Il critico e giornalista è morto questa mattina a Roma a 70 anni. Veneziano di nascita, ha attraversato la storia del cinema italiano degli ultimi decenni non solo come critico, ma come motore silenzioso dei grandi festival. Dagli esordi con Carlo Lizzani alla Mostra di Venezia fino alla creazione delle Giornate degli Autori, Gosetti ha dedicato ogni giorno alla difesa dei film più liberi
Il cinema italiano perde uno dei suoi costruttori più operosi. Giorgio Gosetti si è spento a Roma all’età di 70 anni, dopo una vita passata a guardare lo schermo e a immaginare nuovi modi per farci arrivare il pubblico. Nato a Venezia il 6 febbraio 1956, mette piede alla Mostra del Cinema nel 1980. Sono gli anni di Carlo Lizzani, quelli della ricostruzione del festival dopo la contestazione. Gosetti è lì, in prima fila. Lavora con Gian Luigi Rondi e diventa l’ombra di Gillo Pontecorvo tra il 1992 e il 1996. Non si limita a guardare i film: li studia, li organizza, li protegge.
La scommessa delle Giornate degli Autori
Nel 2004 fonda le Giornate degli Autori, uno spazio autonomo dentro la Mostra di Venezia ispirato alla Quinzaine di Cannes. L'obiettivo è chiaro: dare una casa ai registi che non seguono le rotte commerciali. Gosetti voleva un cinema laterale, capace di graffiare. Sotto la sua direzione, quel tratto di spiaggia al Lido è diventato un laboratorio permanente. Cinecittà, in una nota firmata da Antonio Saccone e Manuela Cacciamani, lo ricorda così: “Il nostro ambiente perde uno stile elegante, uno sguardo preciso e coinvolgente, un understatement da gentiluomo sostenuto da un’ironia intelligente”.
Il vuoto tra i professionisti del settore
Cordoglio arriva anche dalla Biennale di Venezia, che ricorda Gosetti come “giornalista, critico, ideatore di festival instancabile e tra i più creativi, fondamentale collaboratore della Mostra negli anni ’80 e ’90”. La Biennale parla di una scomparsa che “lascia un grande vuoto nella comunità dei festival e nella cultura cinematografica italiana”, sottolineando professionalità, saggezza e modi sempre gentili.