Punto fermo del genere chanbara, Nakadai interpretò alcuni dei film di samurai più longevi. L'Occidente, tuttavia, lo ricorda soprattutto per l'epopea storica Ran ispirata al Re Lear di Shakespeare
Tatsuya Nakadai, uno degli attori teatrali e cinematografici più celebrati del Giappone, fidato collaboratore di Masaki Kobayashi e regista di titoli di Akira Kurosawa come Ran, Kagemusha e High and Low, è morto all'età di 92 anni. La notizia è stata riportata da The Japan News.
Chi era Tatsuya Nakadai
Nel corso della sua carriera, Tatsuya Nakadai ha interpretato oltre cento ruoli, collaborando con registi come Hiroshi Teshigahara, Mikio Naruse e Kon Ichikawa. Tuttavia, si considerava principalmente un attore teatrale, e non firmò mai un contratto esclusivo con alcuno studio. Uno dei suoi primi lavori importanti sul grande schermo fu il ruolo (non accreditato) di un prigioniero nel dramma di Kobayashi del 1953 Kabe atsuki heya: cominciò così una collaborazione che sarebbe continuata per i successivi tre decenni, e avrebbe incluso titoli come Samurai Rebellion e Kwaidan. Il pubblico occidentale, però, Tatsuya Nakadai lo conosceva principalmente per il dramma di Kurosawa Ran, un'epopea bellica ambientata nel periodo Sengoku e ispirata al Re Lear di Shakespeare, che valse a Kurosawa la sua unica nomination all'Oscar come regista.
Punto fermo del genere chanbara, Nakadai interpretò alcuni dei film di samurai più longevi, tra cui Harakiri di Kobayashi e Kill! di Kihachi Okamoto. Interpretò il cattivo sorridente a fianco dell'eroe accigliato di Toshiro Mifune due volte: in Yojimbo del 1961 e in Sanjuro del 1962, quest'ultimo conclusosi con una delle scene di morte più memorabili e sanguinose dell'epoca.
L'amore per il teatro
Tatsuya Nakadai continuò a recitare sul grande schermo per tutta la seconda metà della sua vita. Fu doppiatore ne La storia della Principessa Splendente del 2013 e tornò persino alla longeva saga di Zatoichi con il revival del 2010 Zatoichi: The Last. Ma Nakadai si considerava prima di tutto un attore teatrale, ed è al teatro che ha dedicato i suoi ultimi anni, dirigendo produzioni di Morte di un commesso viaggiatore, Barrymore e Don Chisciotte, dopo aver intepretato - come attore - Amleto, Macbeth, Otello e Riccardo III.
Vincitore di due Blue Ribbon Awards giapponesi, il primo per Harakiri nel 1962 e il secondo per Kagemusha e La battaglia di Port Arthur nel 1980, nel 2015 ha ricevuto l'Ordine della Cultura, la più alta onorificenza giapponese per il contributo alle arti e alle scienze.