Oscar, Massimo Cantini Parrini in corsa con 'Pinocchio': emozione a distanza. L'INTERVISTA

Cinema

Bruno Ployer

©Getty

Il costumista è candidato per gli abiti del film di Matteo Garrone, ma le restrizioni anti Covid costringeranno anche lui a non partecipare in presenza a Los Angeles alla serata dei premi

E’ la sua prima candidatura all’Oscar (LO SPECIALE)  ma Massimo Cantini Parrini ha già una notevole collezione di premi ricevuti nella sua carriera di costumista. Ci sono tra gli altri quattro David di Donatello, tre Nastri d’Argento e un European Film Award, vinto nel 2018 per i costumi di ‘Dogman’, di Matteo Garrone. La collaborazione con lo stesso regista per ‘Pinocchio’ lo ha portato nella cinquina che concorre per la statuetta. La cerimonia di premiazione del 25 aprile sarà molto particolare: nel rispetto delle misure anti Covid, solo una parte degli invitati sarà a Los Angeles, mentre altri si collegheranno in diretta da altre parti del mondo. Anche Cantini Parrini vivrà così la sua notte delle stelle.

“Non essendo in presenza a Los Angeles è un’emozione un po’ a metà, nel senso che alle premiazioni è bello essere lì per vivere quello che anche gli altri vivono insieme a te. Sarà una edizione speciale: noi non sappiamo ancora se ci collegheremo da Roma, Londra o Milano. L’emozione naturalmente c’è, però è tutto un po’ ovattato, come l’anno scorso quando ho vinto il David per ‘Pinocchio’ da casa. Mi sembrava strano vedere il mio nome in tv, ma nessuno che gioiva con me. Vale anche per l’emozione di perdere, perché anche quando non senti il tuo nome è come un parto, va giù tutta la tensione, tutto ciò che hai sentito in un mese sparisce.”

 

La pandemia ha portato anche a una lunga chiusura dei cinema nel mondo. Il ritorno in sala è naturalmente un tema molto sentito dai professionisti del settore…

“Assolutamente sì. 'Pinocchio' è uscito in Italia e all’estero, anche se il cruccio di Matteo Garrone è che non sia stato visto come lui avrebbe voluto. Però è bellissimo per il film che sia arrivata tutta questa attenzione anche dagli altri Paesi: molti mi scrivono, abbiamo ricevuto proposte di interviste da tutto il mondo e quindi l’attenzione su ‘Pinocchio’ c’è stata. Spero che le sale riaprano presto perché il cinema visto sullo schermo è tutt’altra cosa rispetto alla tv o al computer, non foss’altro che per il suono e l’immagine.”

 

Un cast meraviglioso

 

A tanti mesi di distanza dalla lavorazione di ‘Pinocchi’o cosa ti rimane in mente di quel periodo?

“Moltissime cose, diciamo che la preparazione è sempre ciò che affascina di più, mi piace lo studio e dedicarmi anima e corpo a un nuovo progetto. Mi rimane anche l’umanità degli attori: sono tutte persone meravigliose, dal piccolo Federico Ielapi che interpretava Pinocchio a Roberto Benigni, al nostro Gigi Proietti a Massimo Ceccherini. Potrei fare i nomi di tutti. Abbiamo dato tanto a Matteo Garrone e lui ha dato tanto a noi, gli attori erano completamente immersi in questa atmosfera. E’ un ricordo che porterò con me molto a lungo.”

 

Nell’ideazione dei costumi di ‘Pinocchio’ hai pensato a come immaginavi questi personaggi da bambino o hai avuto un’idea prettamente cinematografica?

“Direi un’idea prettamente cinematografica. Io vengo da Firenze e più precisamente da Castello, dove Collodi scrisse la novella, quindi da piccolo ero completamente immerso nella storia di Pinocchio. Noi abbiamo rispettato il pensiero di Collodi e ci siamo ispirati alle prime immagini del libro, quelle del disegnatore Mazzanti. Conosciamo tante versioni di ‘Pinocchio’, sia teatrali che cinematografiche, ma il film di Garrone è quello che più si avvicina al pensiero di Collodi. E’ anche un film reale, perché abbiamo messo nello schermo la povertà che c’era nei piccoli centri toscani in quel momento. Abbiamo voluto calcare la mano su questa povertà, che usciva fuori anche dalle foto d’epoca con le quali mi sono documentato.”

 

Anteprima al 'Los Angeles Italia'

 

Il 18 Aprile Pinocchio sarà proiettato al glorioso Chinese Theater di Hollywood per l’apertura del festival 'Los Angeles Italia'. Cosa ti viene in mente?

"E’ un peccato non poter essere lì. Sarei corso alla proiezione, anche se l’ho visto due o tre volte. Spero che abbia il successo che merita. perchè è un film spettacolare e poi gli Americani sono molto attaccati all’italianità in questo senso. Pinocchio è un film molto italiano."

 

E Benigni ha appena  avuto il Leone d’oro alla carriera della Mostra di Venezia…

“Si, ho letto. Benigni è amato anche dagli americani, che lo hanno premiato con l’Oscar per ‘La vita è bella’.”

 

Passione forte

 

Nella storia del Cinema italiano ci sono anche dei grandi costumisti, come Piero Tosi e Gabriella Pescucci. E’ una storia della quale ormai fai parte anche tu ...

“Il Cinema italiano ha avuto grandissimi padri e quindi anche grandi figli, come quelli che hai nominato. Ho avuto l’occasione di conoscerli perché con Piero Tosi ho studiato e con Gabriella Pescucci ho lavorato. E’ stato un sogno diventato realtà, è quello che avrei sempre sperato. Quando la passione viene da dentro ed è forte, credo che le strade ti portino a incontrare questo tipo di persone: è successo anche ad altri che conosco. Ci penso sempre e purtroppo gli anni sono volati. Per esempio con Piero Tosi dopo gli studi sono rimasto amico per 25 anni e mi sembra ieri. Ora non c’è più ed è stata una perdita enorme. A volte gli dicevo: ‘Piero, ti chiudo in un freezer e ogni tanto ti tiro fuori. Poi ti ricongelo, così stai sempre con noi.”

 

I tuoi concorrenti candidati all’Oscar 2021 per i migliori costumi sono Alexandra Byrne per 'Emma',  Trish Summerville per 'Mank', Ann Roth per 'Ma Rainey’s black bottom’, Bina Daigeler per 'Mulan'. Quale temi e ammiri di più?

"Non ho un nome particolare, perché la cinquina è stata scelta bene. Mi è piaciuto moltissimo ‘Mank’ , ma anche Ann Roth, che conosco personalmente perché è venuta spesso a Roma da Tirelli a fare gli abiti. Sono felice di essere in questa cinquina, per me è già una vittoria. E’ raro che un costumista italiano sia candidato per un film tutto italiano come ‘Pinocchio’.  Abbiamo avuto costumisti italiani in produzioni internazionali e ce ne saranno ancora altri, abbiamo anche  vinto, ma in un film tutto italiano non è scontato.”

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