Bifest 2020, Benedetta Porcaroli premiata per "18 Regali"

Cinema
©Getty

La giovane attrice riceve il premio Nuovo Imaie come attrice rivelazione per la sua interpretazione nel film di Francesco Amato ispirato alla storia vera di Elisa Girotto

"Sono felicissima di ricevere questo premio per '18 regali' che è un film che mi porto nel cuore". Benedetta Porcaroli, 22 anni, co-protagonista del film di Francesco Amato, riceverà oggi il premio Nuovo Imaie come attrice rivelazione in occasione del Bif&St, il Bari international film festival (il programma del Festival). Il film, in concorso nella sezione ItaliaFilmFest racconta la storia di Elisa, interpretata da Vittoria Puccini, una donna di 40 anni che prima di morire lascia un regalo per ogni compleanno, fino al diciottesimo anno di età, di sua figlia Anna (il personaggio interpretato da Benedetta Porcaroli). E' tratto da una storia vera e "questo un po' ha influito sul mio personaggio ma rispetto a Vittoria un po' di meno, perché lei doveva raccontare la storia di una donna cresciuta, mentre Anna adesso ha tre anni - spiega Benedetta - quindi me la sono un po' immaginata (18 Regali: l'intervista a Vittoria Puccini e Benedetta Porcaroli). L'ho conosciuta e sono stata con lei un paio di giorni, ho cercato di capirne il carattere, prendendo piccoli spunti. E' una bimba bellissima simpaticissima, però in qualche modo il mio personaggio è inventato e quindi mi sono costruita un immaginario".



approfondimento

Vittoria Puccini e Benedetta Porcaroli in 18 Regali

Sul rapporto con l'attrice Puccini, la 22enne "rivelazione" del Bif&st parla di "una persona splendida, una donna e una mamma meravigliosa, quindi lavorare con lei è la cosa più facile del mondo. Abbiamo un rapporto bellissimo tuttora e me la tengo stretto". Oltre al rapporto tra mamma e figlia, nel film spicca anche la figura di un papà straordinario, Alessio, interpretato da Edoardo Leo. "E' una persona bellissima e un papà fortissimo - dice Benedetta -, in realtà la vera coppia del film siamo io e il papà, perché sono quelli che rimangono e si devono costruire un rapporto che è complicato, perché chiaramente Anna non ha inizialmente gli strumenti per capire la grandezza dell'impresa di questo padre che da solo si assume delle responsabilità e che cerca di avere un dialogo con questa ragazza che invece vive la frustrazione di aver subito un'ingiustizia.

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