Lupin III, le migliori versioni tra serie tv e film

Dalla tv al cinema, le migliori versioni di Lupin III, l’amato ladro nato dalla fantasia di Monkey Punch

Lupin III è il celebre personaggio creato da Monkey Punch, il cui manga è ancora oggi amatissimo. Toni spesso provocanti, tanta azione e un linguaggio spinto. Elementi che caratterizzano l’opera del compianto maestro, ma che nella maggior parte dei casi non hanno trovato spazio negli adattamenti al cinema e in televisione.

Il mangaka si è ispirato al protagonista dei vari romanzi di Maurice Leblanc, il celebre Arsène Lupin, di cui il protagonista del manga è nipote. Ricercato dalla polizia di tutto il mondo, il ladro gentiluomo mette a segno mirabolanti colpi con l’ausilio di una banda di fedeli compagni. A questa si aggiunge l’avvenente Fujiko Mine, vero e proprio punto debole di Lupin. L’uomo ne è perdutamente innamorato, al punto da ignorare gli avvertimenti di Jigen e Goemon, suoi soci.

Le migliori versioni di Lupin

Svariate le versioni di Lupin nel corso degli anni. Il ladro gentiluomo ha detto addio alla carta stampata, raggiungendo la tv con alcune serie anime e il cinema con film e spin-off.

Nel corso degli anni Lupin ha vantato giacche di vari colori. Un modo semplice per riuscire a identificare le differenti serie anime. A ogni cambio giacca è però corrisposto anche un cambiamento del carattere del ladro gentiluomo. Indubbio come la prima serie anime sia di gran lunga la migliore. Questa resta sul solco tracciato da Monkey Punch, per quanto possibile. Le avventure che vedono protagonista il ladro sono spesso molto “sporche” e “cattive”. Di fatto Lupin viene presentato come un personaggio vero, con i suoi lati positivi e negativi. Un ambiguo protagonista, non totalmente buono, anche se guidato da un animo gentile.

Addolcito nella seconda stagione, che è di certo quella più famosa, che ha il pregio di diffondere la fama di Lupin in Europa. Con questa serie il personaggio diventa amatissimo, al centro di storie adatte a tutti, incentrate in buona parte sulle gag tra lui, la sua banda e l’instancabile Zenigata.

Ritorno alle origini nello spin-off “La donna chiamata Fujiko Mine”. Una serie incentrata sulla femme fatale del gruppo, spiegando come abbia conosciuto Lupin, Jigen e Goemon. Molto in linea con il manga, al punto da riprenderne anche i toni alquanto spinti e sensuali. Di pregevole fattura anche “La tomba di Jigen Daisuke”, che volge lo sguardo al passato del migliore amico di Lupin, presente a sua volta nel film in due parti. Tratto in parte sporco, a richiamare il manga, per un’avventura degna della prima serie anime.

Innegabilmente però il punto più alto è stato toccato dal maestro Hayao Miyazaki, che a Lupin ha dedicato il suo primo lungometraggio: “Lupin III – Il Castello di Cagliostro”. Una pietra miliare del cinema d’animazione giapponese, in sala nel 1979. Vi è l’intera banda al completo, ma soprattutto l’arte e il genio di Miyazaki, che ammalia e commuove.