Machete Mixtape 4 fa cantare Giffoni 2019: la storia

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Sono il vento che attraversa l'Italia in questa estate 2019. A Giffoni tra i brani più ascoltati ci sono quelli di Machete Mixtape 4 . Vi racconto la storia di questa crew con una intervista a Slait

(@BassoFabrizio
Inviato a Giffoni Valle Piana)


Il Machete se lo si sa usare non lascia scampo. Anche in discografia. Dove i maestri della crew più longeva e creativa d’Italia stanno battendo record su record con l’album Machete Mixtape 4. Fondata nel 2010 a Olbia e ora trainata dal successo del frontman Salmo, si è trasferita nel 2012 a Milano ed è attualmente composta oltreché da Salmo, da Slait, Hell Raton, Nitro, Dani Faiv e Jack The Smoker. Con Slait abbiamo chiacchierato a lungo e non abbiamo solo parlato della sua crew.

Partiamo dal successo di Mixtape4: te lo aspettavi di queste proporzioni?
Sapevamo che avrebbe spaccato. Sono passati cinque anni dal precedente progetto e si è calato in un mondo completamente diverso.
I tempi sono velocissimi.
Dieci anni fa i cicli erano più lungi, ora ogni sei mesi cambiano le dinamiche del mercato.
La vostra forza?
Siamo molto umili. Amplifichiamo i pensieri della gente. Sappiamo come sviluppare certe tematiche. Siamo rimasti fermi cinque anni e abbiamo dovuto riposizionarci
L’obiettivo?
Scardinare i meccanismi che resistono al tempo. L’anima del disco è rap, la musica è di qualità.
Ti senti un po’ la ruggine che corrode?
In un certo senso sì ma preferisco il concetto di scardinare. Questa filosofia fa parte del nostro percorso. Siamo un gruppo unito.
Siete fuggiti dalla natia Sardegna.
Purtroppo è una regione che non offre troppe opportunità, ma la teniamo sempre presente e spesso ci organizziamo eventi. Ultimamente la crociera ideata da Salmo ha fatto tappa a Olbia, per esempio.
Il vostro è un modello molto americano e poco italiano. Pensi che in qualche modo la rete possa essere di ispirazione?
Credo che oggi sia importante informarsi e documentarsi. Chi ha idee originali viene fuori.
Quindi sei per la rete democratica e non la rete sabbie mobili che fa sparire anche il buono che c’è?
Io la ritengo democratica. Se hai del talento, sai esprimerlo e proponi una novità…qualcosa arriva. Sono nemico del piangersi addosso.
Hai 32 anni: se ne avessi la metà dove saresti?
Sarei in America dove le giuste opportunità non sono un sogno. L’Italia oggi non mi basterebbe.
Tu sei molto vicino ai giovani.
Cerco di trasmettergli il mio sapere. A vent’anni gestivo una azienda edile di 30, 35 operai e mi è stato molto di aiuto per entrare in determinate dinamiche professionali: ecco perché oggi posso dire di saper fiutare il talento e riuscire ad amplificarlo.
Idee di tour?
Ognuno della crew ha suoi progetti. Ne riparliamo nel 2020.