Gli 8 migliori film di Alain Delon

Ad Alain Delon, mito del cinema francese, andrà la Palma d'oro alla carriera al 72esimo Festival di Cannes. Ecco i suoi otto film più belli che vale la pena rivedere 

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Non si può scrivere molto di più quando c'è di mezzo Alain Delon. Allora ci limitiamo ad una semplice considerazione: tutto il mondo del cinema si ricorda ancora di lui e non ha dimenticato la sua affascinante bellezza e soprattutto cosa ha regalato, questo signore di 83 anni, al mondo della settima arte. Così, al netto delle polemiche che ci sono state in questi ultimi giorni, la Palma d'Oro  alla carriera che, quest'anno, il Festival di Cannes ha deciso di assegnarli è il giustissimo tributo ad un attore insuperabile, vera icona del cinema di tutti i tempi.

La carriera di Alain Delon

Nella sua lunga carriera, Delon ha preso parte a più di 80 film, tra cui: Delitto in pieno sole di René Clément e Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti, che gli varranno la consacrazione a star internazionale; L’eclisse di Michelangelo Antonioni; Il Gattopardo, sempre di Visconti; Frank Costello faccia d’angelo di Jean-Pierre Melville; La piscina e Borsalino di Jacques Deray; Il clan dei siciliani di Henri Verneuil; Zorro di Duccio Tessari. Figlio del piccolo proprietario di un cinema di provincia e di una farmacista, viene abbandonato dai genitori divorziati ad appena quattro anni. Dato in affidamento, cresce da giovane ribelle, costantemente punito a scuola, insofferente della disciplina e della nuova famiglia della madre in cui non si ritrova. A 17 anni si arruola, prima del tempo, in marina e finisce a Saigon, con una ferma prolungata a cinque anni perché quasi la metà la trascorre in cella di rigore. Finalmente congedato nel 1956 si annida nella Parigi bohemienne di Montmartre facendo mille mestieri e rischiando di imbrancarsi nelle peggiori compagnie. Lo salvano la passione per una giovane attrice (Brigitte Auber) e l'incontro occasionale con Jean-Claude Brialy che, colpito dalla sua bellezza, lo invita al Festival di Cannes e lo incoraggia a tentare la carriera del cinema. Irrequieto com’è, il giovane cerca di mettere radici a Roma dove trova ospitalità presso il fotografo Gian Paolo Barbieri, ma rifiuta la proposta del tycoon David O'Selznick che gli offre un contratto in esclusiva a Hollywood. Invece torna a Parigi e accetta la proposta di Yves Allegret che lo sceglie per Godot con Edwige Feuillière e lo propone poi a suo fratello Marc per Fatti bella e taci. È il 1958 e su quel set il giovane attore incontra Mylène Demongeot (l'eterna rivale di Brigitte Bardot nella star system degli anni '50) e il suo amico ed eterno rivale, Jean-Paul Belmondo. I suoi primi film sono lontani dal grande successo, ma gli bastano per farsi notare da Renè Clement che nel 1960 gli offre il ruolo della vita: il giovane Tom Ripley in Delitto in pieno sole dal romanzo di Patricia Highsmith. È un’autentica esplosione, un terremoto artistico e commerciale che nella vita di Alain Delon si lega alla travolgente passione per Romy Schneider, conosciuta due anni prima sul set di L'amante pura. Insieme i due conquistano in breve tempo Parigi, la Francia, il cinema, la notorietà. Tornato in Italia, nello stesso 1960, trova la conferma artistica grazie a Luchino Visconti in Rocco e i suoi fratelli per poi incontrare Michelangelo Antonioni (L'eclisse, 1962) e trionfare con Il Gattopardo. Nello stesso anno corona il suo sogno infantile di rivaleggiare con Jean Gabin grazie a Henri Verneuil che lo dirige in Colpo grosso al casinò e lo inizia al genere del "polar" (incrocio di noir e poliziesco) che sarà il marchio di fabbrica per tutta la carriera di Delon. La lista dei suoi film (e successi) per tutti i vent'anni successivi è impressionante: basti pensare al sodalizio con Jean-Pierre Melville (da Frank Costello a I senza nome), alla rivalità spettacolare con Belmondo (Borsalino), alla sequela infinita di capolavori di genere diretti da Jacques Deray, tra cui spicca nel 1969, il nuovo incontro artistico con Romy Schneider in La piscina. Attore poliedrico, dal fisico atletico che esalta in kolossal come Il tulipano nero e Zorro, lavoratore frenetico (95 film come attore, 30 come produttore, tre come regista), Delon conserva però una segreta passione per il cinema d'autore con incursioni memorabili come La prima notte di quiete di Valerio Zurlini (1972), Mr. Klein di Joseph Losey (1976), Un amore di Swann di Volker Schlondorff (1984), Nouvelle Vague di Jean-Luc Godard (1990). L'ultima volta al cinema, con un guizzo autoironico, è stato un beffardo Giulio Cesare in Asterix alle Olimpiadi. Oggi Alain Delon si guarda indietro e combatte il tempo che passa. "Ho pensato spesso al suicidio e vedo bene la scena – ha avuto modo di dire e farlo è un gioco da ragazzi. Il difficile non è questo, è riflettere per non passare all'azione". A 83 anni l'eterno ragazzo dal ciuffo ribelle deve girare lo sguardo e guardare avanti. Lo aspettano a Cannes sul gradino più alto per celebrarlo. Ancora una volta.

