come sfondo, ma sulla Storia come trappola, come bivio, come istante irreversibile.

La trama de L’Hangar Rosso

Cile, 11 settembre 1973. Durante il colpo di Stato militare, il capitano Jorge Silva, ex capo dell’intelligence dell’Aeronautica, viene incaricato di trasformare l’Accademia in cui sta addestrando i giovani cadetti in un centro di detenzione e tortura. Gli hangar si riempiono di prigionieri, la repressione diventa sempre più brutale, e Silva si ritrova davanti a una scelta impossibile: obbedire agli ordini e sostenere il nuovo regime, oppure disobbedire e aiutare chi lotta per sopravvivere.

In questo conflitto si concentra la forza del film. L’Hangar Rosso non racconta l’eroismo come posa monumentale, ma come crepa interiore. Il protagonista non è un uomo già pronto alla ribellione, bensì qualcuno cresciuto dentro un sistema fondato sull’obbedienza, costretto a capire quando la fedeltà all’istituzione diventa tradimento dell’umano.

Un thriller politico in bianco e nero

Girato con uno stile asciutto e preciso, L’Hangar Rosso usa il bianco e nero non come semplice scelta estetica, ma come dispositivo morale. L’immagine sembra spogliare la storia di ogni ornamento, lasciando emergere volti, stanze, corridoi, ordini, silenzi. Non c’è bisogno di enfasi quando la materia narrativa è già incandescente.

Sallato costruisce così un thriller della coscienza, in cui la tensione non nasce soltanto dall’attesa di ciò che accadrà, ma dalla domanda su ciò che ciascun personaggio è disposto a diventare. Il potere non appare come un’entità astratta: passa attraverso procedure, gerarchie, comandi, sguardi abbassati, firme, porte chiuse. È in questa normalità amministrata che il film trova la sua dimensione più inquietante.

Il cast del film di Juan Pablo Sallato

Nel ruolo del capitano Jorge Silva c’è Nicolás Zárate, chiamato a dare corpo a un personaggio sospeso tra disciplina, paura e responsabilità. Accanto a lui figurano Marcial Tagle e Boris Quercia, in un racconto corale che mette in scena uomini intrappolati negli ingranaggi del potere nel momento in cui la Storia li costringe a scegliere da che parte stare.

Il film è una coproduzione internazionale tra Villano Producciones per il Cile, Brava Cine e HD Argentina per l’Argentina, Rain Dogs, Caravan e Berta Film per l’Italia. Una geografia produttiva che accompagna un’opera profondamente radicata nella storia cilena, ma capace di parlare anche al presente: perché il nodo tra obbedienza, responsabilità e violenza istituzionale non appartiene mai soltanto al passato.

Quando esce al cinema L’Hangar Rosso

L’Hangar Rosso arriva nelle sale italiane dal 9 luglio distribuito da I Wonder Pictures. Dopo la Berlinale e il Biografilm, il film si presenta al pubblico italiano come un’opera dura, essenziale, costruita intorno a un dilemma che non concede facili assoluzioni.

Nel suo bianco e nero severo, il film di Juan Pablo Sallato torna al Cile del 1973 per interrogare una domanda universale: cosa accade quando la Storia smette di essere qualcosa che si studia nei libri e diventa un ordine da eseguire, una porta da chiudere, un prigioniero da non vedere? La risposta, in L’Hangar Rosso, non passa dal proclama, ma da un silenzio sempre più pesante.