Moscerine Film Festival, non si è mai troppo giovani per fare cinema

Cinema

Simona Vasta

Dal 27 al 29 maggio, al Nuovo Cinema Aquila di Roma, va in scena un Festival cinematografico speciale. Perché a partecipare ci sono esclusivamente registi tra gli zero e i dodici anni, che con i loro cortometraggi raccontano un mondo fantastico e sorprendente per molti adulti

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Il sito ufficiale del Moscerine Film Festival

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Un sogno prende forma in fretta, basta uno schermo che lo rifletta. C’è questa idea alla base di un Festival del Cinema unico ed innovativo, che non si ferma al concorso per giovanissimi registi, ma cerca nuove forme di comunicazione e condivisione nell’educazione all’immagine. Qui infatti i bambini letteralmente “immaginano”: si raccontano, creano e non sono più spettatori passivi. E allora, considerando le premesse ambiziose dei produttori del Moscerine Film Festival, cosa si deve fare per coinvolgere nel progetto anche chi è solo un neonato? La risposta arriva con la sezione “Il cinema in culla” ed una sala con temperatura adeguata ai bambini molto piccoli, luci soffuse che restano accese durante proiezioni dedicate, audio basso per non impressionare i bimbi e libertà totale di dissenso per i neonati, che potranno piangere se infastiditi, senza che nessuno chieda ai loro genitori di allontanarli dalla sala.

Ma parliamo del cuore del concorso, che, con i suoi 18 cortometraggi in gara, vede dunque sfidarsi registi dagli zero ai 12 anni. A scegliere il vincitore 8 giurati qualificati: attori, produttori del mondo dell’animazione, la Presidente della giuria è Maria Fares che ha prodotto tra gli altri il pluripremiato “La Gabbianella e il Gatto” e registi affermati come Wilma Labate e Gabriele Mainetti, trionfatore ai recenti David di Donatello con il suo Freaks Out. Ed è proprio Mainetti a spiegare: “Sono felice di partecipare ad un’iniziativa così speciale e così intelligente, i bambini sono liberi da inutili zavorre. Hanno prodotto dei corti molto interessanti, ognuno dei quali contiene al suo interno un mondo”.

Quella del 2022 è in pratica la prima edizione di un Festival già ricco di richieste di bambini pronti a partecipare a quella in programma per il prossimo anno. Perché il passaparola ha attraversato anche le scuole italiane, dove sono stati realizzati altri 16 cortometraggi che saranno proiettati in una sezione speciale durante i 3 giorni di kermesse. Tre giorni alla cui guida ci sono due conduttrici d’eccezione: Beatrice Salvati e Federica Tomassi, entrambe dodicenni ed entrambe già perfette in un ruolo che, raccontano, non avrebbero mai immaginato di interpretare. A renderlo possibile la creatività e l’impegno di tre giovani professioniste che da dieci anni lavorano con i bambini: Sofia Baratta, Francesca Zein Batayneh e Nina Baratta, che si è già distinta per la regia di” Tutte a casa”, racconto al femminile del lockdown. È lei a raccontarci il perché dell’iniziativa: “Abbiamo scoperto quanto i bambini abbiano da raccontare e quanto sia ricco il loro mondo. La bellezza della percezione del loro mondo passa proprio attraverso questo Festival, che ci permette di entrare nella loro vita”.

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