Ecco gli otto film più belli che vale la pena di rivedere:

• Delitto in pieno sole
• Rocco e i suoi Fratelli
• L’Eclisse
• Il Gattopardo
• Frank Costello – Faccia d’Angelo
• La Piscina
• Borsalino
• I senza nome

Delitto in pieno sole di René Clément (1960)

Philippe, giovane ricco americano, si stabilisce in Italia dove si dà alla bella vita. Suo padre manda un ex compagno di studi, Tom Ripley, per convincerlo a tornare. Questi fiuta l’occasione per impadronirsi delle ricchezze di Philippe, e il primo passo è quello di ucciderlo... Da un romanzo di Patricia Highsmith (da cui è stato tratto anche “Il talento di Mr. Ripley”).

Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti (1960)

Rosaria, rimasta vedova, lascia il paesino della Lucania in cui ha sempre vissuto per trasferirsi insieme ai suoi figli a Milano dove già si è stabilito Vincenzo, il primogenito. Anche se inizialmente la famiglia ha qualche problema ogni figlio si ingegna per portare un po' di soldi a casa. Simone riesce ad introdursi nell'ambiente della boxe, Rocco lavora in una lavanderia, Ciro diventa un operaio specializzato. Simone scopre che Nadia, una ragazza di strada con la quale ha avuto una relazione travagliata, ha iniziato a frequentare Rocco. Il ragazzo, geloso del fratello, aggredisce violentemente la coppia, mettendo fine alla loro storia d'amore. Rocco si dedicherà completamente al pugilato per sollevare la famiglia dai debiti ma non riuscirà a salvarla dalla disgregazione e dalla perdita dei valori.

L’Eclisse di Michelangelo Antonioni (1962)

Una giovane donna inquieta interrompe una relazione con un professionista e cerca inutilmente un serio rapporto umano con la madre e con alcune amiche, abbandonandosi alle sensazioni epidermiche che la realtà occasionalmente le procura.

Il Gattopardo di Luchino Visconti (1963)

Probabilmente il miglior film di Luchino Visconti e sicuramente il più personale delle sue epopee storiche, Il Gattopardo racconta le fortune del principe Fabrizio Salina e della sua famiglia durante l’unificazione d’Italia nel 1860. Basato sul romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, pubblicato postumo nel 1958 e successivamente tradotto in tutte le lingue europee, l’immagine si apre con Salina (Burt Lancaster) che viene a sapere che le truppe di Garibaldi sono sbarcate in Sicilia. Mentre il principe vede l’evento come una minaccia evidente per il suo attuale status sociale, il suo opportunistico nipote Tancredi (Alain Delon), diventa un ufficiale nell’esercito di Garibaldi e torna a casa come un eroe di guerra. Tancredi inizia a corteggiare la bella Angelica (Claudia Cardinale), figlia del neoeletto sindaco della città, don Calogero Sedara (Paolo Stoppa). Anche se il principe disprezza don Calogero considerandolo un uomo che ha fatto fortuna grazie alla speculazione durante la recente rivolta sociale, egli accetta con riluttanza il matrimonio del nipote L’aristocrazia è ormai in decadenza e al suo posto sta rinascendo la borghesia.

Frank Costello – Faccia d’Angelo di Jean-Pierre Melville (1967)

Frank Costello è un killer che, eseguito l'omicidio commissionatogli, sfugge all'arresto aiutato dalla sua amante. La sua vita è appesa a un filo, braccato dalla polizia e dai suoi mandanti. Frank decide di adottare una soluzione estrema.

La Piscina di Jacques Deray (1969)

Nella tranquilla vacanza di Jean-Paul e Marianne, ospiti nella lussuosa villa di alcuni amici a Saint Tropez, irrompe inaspettato Harry, un ricco playboy amico della coppia che, in compagnia della giovane figlia, decide di fermarsi per qualche giorno come loro ospite: la conturbante bellezza della ragazza insieme alla scoperta di una passata relazione tra Marianne e Harry contribuiranno a rompere il delicato equilibrio della coppia, portando la situazione a degenerare.

Borsalino di Jacques Deray (1970)

A Marsiglia negli anni Trenta due giovani delinquenti, Rock Siffredi e François Cappella si mettono assieme per cercare di prendere una fetta del mercato malavitoso della città. La città è però dominata da due gangster Poli e Marello, che controllano uno il mercato delle carni e l’altro le bische e i locali notturni. Dopo aver conquistato una relativa agiatezza, assicurandosi il controllo del mercato del pesce, Rock e François decidono di dare la scalata all’impero di Poli e ci riescono. Allarmato dalla loro intraprendenza Marello li invita a rispettare l’accordo di non interferenza negli affari.

I senza nome di Jean-Pierre Melville (1970)

Tre uomini, uniti dal caso, tentano il colpo grosso in una gioielleria. C'è un poliziotto tenace che tampina uno dei tre, e il famoso granello di sabbia che fa inceppare il meccanismo. 12° film, e penultimo, di J.-P. Melville, uno dei suoi più belli e ambiziosi, dominato dalla filosofia deterministica e dal senso della morte. Secondo il regista, include tutte le 19 situazioni possibili del noir. A modo suo, un film classico nella sua perfezione: inesorabile come un orologio di precisione, ha tempi giusti, personaggi attendibili, atmosfere credibili, una tenuta figurativa che, a forza di iperrealismo, sfocia nel fantastico. Con Alain Delon, Gian Maria Volonté e Yves Montand.