Federico Aldrovandi, parte la raccolta fondi per girare il film sulla sua vita

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Il 17 luglio, giorno del compleanno del diciottenne morto nel settembre 2025 a Ferrara per le percosse degli agenti di Polizia, ha preso il via sulla piattaforma GoFundMe la campagna per sostenere la realizzazione dell'opera prima del regista Manuel Benati, intitolata Lo Stato del silenzio, che ripercorrerà la vicenda

Il 17 luglio, giorno del compleanno di Federico Aldrovandi, ha preso il via sulla piattaforma GoFundMe la campagna di raccolta fondi per sostenere la realizzazione del film Lo Stato del silenzio, opera prima del regista Manuel Benati, 25 anni, che ripercorrerà la vicenda del diciottenne morto nel settembre 2025 a Ferrara per le percosse degli agenti di Polizia. Per trovare la campagna, sarà sufficiente digitare nella barra di ricerca “Federico Aldrovandi”, e per donare sarà possibile scegliere l’importo. La donazione potrà avvenire in due modalità: o in forma anonima, o mediante nome e cognome e, nel secondo caso, le persone saranno inserite nei titoli di coda. Attraverso il crowdfunding, infatti, i cittadini, le associazioni e i sostenitori potranno contribuire concretamente alla realizzazione della pellicola, che inizierà le riprese il 7 settembre a Ferrara. Prodotto da Controluce Produzione in collaborazione con Ferrara La Città del Cinema, ha l’obiettivo di raccontare una vicenda che ha segnato la recente storia del Paese, nello specifico “una storia di dolore, ma anche di coraggio, di ricerca della verità e di giustizia”.

UNA STORIA DI VERITÀ E DI SENSO DI RESPONSABILITÀ

Come si legge sulla pagina della raccolta fondi su GoFundMe, il crowdfunding per la realizzazione del film Lo Stato del silenzio di Manuel Benari “nasce da un’esigenza precisa: continuare a interrogare la memoria collettiva su una vicenda che ha segnato profondamente la coscienza civile del nostro Paese”. Il testo prosegue: “Il caso di Federico Aldrovandi non è soltanto un fatto di cronaca. È una storia che riguarda il rapporto tra cittadini e istituzioni, il senso di responsabilità, il valore della verità e il modo in cui una democrazia affronta i propri punti più dolorosi. Raccontarla oggi non significa riaprire una ferita, ma rifiutare l’oblio e riaffermare il diritto a una narrazione rigorosa, documentata e umanamente rispettosa”. Inoltre, il progetto “non nasce come prodotto di intrattenimento né come operazione di “true crime”. Nasce come opera cinematografica di impegno civile, costruita attraverso un attento lavoro di ricerca, confronto delle fonti, consulenze qualificate e una fonte di assunzione di responsabilità autoriale”. Il lavoro si baserà inoltre sul “rispetto dei fatti e delle persone coinvolte”. La descrizione ribadisce poi che lo sviluppo della pellicola si lega alla convinzione “che il cinema abbia ancora la capacità di creare spazi di consapevolezza, di porre domande scomode senza semplificare, di custodire la memoria senza trasformarla in consumo”. Infatti, “sostenere questo progetto significa partecipare a un atto culturale collettivo. Significa affermare che alcune storie meritano tempo, cura e profondità. Significa scegliere di stare dalla parte della complessità, contro la rimozione e contro la spettacolarizzazione del dolore”. Conclude: “Questo film esiste perché esiste una comunità che ritiene che la memoria non sia un fatto del passato, ma una responsabilità del presente”.

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"UN FILM AUTENTICO, ORIGINALE E POTENTE"

Nel mese di aprile si era già parlato del film (all’epoca intitolato Aldro vive) perché non era stato ritenuto meritevole del contributo del ministero della Cultura, un altro "caso" dopo il no al documentario di Simone Manetti sulla vicenda di Giulio Regeni, il ricercatore italiano rapito, torturato e ucciso in Egitto. La realizzazione del progetto era stata annunciata dall’attore e produttore Stefano Muroni nel settembre 2025, in occasione del 20º anniversario dell'omicidio di Federico Aldrovandi. Valeria Luzi e Manuel Benati firmano la sceneggiatura. Sia il regista, sia Muroni sono diplomati alla scuola di cinema Blow-Up Academy di Ferrara. Il progetto coinvolgerà nel cast artistico e tecnico proprio numerosi studenti e giovani diplomati dell'accademia, per offrire così un'occasione di formazione sul campo e di primo ingresso nel mondo del cinema e del lavoro. "Ringraziamo la famiglia Aldrovandi per esserci sempre stata vicina", ha commentato Muroni. "Siamo consapevoli di avere scritto un film autentico, originale e potente".

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