Venezia 2018: Vince Cuaron. Al cinema italiano nessun premio

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Come da pronostici, è il film "Roma" di Alfonso Cuaron ad aggiudicarsi il Leone d'oro della 75esima edizione della Mostra internazionale di Arte cinematografica di Venezia. Delusione per il cinema italiano per  la mancanza di premi importanti 

Trionfo annunciato del messicano Alfonso Cuaron col suo film più personale e autobiografico, Roma, alla 75esima Mostra del Cinema di Venezia. Annunciato e, a quanto pare, deciso in maniera plebiscitaria (i nove giurati hanno votato per il cineasta messicano all’unanimità, come ha detto il presidente Guillermo Del Toro). Leone d'oro ampiamente previsto (e condiviso) da tutti, così come le Coppe Volpi per i migliori attori a Wilem Dafoe per il film At Eternity's Gate di Julian Schnabel e Olivia Colman per il film The Favourite di Yorgos Lanthimos.

Un po' meno prevista, forse, la debacle italiana. Malgrado Del Toro abbia detto (diplomaticamente?) che i film italiani sono andati vicino alla vittoria di un premio, di fatto tornano a casa a mani vuote.

Delusione soprattutto per Luca Guadagnino che con Suspiria aveva comunque convinto e, secondo molti, aveva chance concrete di vincere qualche premio (si parlava della regia, poi invece andata a Jacques Audiard per il film The Sisters Brothers, oppure il Gran premio della giuria, andato invece a The Favourite di Yorgos Lanthimos).

Delusione anche per Mario Martone che con Capri-Revolution ha comunque fatto incetta di premi collaterali (Premio Francesco Pasetti miglior film, Premio Carlo Lizzani, Soundtrack Stars Award per la miglior colonna sonora alle musiche di Sascha Ring e Philipp Thimm, Premio Arca Cinema Giovani, Premio Siae, Premio Sfera 1932). In quanto al terzo film italiano nel concorso Venezia 75, documentario in lingua inglese sul razzismo negli Usa di Roberto Minervini, What You Gonna Do When The World's On Fire?, non e' mai entrato nella lista dei papabili per vincere qualche premio.

La delusione per l'Italia, però, va anche oltre il concorso Venezia 75. Il film più impegnato e discusso della Mostra, infatti, Sulla mia pelle di Alessio Cremonini sugli ultimi giorni di vita di Stefano Cucchi, in concorso nella sezione Orizzonti, non ha portato a casa nessun premio: la giuria presieduta dalla regista greca Athina Tsangari e composta da Michael Almereyda, Fatemeh Motamed-Aria (Simin), Frederic Bonnaud, Mohamed Hefzy, Alison Mclean e Andrea Pallaoro non gli ha dato neppure il premio per la miglior interpretazione maschile, preferendo un po' a sorpresa ad Alessandro Borghi, Kais Nashif, interprete di Tel Aviv on Fire di Sameh Zoabi.